Si snoda attraverso diversi percorsi tematici l’inseguimento tra fantasia e rigore delle opere di Fausto Melotti. Nella tensione sperimentale racchiusa nel metallo convivono slancio creativo, inconsapevolezza produttiva, ricerca dell’ordine nel meraviglioso caos delle idee. Le opere testimoniano il desiderio di comporre espressione ludica e canoni razionali in un concerto estetico che quando riesce è poesia.
Undici sculture e ottantuno incisioni in una mostra inaugurata il 13 marzo alla presenza della figlia del grande artista, Marta Melotti, e della direttrice dell’Archivio Melotti, Antonella Commellato, e che vuole essere innanzitutto dialogo col pubblico. Per
Un concorso a premi mette in gioco i partecipanti alla mostra con un’iniziativa che fa propria la tendenza a rendere l’arte meno sacrale e più vicina ad ognuno di noi. Al visitatore sono consegnati tre questionari completi di immagini e brani critici che affrontano i rapporti del maestro e delle sue opere rispettivamente con musica e matematica, scrittura e poesia, e infine teatro. Tre i vincitori estratti tra coloro che avranno voluto sviluppare almeno un percorso di riflessione. D’altronde in palio ci sono una litografia a colori di Melotti e due sue monografie: e questo contribuisce a
L’impegno del Liceo Boccioni a proporsi come luogo di incontro alternativo tra arte e appassionati nonché di approfondimento didattico degli artisti esposti continuerà con altri eventi ed altri laboratori. Un’esperienza esemplare di coinvolgimento degli studenti in quello che è il momento di diffusione dell’arte, nella sua organizzazione e nell’ideazione di strumenti promozionali: il sacro fuoco ha bisogno anche di questo.
daniela mangini
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