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Dalla Reggia al Castello. Opere da Caserta ai Musei Civici di Pavia
Pavia ospiterà per la prima volta una grande opera di Keith Haring proveniente dalla collezione Terrae Motus di Lucio Amelio, ora alla Reggia di Caserta, accompagnata da quattro marine di fine XVII – inizio XVIII secolo, già attribuite a Jacob Philip Hackert, per le quali il recente restauro ha aperto nuove ipotesi attributive che saranno approfondite durante la permanenza delle opere a Pavia.
Comunicato stampa
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La mostra-evento “Dalla Reggia al Castello: opere da Caserta ai Musei Civici di Pavia” nasce nell’ambito di una importante collaborazione con l’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta e la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Caserta e Benevento. Da tale accordo, ha preso avvio nel dicembre scorso la grande mostra “La donna, il paesaggio e l’impressione” (19 dicembre 2008 – 29 marzo 2009), allestita nei prestigiosi spazi della Reggia di Caserta con ottanta opere provenienti dalle collezioni dell’ottocento e novecento dei Musei Civici di Pavia.
Nell’ambito di tale accordo, Pavia ospiterà per la prima volta a una grande opera di Keith Haring proveniente dalla collezione Terrae Motus di Lucio Amelio, ora alla Reggia di Caserta, accompagnata da quattro marine di fine XVII – inizio XVIII secolo, già attribuite a Jacob Philip Hackert, per le quali il recente restauro ha aperto nuove ipotesi attributive che saranno approfondite durante la permanenza delle opere a Pavia.
Le quattro marine erano registrate fin dal primo inventario del 1871 come opere di scuola romana del XVII-XVIII secolo. Nell'ambito della mostra Jacob Philipp Hackert, la linea analitica della pittura di paesaggio in Europa, tuttavia, esse venivano mostrate al grande pubblico come possibili bozzetti preparatori per le sei grandi tele hackertiane raffiguranti la Battaglia di Cesmè, dipinte nel 1771 per la zarina Caterina II Romanoff. L'intervento di restauro da poco concluso ha portato alla luce nuove ed inattese cromie ed ha consentito un'analisi stilistica e materica più precisa, inducendo ad anticipare la datazione e a rivedere la precedente attribuzione.
La presenza del dipinto di Keith Haring (Senza titolo, 1983, acrilico su tela, 290 x 590 cm) sarà l’occasione per conoscere e approfondire l’intensa e originale attività dell’artista, utilizzando i suoi stessi strumenti come spunto per una giornata di creatività collettiva, che il 14 marzo vedrà protagonisti alcuni tra i più interessanti esponenti della street art italiana per un “Terremoto creativo”, e per una serie di laboratori artistici pensati per il pubblico scolastico.
Keith Haring, il rappresentante più autorevole della Graffiti Art americana, insieme a Jean Michel Basquiat, fu tra gli artisti coinvolti da Lucio Amelio - gallerista napoletano di fama internazionale - per rispondere all’evento catastrofico del terremoto del 1980, contrapponendo l’energia creativa dell’arte a quella distruttiva della Terra.
Nel 1983 Amelio mette a disposizione di Haring la propria galleria per la sua prima personale italiana. In questa mostra, l’artista espone anche l’opera che oggi fa parte della Collezione Terrae Motus della Reggia di Caserta: una tela di 6 metri di lunghezza e 3 di altezza, popolata da giganteschi animali meccanici che calpestano piccole sagome umane: le linee decise utilizzate per tratteggiare i personaggi e la consueta cromia vivace sono utilizzate per interpretare simbolicamente l’impatto tragico del terremoto. L’immagine esorcizza il timore per un mondo in cui l’uomo è dominato dalla macchina e la natura è ridotta ad incomprensibili segni da decodificare. Mostri meccanici distruggono masse umane sotto un cielo fatto di simboli, tra cui sono riconoscibili - tributo discreto ai suoi sostenitori - le iniziali di Corrado Teano (CT), Lucio Amelio (LA), Paola Colacurcio (PC), John Gillette(JG). La semplicità e la chiarezza, così come l’equilibrio tra i vari elementi dell’opera, mirano a demistificare e a massificare l’arte, rendendola accessibile a tutti. L’energia spirituale dell’anima diviene cosa fisica, elemento di consumo.
La spontaneità e fluidità dell’immagine caratterizzano tutta la produzione di Haring e sono alla base della sua concezione dell’arte come mezzo di interazione con gli altri e come strumento di riflessione sulla realtà. Prendendo queste come basi per l’azione creativa, lo spazio espositivo in cui l’opera andrà ad inserirsi è stato concepito come una sorta di work in progress, in cui ciascuno potrà lasciare una traccia artistica del proprio passaggio e di ciò che l’opera di Haring gli ha trasmesso.
Nell’ambito di tale accordo, Pavia ospiterà per la prima volta a una grande opera di Keith Haring proveniente dalla collezione Terrae Motus di Lucio Amelio, ora alla Reggia di Caserta, accompagnata da quattro marine di fine XVII – inizio XVIII secolo, già attribuite a Jacob Philip Hackert, per le quali il recente restauro ha aperto nuove ipotesi attributive che saranno approfondite durante la permanenza delle opere a Pavia.
Le quattro marine erano registrate fin dal primo inventario del 1871 come opere di scuola romana del XVII-XVIII secolo. Nell'ambito della mostra Jacob Philipp Hackert, la linea analitica della pittura di paesaggio in Europa, tuttavia, esse venivano mostrate al grande pubblico come possibili bozzetti preparatori per le sei grandi tele hackertiane raffiguranti la Battaglia di Cesmè, dipinte nel 1771 per la zarina Caterina II Romanoff. L'intervento di restauro da poco concluso ha portato alla luce nuove ed inattese cromie ed ha consentito un'analisi stilistica e materica più precisa, inducendo ad anticipare la datazione e a rivedere la precedente attribuzione.
La presenza del dipinto di Keith Haring (Senza titolo, 1983, acrilico su tela, 290 x 590 cm) sarà l’occasione per conoscere e approfondire l’intensa e originale attività dell’artista, utilizzando i suoi stessi strumenti come spunto per una giornata di creatività collettiva, che il 14 marzo vedrà protagonisti alcuni tra i più interessanti esponenti della street art italiana per un “Terremoto creativo”, e per una serie di laboratori artistici pensati per il pubblico scolastico.
Keith Haring, il rappresentante più autorevole della Graffiti Art americana, insieme a Jean Michel Basquiat, fu tra gli artisti coinvolti da Lucio Amelio - gallerista napoletano di fama internazionale - per rispondere all’evento catastrofico del terremoto del 1980, contrapponendo l’energia creativa dell’arte a quella distruttiva della Terra.
Nel 1983 Amelio mette a disposizione di Haring la propria galleria per la sua prima personale italiana. In questa mostra, l’artista espone anche l’opera che oggi fa parte della Collezione Terrae Motus della Reggia di Caserta: una tela di 6 metri di lunghezza e 3 di altezza, popolata da giganteschi animali meccanici che calpestano piccole sagome umane: le linee decise utilizzate per tratteggiare i personaggi e la consueta cromia vivace sono utilizzate per interpretare simbolicamente l’impatto tragico del terremoto. L’immagine esorcizza il timore per un mondo in cui l’uomo è dominato dalla macchina e la natura è ridotta ad incomprensibili segni da decodificare. Mostri meccanici distruggono masse umane sotto un cielo fatto di simboli, tra cui sono riconoscibili - tributo discreto ai suoi sostenitori - le iniziali di Corrado Teano (CT), Lucio Amelio (LA), Paola Colacurcio (PC), John Gillette(JG). La semplicità e la chiarezza, così come l’equilibrio tra i vari elementi dell’opera, mirano a demistificare e a massificare l’arte, rendendola accessibile a tutti. L’energia spirituale dell’anima diviene cosa fisica, elemento di consumo.
La spontaneità e fluidità dell’immagine caratterizzano tutta la produzione di Haring e sono alla base della sua concezione dell’arte come mezzo di interazione con gli altri e come strumento di riflessione sulla realtà. Prendendo queste come basi per l’azione creativa, lo spazio espositivo in cui l’opera andrà ad inserirsi è stato concepito come una sorta di work in progress, in cui ciascuno potrà lasciare una traccia artistica del proprio passaggio e di ciò che l’opera di Haring gli ha trasmesso.
20
febbraio 2009
Dalla Reggia al Castello. Opere da Caserta ai Musei Civici di Pavia
Dal 20 febbraio al 29 marzo 2009
arte moderna e contemporanea
Location
CASTELLO VISCONTEO – MUSEI CIVICI
Pavia, Viale XI Febbraio, 35, (Pavia)
Pavia, Viale XI Febbraio, 35, (Pavia)
Orario di apertura
da martedì a domenica: 10 – 17.50. Chiuso il lunedì
Vernissage
20 Febbraio 2009, ore 18
Autore




