Categorie: didattica

didattica_interviste | Quando la didattica va in tournée

di - 22 Febbraio 2008
L’arte che invade le piazze, i giardini, i castelli. Ci parli del suo progetto, la sua ideazione. E come si struttura a monte, l’esecuzione, l’interazione coi pubblici, le riflessioni post…
Educare all’arte con l’arte, favorendo un approccio attivo, per consentire alle diverse categorie di pubblico la costruzione di relazioni significative e durature con l’arte del tempo presente. In sintesi, si lavora per portare l’arte nella vita quotidiana delle persone. Il nostro obiettivo sarà raggiunto quando andare al museo sarà l’equivalente di andare al cinema, a teatro oppure allo stadio. Una normale occupazione del tempo libero e non esclusivamente un’attività per studenti o studiosi. Tante proposte caratterizzano l’attività dentro e fuori dal museo: percorsi tematici, laboratori, seminari formativi, convegni, weekend d’arte e poi gli eventi in piazza per mettere la gente, il “non pubblico”, ovvero chi non arriva al museo, a contatto con l’arte del nostro tempo.

E la collaborazione con Cittadellarte?

Poter collaborare con Cittadellarte e Michelangelo Pistoletto è stata sicuramente un’occasione unica, sia per noi sia per tutte le persone coinvolte. L’oper-azione Terzo Paradiso originata dall’opera di Pistoletto, realizzata sull’isola di San Servolo in occasione della precedente Biennale di Venezia e portata nelle Piazze d’Italia risponde esattamente al criterio sotteso alla nascita di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, ovvero l’arte al centro della trasformazione sociale responsabile, nonché ai contenuti sottesi al nostro operare. Di recente l’oper-azione Terzo Paradiso è stata realizzata a Pesaro e alla fortezza di San Leo come momento conclusivo di un percorso didattico a cura di Antonella Micaletti, docente dell’Accademia di Urbino e Presidente dell’Associazione etrA, in collaborazione con diversi soggetti istituzionali della Provincia di Pesaro e Urbino.

Il Dipartimento Educazione che va in tournée! Voglia di fare rete, collaborare, che sia con un piccolo comune, una scuola, un museo, un’istituzione?

Sì, certamente, il presupposto è la costruzione di reti e la condivisione di contenuti e pratiche. In tal senso, la relazione con il territorio, con le istituzioni così come il rapporto con le persone (mi piace poter parlare di soggetti, di relazione interpersonale) non è discriminante ma inclusivo, poiché sottende un’idea di democratizzazione della cultura. In altre parole, si tratta di considerare le espressioni artistiche contemporanee come un dispositivo per comprendere la complessità del nostro tempo. L’arte o meglio gli artisti, quelli che fanno la storia dell’arte, sono sempre rappresentativi di un’epoca; la nostra è complessa: lo affermano filosofi, pensatori, scienziati. Ecco perché per noi è importante collaborare con la piccola scuola di provincia così come col grande evento. Certo, i problemi da affrontare sono tanti. A volte i risultati sono immediati, in altri casi sono necessari aggiustamenti di tiro. Ma, quando si creano le condizioni giuste, i risultati sono entusiasmanti.

Noi e l’Europa. Personalmente ho sempre percepito e sostenuto la nostra non inferiorità metodologica e creativa in campo europeo e non solo. La vostra esperienza a Parigi mi sembra vi permetta di parlare a ragione di un buono stato della didattica a Rivoli, ovviamente, ma non solo. La sua sensazione qual è?
L’Europa ci guarda con interesse e rispetto, come d’altro canto facciano noi che, da oltre dieci anni, teniamo vivo il contatto con i colleghi stranieri in Europa e nel resto del mondo. Ho sempre ritenuto importante lo scambio alla pari, sebbene il divario storico sia reale. Mentre il Castello di Rivoli festeggiava dieci anni di apertura, lo Stedelijk Museum di Amsterdam ne festeggiava cento! Già nel 1996 abbiamo organizzato al Castello di Rivoli un convegno dal titolo “Educazione, Cultura, Arte Contemporanea: quale interazione?” a cui hanno partecipato Centre Pompidou, Tate Gallery, Fondazione Joan Miró… Vorrei ricordare anche, nel 2007, Fi’Art, il primo Festival internazionale destinato alle famiglie e al jeune pubblic al Centre Pompidou di Parigi. Qui abbiamo realizzato il Ballemonde in omaggio all’idea di rete globale che ha accomunato, nell’occasione Parigi, Rivoli, Istambul, Taipei, per i festeggiamenti dei trent’anni del Beaubourg.

Didattica in Laguna. Penso a un sogno che si avvera: lavorare ed educare in quella che per alcuni mesi, ogni due anni, si trasforma nella cittadella dell’arte più famosa al mondo…

Siamo ovviamente grate ai colleghi veneziani e alla direzione della Biennale che ci ha invitati. In questo caso, il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, insieme per la prima volta al settore educational della Biennale di Venezia. Tema conduttore era il titolo della mostra 2007, ovvero il suggerimento che, per accostarsi all’arte del presente, sia necessario un coinvolgimento totale della persona, fatto di un mix di percezione plurisensoriale e attivazione della sfera cognitiva. In ogni luogo una diversa programmazione, anche in relazione ai diversi contesti. Grandi eventi collettivi pensati per avvicinare, sensibilizzare e coinvolgere bambini e ragazzi, pubblico adulto e famiglie, ai temi specifici della mostra.

Un consiglio per i giovani educatori museali in erba e agli studenti?
Passione, studio, volontà, voglia di mettersi in gioco, di pensare al rapporto con l’arte e i beni culturali non solo in termini di produzione (l’Arte/Accademia) e non solo conservazione (Musei/Beni culturali). Individuare uno specifico ambito professionale nel variegato sistema dell’arte e della cultura contemporanea oggi è decisamente più facile. Come attualmente è possibile il confronto sul territorio nazionale. La Carta delle professioni museali ha reso visibile la complessità del problema. Ora è necessario, senza scartare nulla a priori, trovare risposte concrete, soprattutto per i giovani che sono tanti, capaci, seri, motivati che desiderano come noi diventare artenauti dell’arte.

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a cura di annalisa trasatti


Dipartimento Educazione Castello di Rivoli
Responsabile: Anna Pironti
Castello di Rivoli – Museo d’arte contemporanea
Piazza Mafalda Di Savoia – 10098 Rivoli (TO)
Info: tel. +39 0119565213; educa@castellodirivoli.org; www.castellodirivoli.org

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