Il progetto Télos più che una mostra si presenta al suo pubblico come un fine, una modalità, in cui la creatività contemporanea si confronta e si relaziona con la storica Sala delle Colonne al Castello del Valentino–così lo vede Anna Pironti, del Castello di Rivoli. Una mostra che sia quindi prima anche uno spazio architettonico piacevole da attraversare e accattivante da esplorare nella ricerca delle opere che ne ha disseminate.
Le opere, infatti, si presentano come esperienze creative che dialogano armonicamente e, attraverso i diversi punti di vista, confluiscono nell’esperienza del fare, sono aperte alla fluidità del tempo, alla ricerca e al dialogo, all’interazione con il visitatore.
A sottolineare ciò una produzione artistica con una sonorizzazione inedita Installazione sonora su improvvisazione registrata in loco la sera dell’inaugurazione dal gruppo EX-P Alessandro Allera, Andrea Chiuni e Diego Rosso, non una musica di sottofondo bensì una produzione artistica, originale e parallela, per accentuare, ancora una volta, la ricerca costante del dialogo e dell’interazione.
Dina Aiello (Cosenza, 1959) espone Porte d’accesso: libri in rame, costituiti da superfici pazientemente forate dall’artista che esplora la materia per poterla superare, emergono da memorie ancestrali fatte di riflessi labirintici e di leggere trasparenze. Orietta Brombin(Torino, 1960) con Diospyros kaki-Frutto contemporaneo, indaga invece i diversi aspetti di un unico oggetto, restituendone una visione a-seriale attraverso la simultaneità dei punti di vista e dei materiali usati. Sonia Cristina (Novara, 1977) con Lance rivisita e reinterpreta armi antiche che, forgiate in marmo e ceramica Raku, perdono della loro valenza negativa e divengono l’espressione di un momento di liberazione da conflitti attraverso la rievocazione dei traumi a cui alludono e a cui sono riconducibili. Raffaella Giorcelli (Casale Monferrato, 1972) presenta Alloggio in cui l’immagine di un corpo femminile, carico di tensione e fissato sulla carta dalla rossa terra naturale, si reitera all’infinito in uno spazio minimale. Manuela Tosoni(Macerata, 1976) restituisce Muta/azione, volti legati ad una ricerca dell’identità che non trova riferimento alcuno se non nell’inconscio. Il rapporto del volto espressione dell’anima, di una intimità ma nello stesso tempo come barriera nel lavoro in vetroresina dove non è mai definito, sfugge e va a scomparire… Paola Zanini(Rivoli, 1968) in Assenti lavora sulla memoria in quanto stratificazione di ricordi, indaga il rapporto di dualità tra maschile e femminile, dato dal contrasto dei materiali che utilizza come il feltro e l’acciaio specchiante spazio del possibile e l’elemento dell’acqua che li convoglia.
bruna genovesio
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