Categorie: Design

design_tendenze | Il luogo ambiguo del progettare

di - 12 Settembre 2006

Trasformazione, mutamento, transito, scivolamento di un’identità in un’altra sono tratti caratteristici del nostro tempo e del nostro design. Va tuttavia sottolineato come questa diffusa mutabilità del mondo materiale sia meno ovvia di quel che sembri. Non è infatti scontato che in un mondo fatalmente privo di ideologie “costruttive” la trasformazione (dell’ambiente, degli oggetti, delle persone) corra oggi più spedita che mai. In effetti, pur senza la forza propulsiva delle utopie classiche, c’è molta energia in circolazione. Certo, un’energia diversa da quella che nutrì il secolo appena concluso, un’energia debole e diffusa, pallida ma “in rete”, che se da un lato non cambia il mondo dall’altro non lo lascia nemmeno essere quello che è.
Opos ha di recente promosso un concorso per giovani designer il cui tema era proprio la “trasformazione”. Il risultato si è presentato meno come una serie di “prodotti” che come insieme di incursioni, infiltrazioni, blitz negli interstizi del mondo e del linguaggio degli oggetti, intento a scovare le fessure (sempre presenti) nei punti di giunzione delle categorie epistemologiche, da usare come “crepe” in cui annidare elementi di resistenza –o di incitamento– alla trasformazione.
Joevelluto e Eddy Antonello sono fra quelli che hanno scelto di premere l’acceleratore sul cambiamento. Il loro Pimp My (Ikea) Chair consiste in un kit per modificare una sedia Ikea (modello Ivar) facendola diventare una seduta “in perfetto stile low-rider”. Deciso atto di resistenza al cambiamento è invece quello prospettato da Alessandra Pasetti, la quale, con One Shot (unità di archiviazione dati che può contenere una sola foto), ci invita a riflettere su ogni istante della nostra vita, sempre unico, prezioso, irripetibile, e degno di essere immortalato dall’unico colpo a disposizione.
Più sfumata appare la collocazione di idee come Cloth Bags, di Luisa Corna, borsa realizzata con stracci (nuovi) in cui la rapida fine dell’oggetto è volta in positivo attraverso la sua trasformazione in cencio. Ma non si tratta di semplice riutilizzo. La parabola del progetto infatti non è lineare ma circolare, perché la trasformazione della borsa in straccio non è che il ritorno dell’oggetto alla sua identità originaria.
Dal canto loro, A4Design e Anna Casiraghi presentano Seed City, bustina di semi monodose da spargere nelle crepe del cemento per dare forza al mutamento della metropoli in natura, ovvero per dare forza alla resistenza della natura momentaneamente sottomessa al leviatano urbano. Anche Ernest Perera, che con Exact tenta di misurare l’informe, rientra nel nutrito gruppo di coloro che per volontà o necessità restano in una zona ambigua, concentrando nel loro progetto tanto il desiderio quanto la paura del cambiamento.

Il fatto che queste strategie di incursione negli interstizi della realtà materiale non prendano una posiziona netta nei confronti della trasformazione deve essere visto più come onestà intellettuale –o comunque consonanza ai tempi– che come mancanza di coraggio.
Ambiguo oggi è il mondo, l’oggetto, la persona. Ambigui sono i sentimenti che questi ragazzi provano. Ambiguo è il luogo del loro progettare.

link correlati
www.opos.it

stefano caggiano

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Un gesto semplice, una presenza totale. Klaus Rinke, a Bergamo

Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…

11 Febbraio 2026 0:02
  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30