Come è nata la vostra avventura nel mondo dei beni culturali? Da chi è formato il vostro gruppo di lavoro?
C.A.S.T. – Consulenza Animazione Spettacoli Teatrali è una compagnia che si occupa di teatro secondo modalità poco consuete. Facendo riferimento alla storia professionale di Claudio Montagna, il direttore artistico, lavoriamo in ambiti in cui il teatro è dichiaratamente un mezzo e non un fine. Per questo non realizziamo spettacoli replicabili ma adattiamo sempre il nostro intervento al progetto, al pubblico e/o al luogo a cui lo stesso si rivolge. Ciò accade anche per quanto riguarda gli interventi mirati alla presentazione del bene culturale. Ci siamo posti, fin dall’inizio (1999, Castello di Racconigi), l’obiettivo, non di allestire uno spettacolo da far circuitare per musei o castelli, ma di ideare per ogni luogo un intervento spettacolare ad hoc che ne risaltasse le caratteristiche. La stessa esigenza l’abbiamo riscontrata nei referenti didattici che di volta in volta hanno richiesto il nostro intervento.
Quali i punti deboli individuati nei tradizionali metodi di animazione: visite, laboratori, allestimenti? E quali le vostre specificità?
I responsabili della didattica museale, nei luoghi in cui abbiamo lavorato, hanno deciso di affiancarci alle metodologie didattiche tradizionali, per comunicare il museo o il castello attraverso linguaggi nuovi e diversificati.
Quali i principali progetti e luoghi in cui avete lavorato fino ad oggi e cosa ci riservate per il futuro?
Castello di Racconigi, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Palazzo Madama di Torino, Museo Egizio di Torino, Borgo Medievale di Torino, solo per citarne alcuni. Tra i progetti in cantiere c’è quello di intensificare i rapporti con l’Azienda Turistica Locale del Canavese e delle Valli di Lanzo per ampliare il progetto Una Storia da Vivere, visite teatrali guidate nei castelli, musei e borghi canavesani; proseguire la collaborazione con il Museo dell’automobile in vista della riapertura; nuovi e più specifici interventi nelle Valli di Lanzo per la rivalutazione storico artistica del territorio.
A luglio avete curato il convegno Teatro che racconta? Cosa è emerso da questo momento di riflessione?
Le nuove metodologie di didattica museale sono sempre più tese alla spettacolarizzazione delle collezioni e delle esposizioni, le tradizionali
intervista a cura di annalisa trasatti
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