Categorie: didattica

didattica_pubblicazioni | LaborArte:esperienze di didattica per bambini | (Meltemi Editore)

di - 8 Marzo 2005

Come è nata l’idea o meglio l’urgenza di un libro che raccogliesse esperienze di didattica per bambini. Desiderio di unire le forze e raccogliere alcuni anni di attività per sedimentarla e metabolizzarla?
La progettazione del volume LaborArte è stata promossa nel 2001 nell’ambito delle attività del Laboratorio di Didattica e Antropologia dell’Università di Siena, attivo dal 2000. La ricerca del Laboratorio si è dunque incentrata, fin dal principio, su due versanti complementari: una ricerca teorica di metodologia della didattica del fatto figurativo e una serie di interventi di progettazione-realizzazione di attività seminariali e laboratori sperimentali sull’arte come linguaggio della rappresentazione. Per quanto riguarda il primo campo, la ricerca ha permesso di intensificare la rete di collegamenti che la Cattedra di Antropologia Culturale dell’Università degli Studi di Siena aveva già stabilito con il Museo d’Arte per Bambini, la cooperativa Elicona e la compagnia teatrale laLut per la sezione didattica del Centro Arte Contemporanea Palazzo delle Papesse e il Santa Maria della Scala di Siena. In modo da raccogliere, in questo libro, le loro pluriennali esperienza didattica nei musei di Siena.

Come è stato concepito il volume e per quale utenza?
Il libro è un vero e proprio resoconto da parte degli autori-operatori e della loro attività in campo, racchiusi tra due interventi d’antropologia sull’imparare a fare e a guardare. Questo testo collettivo si prefigge quindi, non solo di presentare l’esperienza senese dei laboratori di didattica, ma vuole offrirsi come un primo strumento di divulgazione di modi di fare cultura al museo e cercando di coprire un campo editoriale specializzato.

Che target di utenza vi siete dati?
Genitori, insegnanti, operatori, studenti superiori e studiosi.

Quali sono le peculiarità della scena senese, nell’interagire degli ambiti museale ed universitario?
Le peculiarità della scena senese nell’ambito della didattica riguardano sia le esperienze delle singole realtà museali, sia la particolare rete di collegamenti stabilita nel corso degli anni tra queste istituzioni, realtà locali e l’Università. Infatti, le attività del Laboratorio di Didattica e Antropologia si sono spesso tradotte nella progettazione-realizzazione di attività didattiche che si sono svolte sia nell’ambito di corsi universitari, sia in collaborazione con altre istituzioni qualificate nell’ideazione di interventi culturali legati all’arte e alla sua fruizione (musei, scuole, amministrazioni locali).
La collaborazione con le istituzioni operanti sul territorio si è concretizzata in diverse occasioni quali il seminario sul tema Volto-maschera-ritratto all’interno del quale è stato realizzato il laboratorio intitolato Mi chiamo Esmeralda. Che volto mi dai?, al quale hanno partecipato alcuni illustratori, il responsabile della Sezione Didattica del Centro Arte Contemporanea Palazzo delle Papesse di Siena Leonardo Scelfo della cooperativa Elicona Filippo De Dominicis del Centro di Ricerca Teatrale La Lut.
Con il Museo di Santa Maria della Scala e il Comune di Siena, infine, il Laboratorio ha partecipato alla progettazione e allo svolgimento di un’indagine coordinata – alla quale hanno partecipato anche il Centro Televisivo di Ateneo e il Centro Comunicazione e Marketing dell’Università di Siena – sulle modalità e le motivazioni di fruizione degli spazi espositivi della mostra Duccio. Alle origini della pittura senese. Sulla scia di un’idea didattica che non indichi più sololaboratori ma punti ad una fruizione totale del luogo museo …

link correlati
www.papesse.org
www.santamaria.comune.siena.it
www.comune.siena.it/bambimus

intervista a cura di annalisa trasatti


LABORARTE-Esperienze di didattica per bambini cura di Massimo Squillacciotti
Collana Meltemi.edu, anno 2004, prezzo €18,00 www.meltemieditore.it .
Massimo Squillacciotti insegna Antropologia cognitiva all’Università di Siena. Si occupa dei codici della comunicazione in differenti contesti d’apprendimento, sia nella prospettiva della comunicazione interculturale che dell’educazione all’immagine.


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