Categorie: Design

design_personaggi | Sacchi made in Italy

di - 25 Marzo 2010

Ricordati di sorridere: il motto scritto su una
caricatura di cartoncino nel suo laboratorio riporta alla memoria la figura di Giovanni
Sacchi
,
artigiano, modellista ma soprattutto uomo modesto e tenace. Sacchi raccontava
che ha sempre cercato di accontentare tutti, specialmente i giovani designer,
per non far provare loro lo smacco di avere un’idea e non poterla realizzare. Ettore
Sottsass
lo
ricordava così: “Fuori da ogni lode generica, la sua grande capacità va
oltre il fare i modelli: è il capire gli oggetti che poi, lui, con i modelli,
racconta… Con Sacchi si va oltre il volume: lui fa sentire cosa succede
veramente, tattilmente: produce una sensazione evoluta, tanto che un suo
modello può soddisfare completamente il designer. Con un modello così, in
verità, non si ha quasi più voglia di fare l’oggetto”.

Classe 1913, Sacchi comincia a
lavorare nel campo del design solo nel dopoguerra; prima realizzava modelli in
legno per creare gli stampi delle fonderie. A guerra finita, l’attività di
modellista scompare per mancanza di aziende. Così si reinventa prima arredatore
di negozi e poi costruttore di stufette elettriche e ferri da stiro. Nel 1945
rileva una bottega di falegname in via Sirtori a Milano dove, fino al 1997, dà
vita a una vera e propria bottega rinascimentale. Realizza con essenze di
cirmolo oltre 25mila modelli in legno per il design, collaborando con più di
300 designer e architetti e 500 aziende. E in jelitong, legno malese che non ha
vene e nodi, realizza 8mila plastici per l’architettura.

Marcello Nizzoli
, che Sacchi definisce il suo
maestro, sperimenta per primo la sua straordinaria perizia nella lavorazione
del legno, grazie al modello per una maniglia. Ma scopre soprattutto le sue
qualità più umane, la voglia di provare e riprovare, di non lasciare nulla
d’intentato, e la sua disponibilità a fare gioco di squadra. Si avvia così la
carriera di modellista per il design e la maniglia, costruita per Nizzoli, sarà
per Sacchi il simbolo di questa scelta. Quando nei ’60-’70 si sviluppa la
televisione, realizza 500 modelli di televisori per quasi tutte le marche e
abbandona definitivamente i modelli per fonderie dedicandosi esclusivamente al
design. Collabora con Giò Ponti, Munari, Colombo, Zanuso, Sapper, i Castiglioni, Bellini, Piano, Botta. Ha lavorato per moltissime aziende, tra cui Olivetti,
Fiat-Lancia, IBM, Philips, Brionvega, Rex, Alessi, Nava. I suoi modelli
rappresentano un elemento importante per chi vuol capire sino in fondo la
nascita e le particolarità del design italiano. Molti degli oggetti che ne
hanno scandito il successo sono passati, in fase di modello, tra le sue mani e
ricevuto poi il Compasso d’Oro, come la lampada Tizio di Richard Sapper.

Nel 1998, l’Adi gli assegna il Compasso d’Oro alla
Carriera, proprio quando è costretto a chiudere la bottega per mancanza di
personale. Rimane il rammarico che il suo straordinario laboratorio non sia
stato trasformato in una scuola, attualissima anche nel mondo odierno della
simulazione tridimensionale. Nonostante si fosse reso disponibile a cedere
tutto il suo laboratorio e a insegnare per non disperdere il suo patrimonio di
conoscenza e manodopera. La sua bottega era diventata un piccolo museo dei
modelli prodotti e degli attrezzi usati negli anni.
Una piccola parte dei modelli di studio viene acquisita
dalla Regione Lombardia e anche esposta in Triennale, mentre l’Archivio Sacchi
dall’ottobre 2009 raccoglie i suoi macchinari, i banchi e gli attrezzi di
lavoro presso il Museo dell’Industria a Sesto San Giovanni, per illustrare la
nascita e lo sviluppo del design in Italia. L’archivio espone quindi manufatti
e documenti di grande rilevanza per la storia del disegno industriale e
dell’architettura, ordinati e consultabili anche online: 67 modelli di
architettura, 366 modelli, prototipi e pezzi in lavorazione di oggetti di
design, 8.000 disegni (riguardanti 1.000 progetti), 110 prodotti, oltre 9.000
fotografie e filmati, 250 fascicoli con documenti, una ricca biblioteca,
numerosi macchinari e attrezzature per la lavorazione meccanica e del legno.

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francalma nieddu

la rubrica design è diretta da valia bariello


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  • Complimenti per l'articolo. Un'unica nota: manca il riferimento all'autore delle fotografie che è Federico Pollini.

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