Filippo Riniolo, NOVERCA, still da video
Una riflessione incentrata sul caso specifico di Roma ma che può essere estesa a ogni città, a partire dalla progettazione visionaria, stratificata, intricata, seducente, delle città d’arte, cioè quelle formate dall’intervento degli artisti nel corso dei secoli. Se ne parlerà lunedì, 19 aprile, alle 18, in occasione di “URBE – Una tavola rotonda su Roma e il futuro della città”, webinar organizzato da Arteprima Progetti, patrocinato dalla Quadriennale di Roma e moderato da Francesco Cascino, Art consultant, Fondatore e Direttore artistico di Arteprima Progetti, specialista di arte contemporanea “da parete e da processi”.
Il dibattito sarà introdotto dalla visione di NOVERCA, un lupo a Roma, opera video di Filippo Riniolo, dedicata al rapporto tra la città e la pandemia, la paura, la distopia dell’isolamento nella Città eterna. A partire dalle immagini dell’opera, si parlerà delle dinamiche e delle progettualità necessarie a far ripartire Roma, cominciando dal suo patrimonio più grande e conosciuto al mondo: l’arte. A discuterne, Cesare Biasini Selvaggi, direttore editoriale di Exibart, Raffaele Giannitelli, architetto e responsabile di Rigenerazione urbana di Arteprima Progetti, Nicola Ricciardi, avvocato tributarista, membro del Board di Arteprima, esperto di diritto dell’arte e produttore dell’opera Noverca, Filippo Riniolo, artista, esperto di arte pubblica e relazionale, autore dell’opera Noverca, Massimiliano Tonelli, direttore di Artribune. Una riflessione tra esperti, aperta poi ai partecipanti, su arte pubblica e cultura partecipata come dispositivo di attivazione dello sviluppo emotivo ed economico di individui e sistemi, partendo dalla storia delle città d’arte e di come ancora oggi seducano il mondo intero e producano economie importanti.
«Lo facciamo insieme a ospiti molto preparati sul tema, perché questa è un’altra precondizione per tornare a parlare di sviluppo: le competenze specifiche e distintive non devono costruire gabbie e recinti impermeabili, ma nemmeno annullarsi nel qualunquismo e nella partecipazione indiscriminata alla progettazione dei meccanismi di funzionamento dei fenomeni complessi», spiega Cascino. «Le competenze curatoriali e progettuali degli operatori culturali e degli artisti relazionali, specialisti di arte partecipata e di processi, devono essere ascoltate e rimesse a monte della progettazione urbanistica e al centro delle decisioni strategiche, com’è stato nel Rinascimento, come ha fatto Olivetti, come fanno in Europa nei distretti culturali – che sono ormai un unicum con quelli industriali – di Linz (dal 1979), Lipsia, Praga, la Ruhr e molti altri».
Il talk si svolgerà su Zoom, a questo link, con registrazione anticipata e obbligatoria.
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