Categorie: Diritto

Turchia VS Christie’s: la battaglia legale per il Guennol Stargazer

di - 23 Aprile 2021

Il governo turco, impugnando una sua legge del 1906, vuole riportare in Turchia il Guennol Stargazer, una piccola scultura archeologica venduta all’asta da Christie’s per 14,4 milioni di dollari, nonostante l’alt del governo, che ne rivendica la proprietà. Il governo turco si è quindi attivato aprendo una causa legale contro la casa d’aste, sostenendo che il Guennol Stargazer fu esportato illegalmente sul suolo americano, negli anni ’60. L’accusa sostiene che fu John J. Klejman, un collezionista e mercante di arte africana, a vendere la statuetta a Martin. Proprio Klejman, sempre secondo l’accusa, fu il responsabile della vendita di alcune opere al Metropolitan Museum di New York, che furono poi restituite alla Turchia nel 1993.

La controparte, invece, mette in chiaro che il governo turco sapeva della presenza del Guennol Stargazer a New York già dal 1992. I primi passi per il recupero dell’opera da parte della Turchia, però, sono stati avviati solo nel 2017. Proprio questo lungo periodo di attesa è stato impugnato dagli avvocati della difesa.

L’idolo della contesa tra Turchia e Christie’s: il Guennol Stargazer

La scultura in questione risale a 6mila anni fa e ritrae una figura femminile alta circa 22 cm. La particolarità di questo interessantissimo reperto è che la donna scolpita sembra guardare all’insù, verso le stelle, da cui il nome “stargazer”. L’idolo arrivò negli Stati Uniti nel 1960, entrando a far parte della collezione di Alastair Bradley Martin. L’opera, successivamente, è stata prestata al Metropolitan Museum of Art a periodi alterni, dal 1966 fino al 2007. Michael Steinhardt, l’ultimo proprietario, acquistò la scultrua nel 1993 dalla Merrin Galley. Nei catalogo d’asta, il Guennol Stargazer riportava come provenienza una collezione privata di New York.

Nel 2017 Christie’s mise all’asta il Guennol Stargazer e la Turchia a quel punto richiese di fermare l’asta. Il governo turco infatti vuole dimostrare la poca chiarezza alle origini dell’esportazione dell’opera. È generalmente accettato, infatti, che l’oggetto in questione sia stato realizzato e ritrovato nella zona di Kulaksizlar, nella odierna provincia di Kastamonu, in Turchia, venendo poi esportato illegalmente già nei primi anni del ‘900, contravvenendo alle disposizioni in materia previste dalla legislazione ottomana. Gli avvocati della difesa hanno ribattuto che il governo non è in grado di dimostrare la proprietà e ha sacrificato le sue possibilità di rivendicare in modo legittimo l’idolo non agendo fino a quando l’asta non è stata pianificata.

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