Chi martedì 1 giugno abbia avuto la fortuna di passare per Rivoli ha potuto assistere a Float, performance dell’artista francese Pierre Huyghe in occasione della sua personale. Un grande pallone bianco aerostatico in carta, una mongolfiera dalla forma inconsueta (riproduce una delle sale del terzo piano del Museo in cui si tiene la mostra) si è librato volando sopra le architetture del Castello, accompagnato da un corteo di 530 persone tra bambini e ragazzi. Tale installazione è il frutto di un progetto che si è via via modificato e su cui si dipana tutta la personale dell’artista, che si interroga su cosa sia il contenitore moderno che accoglie una mostra e sul modo di riuscire ad indebolirlo, a renderlo più leggero e sublime.
Il Castello di Rivoli è infatti sia un cubo bianco sia una sede storica non finita, con la sua fascinazione di fantasmi, sospeso tra grandiosità e decadenza.
Float rappresenta una sorta di struttura gonfiabile per processioni laiche che, volata via dal Castello, lì viene ricondotta attraverso un rituale celebrativo che coinvolge la comunità, con un processo flessibile e aperto in cui si alternano i tempi diversi di un’occasione di pubblico festeggiamento.
Huyghe lavora sulla visione dell’arte utopica: la stanza che fugge si trasforma in una riflessione sull’opera d’arte contemporanea, che con lo spazio del cubo bianco -deputato ad accoglierla- è costretta a relazionarsi. Si tratta di un lavoro che cerca di portare l’arte alla gente, che prova ad esplorare quelle dinamiche della collettività in cui sono tradizione e rituali a scandire le modalità dello stare insieme. E in più offre ai piccoli partecipanti la possibilità di ricostruire un sogno ad occhi aperti.
Quale migliore occasione per far vivere l’arte addosso, quello che da sempre è l’obiettivo del dipartimento didattico dell’istituzione piemontese: arte come intervento nella realtà quotidiana dove ogni spettatore, partecipando attivamente all’azione, diviene attore di un momento magico ed irripetibile.
L’evento a Rivoli è stato magico, carico di energia e gioia in cui il rapporto tra piccolo e grande -nella dimensione del bambino e il piccolo pallone con il grande sospeso in aria- hanno reso palpabile l’atmosfera di sospensione-attesa in cui il respiro di ciascuno, con lo sguardo rivolto all’insù, si è fatto tutt’ uno con quello della comunità restituendo – attraverso un momento di aggregazione- la sensazione che a tenere sospeso il gigantesco pallone in cielo fosse proprio il ritmo di quel respiro della numerosa partecipazione collettiva.
E’ doveroso aggiungere che tale evento ha coronato un anno straordinario per il Dipartimento che ha annoverato tra i suoi progetti, moltissime collaborazioni con comuni, istituzioni e scuole anche dell’hinterland torinese, a riprova della volontà di vivere il museo come un’istituzione culturale a 360° , capace di uscire dalle proprie mura. Tra i progetti più spettacolari, anche nei numeri dei partecipanti, davvero strabilianti – si parla di circa 70.000 presenze per il 2003!!!- quelli sperimentali come Intorno al tappeto volante -volto a utilizzare la vocazione internazionale dell’arte contemporanea come strumento di comunicazione in contesti sociali multietnici- ma anche partecipazione ad eventi come il Festivaletteratura di Mantova e la Fiera del libro di Torino.
Caratteristica ormai inconfondibile di questi mega-progetti sono gli eventi conclusivi, veri e propri allestimenti urbani, che fisicamente intervengono negli spazi e sulle abitudini cittadine all’insegna di un rapporto sempre più inscindibile tra museo-pubblico e territorio. E’ il caso del progettoL’esperienza dello spazio in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Educative della Città di Moncalieri, il cui centro storico, domenica 30 maggio è stato travolto da un vero e proprio Labirinto cromatico sonoro, ma anche del quartiere torinese di San Salvario o il Re Mida day dedicato al riutilizzo dei materiali di recupero.
E per l’estate sono già in programma iniziative, centri estivi, laboratori a volontà…
bruna genovesio e annalisa trasatti
Rivoli insegna
MarediLuce–progetto TessereArte
Pierre Huyghe
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