Categorie: Design

design_personaggi | Progetti da riprogettare

di - 10 Dicembre 2009
Nel
campo del design è difficile trovare delle innovazioni che non siano legate
alla tecnologia. L’ultimo modello di telefonino viene acquistato non per la
sua silhouette compatta, ma per le sue molteplici funzioni. Definire quali
siano gli oggetti che nel tempo sono progrediti o migliorati, se si escludono
le innovazioni tecnologiche, non è cosa semplice.
Certe
volte è il materiale che viene utilizzato per migliorare l’oggetto stesso,
altre volte è semplicemente la forma che sembra evoluta. Un oggetto di design
non deve essere soltanto bello o funzionale ma, come insegna Munari, dev’essere “giusto”.
Dai
grandi maestri in poi questa giustezza è stata inseguita. Alla ricerca del prodotto
perfetto. Ma l’oggetto perfetto non esiste perché qualsiasi cosa può essere
ri-progettata. Un passo avanti in questa direzione è stato mosso da un team di
designer italiani che, per il Fuorisalone milanese del 2005, ha progettato
degli oggetti per la catena di supermercati Coop (ne abbiamo parlato anche qui
su Exibart). Il progetto è stato archiviato come primo esempio di design
democratico, facendo passare così in secondo piano un’altra caratteristica di
forza dell’esperimento. È stata sì la prima volta in cui oggetti di design si
sono ritrovati sugli scaffali dei supermercati, ma soprattutto il primo caso in
cui semplici oggetti di uso quotidiano sono stati ri-studiati. La molletta da
bucato, la bacinella, il battipanni, lo sturalavandini sono solo alcuni degli
oggetti che sono stati messi in discussione. Tra il capofila della cordata Giulio
Iacchetti
e nomi
importanti quali Paolo Ulian e Matteo Ragni c’era anche, allora giovanissimo, Lorenzo Damiani.
Damiani
è un designer che ha studiato da architetto ma che si è sempre occupato del
prodotto con passione. Prototipi, prove ed esperimenti: sempre con un progetto
tra le mani a cui lavorare. Quello che si evince dal lavoro di Damiani è
l’abbandono – in fase di progettazione – di ogni preconcetto. Damiani fa tabula
rasa, dimentica la forma o addirittura la funzione originaria di un oggetto per
ri-progettarlo. Accosta più prodotti, li unisce in un unico, smonta,
ricostruisce, crea. Nascono così oggetti difficili da classificare, prodotti
camaleontici, dalla duplice funzione, che non vanno etichettati come ibridi o
trasformabili.
Poltrolley non è una semplice poltrona né un
trolley ma è entrambe lo cose o, più semplicemente, una comoda seduta sotto cui
riporre una valigia. L’utile si unisce al dilettevole e le ruote del trolley
sono le stesse ruote che spostano facilmente la poltrona.
Airpoof è un colorato poof tondo ma è
anche un aspirapolvere. Possibile? Sì. Se si pensa poi alle case con poco
spazio in cui manca un ripostiglio sembra quasi l’unica soluzione.
Onlyone, miscelatore monoforo, è un
rubinetto che ha miscelatore ed erogatore racchiusi in un’unica forma a tubo e
che, manovrato come un joystick, apre/chiude/miscela l’acqua. Viene rimossa
dalla mente la forma archetipo del rubinetto con due manopole e ristudiata
completamente la parte idraulica.
Per
poter utilizzare i tubi idraulici in plastica, Lorenzo Damiani ha dimenticato
la funzione primitiva e ha composto, con i pezzi che aveva a disposizione, un
prodotto completamente estraneo al materiale di partenza. Nasce così una serie
di sedute da esterno per bambini: Tuttitubi.

Persino
per la sua recente mostra in Triennale, presso il cangiante creative set del Design Museum, Damiani ha
messo in discussione i classici oggetti di uno spazio espositivo: l’estintore Alfuoco e la sedia del custode T-Chair vengono ripensati e diventano
anche lampada da terra ad arco il primo, e sedia con kit per passare il tempo
la seconda.
Gli
oggetti di Lorenzo Damiani sono molti, quelli prodotti per grandi aziende forse
pochi. Viene chiamato “giovane designer”, ma di giovane ha solo l’età (è del
1972): ha iniziato a realizzare prodotti quattro anni prima di laurearsi e la
sua incessante ricerca gli conferisce l’esperienza dei suoi colleghi con
qualche anno in più. È stato definito inventore, rivoluzionario, darwiniano. Ma
Lorenzo Damiani è semplicemente un designer che ha capito come raggiungere
quella giustezza munariana da molti inseguita.

articoli
correlati

Damiani e il Triennale Design Museum

valia
barriello


*articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 61. Te l’eri perso? Abbonati!

[exibart]


Articoli recenti

  • Arti performative

DAI MIEI SENI PIANGE L’AMORE: a Milano la nuova performance di Ruben Montini

Dopo la partecipazione alla collettiva per i trent’anni della galleria e in attesa della prima personale, Ruben Montini porta, questa…

12 Marzo 2026 0:02
  • Mercato

Inizia TEFAF Maastricht, un viaggio nella storia dell’arte lungo più di 7000 anni

The European Fine Art Foundation 2026 apre i battenti con 276 gallerie e mercanti d'arte da 24 Paesi. Ecco alcuni…

11 Marzo 2026 21:49
  • Mostre

Come la nuova generazione coreana sta raccontando il cambiamento sociale attraverso la videoarte

Al MASI di Lugano una mostra raccoglie le visioni di otto artisti della scena coreana, che attraverso la videoarte esplorano…

11 Marzo 2026 20:49
  • Archeologia

A Pompei un nuovo allestimento racconta la storia dei calchi delle vittime dell’eruzione

Nella Palestra Grande di Pompei apre un nuovo allestimento permanente dedicato ai calchi delle vittime dell’eruzione del 79 d.C., tra…

11 Marzo 2026 18:19
  • Arte contemporanea

Il Libano alla Biennale di Venezia, mentre le bombe colpiscono il Paese

Mentre i bombardamenti devastano il Libano, mietendo vittime, colpendo l'antica città di Tiro e mettendo a rischio gli altri siti…

11 Marzo 2026 17:07
  • Arte contemporanea

Il branco di cani robot di Beeple arriva alla Neue Nationalgalerie di Berlino

Dopo il debutto virale ad Art Basel Miami Beach, l’installazione di Beeple con cani robot dalle sembianze di Musk, Zuckerberg…

11 Marzo 2026 16:05