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Día a Día
Esposizione della prima edizione del Premio IILA-FotoGrafia
Comunicato stampa
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Nelle passate edizioni di FotoGrafia, il Festival e l’Istituto Italo-Latino Americano hanno portato a Roma il meglio della fotografia latinoamericana, riflettendo così la curiosità che l’Italia nutre nei confronti del Continente, habitat di quei parenti americani lontani e un po’eccentrici, con i quali esiste una relazione di reciproca solidarietà. L’Istituto Italo-Latino Americano, che tra i suoi scopi istituzionali promuove la diffusione della cultura e dell’immagine dell’America Latina nelle sue varie e ricche espressioni artistiche, da quest’anno ha consolidato la sua partecipazione a FotoGrafia Festival Internazionale di Roma organizzando la prima edizione del Premio IILA-FotoGrafia. La rassegna,° edizionezione del dedicata ai giovani fotografi latinoamericani dei Paesi membri dell'Istituto Italo-Latino Americano, nasce dalla necessità e il desiderio di scoprire e consolidare nuovi talenti della scena fotografica dell’America Latina, creando un’occasione per far conoscere l’immagine e l’immaginario di un continente giovane, impetuoso, scattante, alla ricerca della propria identità.
Gli oltre 80 progetti provenienti da tutti i Paesi dell'America Latina, con il tema comune del racconto del quotidiano, inerente al tema principale di FotoGrafia 2008, sono stati testimoni della ricchezza e dell'originalità della fotografia latinoamericana che non smette mai di sorprenderci.
Grazie al Premio, il fotografo ecuadoriano Geovanny Verdezoto vincitore della prima edizione del Premio IILA FotoGrafia, avrà la possibilità di assaporare per un mese intero la vita di Roma e lavorerà a un progetto sulla Città eterna, vista attraverso il suo sguardo.
Il progetto vincitore, assieme a quello del secondo e del terzo classificato, (rispettivamente la cilena Carola Redondo e l’argentino Rodrigo Abd) e a una selezione dei migliori lavori pervenuti, sarà esposto nella mostra “Día a Día”, curata da Patricia Rivadeneira, Segretario Culturale dell’IILA.
Per l’esposizione “Día a Día”, la giuria ha selezionato le migliori fotografie di: Nélida Marcela Barrios Hernández (Colombia); Ricardo Cerqueda Saldívar (Messico); Patricio Crooker (Bolivia); Marcel Del Castillo (Venezuela); Bernabé Augusto Della Mattía (Argentina); Iván Darío Herrera (Colombia); Octavio Hoyos (Messico); Daniel Machado (Uruguay); Adriana Ospina Mesa (Colombia).
Geovanny Verdezoto (Ecuador). Serie “Los testigos del diario vivir”
24 anni. Vive e lavora a Quito.
Formatosi alla Facoltà di Arti Plastiche e Fotografia all’Università di Quito, ha realizzato diverse mostre personali e collettive in Ecuador e nella Repubblica Dominicana. Ha ricevuto diversi riconoscimenti nell’ambito della fotografia e della pittura.
“Questo è il mio peregrinare per l’Ecuador, alla ricerca dei suoi molteplici volti: mi ha sempre interessato rappresentare ciò che mi circonda. Ho attraversato l’Ecuador alla ricerca di questi spazi quotidiani affascinanti, con la sola intenzione di arrivare all’essenza del paese. Non era folclore, né turismo, volevo ritrarre la realtà di un paese semplice, umile, accogliente, umano. Volevo mostrare la bellezza delle cose semplici, del vivere quotidiano.”
Carola Redondo (Cile). Serie “Fragmentos de instantes”
31 anni. Vive e lavora in Germania.
Formatasi all’Università Cattolica del Cile, ha esposto in diverse occasioni in Cile, Germania, Olanda, Svizzera. In Italia ha presentato la mostra itinerante "Italia&Cile. Artisti emergenti a confronto”.
“Nel mio lavoro cerco di intrappolare l’impronta del momento, questa prova dell’istante quotidiano sottomesso a una grande accelerazione urbana, e di renderla visibile. Sfidare lo sguardo e la memoria. Ritrarre esperienze e istanti che mi portano a una partecipazione e ridefinizione. […] Questa è la mia visione attuale della fotografia contemporanea: la de-costruzione dell’inquadratura per creare nuovi spazi ed immagini. Questa è la mia proposta, creare la mia prospettiva, la mia propria visione panoramica della realtà.”
Rodrigo Abd (Argentina). Serie “Morirse es cosa de todos los días, hacerlo dos veces solo pasa en Guatemala”
32 anni. Nato in Argentina, lavora attualmente come fotoreporter per la Associated Press in Guatemala. Grazie ai suoi servizi fotografici (realizzati anche in Afghanistan, Bolivia ed Haiti) ha ricevuto vari riconoscimenti, tra cui il terzo posto di World Press Photo nel 2006.
“A Città del Guatemala l’alto tasso di mortalità che non dà tregua ai becchini e la mancanza di nuove tombe sono le cause del sovraffollamento del cimitero principale. Non occorre quindi che accadano grandi catastrofi perchè i morti tornino alla luce. […] I guatemaltechi osservano, imperterriti, questa processione […]. Forse è la forza della ripetizione della vista delle mummie nel cimitero, o la presenza ovunque dei cadaveri durante i 36 anni di guerra civile. Forse è la cultura popolare che fa vivere i guatemaltechi fra i morti con naturalità. O sono i cristi giacenti della Semana Santa che rendono la morte qualcosa di più quotidiano, e la cultura maya e il suo intenso rapporto con il mondo dei defunti fa il resto.”
Gli oltre 80 progetti provenienti da tutti i Paesi dell'America Latina, con il tema comune del racconto del quotidiano, inerente al tema principale di FotoGrafia 2008, sono stati testimoni della ricchezza e dell'originalità della fotografia latinoamericana che non smette mai di sorprenderci.
Grazie al Premio, il fotografo ecuadoriano Geovanny Verdezoto vincitore della prima edizione del Premio IILA FotoGrafia, avrà la possibilità di assaporare per un mese intero la vita di Roma e lavorerà a un progetto sulla Città eterna, vista attraverso il suo sguardo.
Il progetto vincitore, assieme a quello del secondo e del terzo classificato, (rispettivamente la cilena Carola Redondo e l’argentino Rodrigo Abd) e a una selezione dei migliori lavori pervenuti, sarà esposto nella mostra “Día a Día”, curata da Patricia Rivadeneira, Segretario Culturale dell’IILA.
Per l’esposizione “Día a Día”, la giuria ha selezionato le migliori fotografie di: Nélida Marcela Barrios Hernández (Colombia); Ricardo Cerqueda Saldívar (Messico); Patricio Crooker (Bolivia); Marcel Del Castillo (Venezuela); Bernabé Augusto Della Mattía (Argentina); Iván Darío Herrera (Colombia); Octavio Hoyos (Messico); Daniel Machado (Uruguay); Adriana Ospina Mesa (Colombia).
Geovanny Verdezoto (Ecuador). Serie “Los testigos del diario vivir”
24 anni. Vive e lavora a Quito.
Formatosi alla Facoltà di Arti Plastiche e Fotografia all’Università di Quito, ha realizzato diverse mostre personali e collettive in Ecuador e nella Repubblica Dominicana. Ha ricevuto diversi riconoscimenti nell’ambito della fotografia e della pittura.
“Questo è il mio peregrinare per l’Ecuador, alla ricerca dei suoi molteplici volti: mi ha sempre interessato rappresentare ciò che mi circonda. Ho attraversato l’Ecuador alla ricerca di questi spazi quotidiani affascinanti, con la sola intenzione di arrivare all’essenza del paese. Non era folclore, né turismo, volevo ritrarre la realtà di un paese semplice, umile, accogliente, umano. Volevo mostrare la bellezza delle cose semplici, del vivere quotidiano.”
Carola Redondo (Cile). Serie “Fragmentos de instantes”
31 anni. Vive e lavora in Germania.
Formatasi all’Università Cattolica del Cile, ha esposto in diverse occasioni in Cile, Germania, Olanda, Svizzera. In Italia ha presentato la mostra itinerante "Italia&Cile. Artisti emergenti a confronto”.
“Nel mio lavoro cerco di intrappolare l’impronta del momento, questa prova dell’istante quotidiano sottomesso a una grande accelerazione urbana, e di renderla visibile. Sfidare lo sguardo e la memoria. Ritrarre esperienze e istanti che mi portano a una partecipazione e ridefinizione. […] Questa è la mia visione attuale della fotografia contemporanea: la de-costruzione dell’inquadratura per creare nuovi spazi ed immagini. Questa è la mia proposta, creare la mia prospettiva, la mia propria visione panoramica della realtà.”
Rodrigo Abd (Argentina). Serie “Morirse es cosa de todos los días, hacerlo dos veces solo pasa en Guatemala”
32 anni. Nato in Argentina, lavora attualmente come fotoreporter per la Associated Press in Guatemala. Grazie ai suoi servizi fotografici (realizzati anche in Afghanistan, Bolivia ed Haiti) ha ricevuto vari riconoscimenti, tra cui il terzo posto di World Press Photo nel 2006.
“A Città del Guatemala l’alto tasso di mortalità che non dà tregua ai becchini e la mancanza di nuove tombe sono le cause del sovraffollamento del cimitero principale. Non occorre quindi che accadano grandi catastrofi perchè i morti tornino alla luce. […] I guatemaltechi osservano, imperterriti, questa processione […]. Forse è la forza della ripetizione della vista delle mummie nel cimitero, o la presenza ovunque dei cadaveri durante i 36 anni di guerra civile. Forse è la cultura popolare che fa vivere i guatemaltechi fra i morti con naturalità. O sono i cristi giacenti della Semana Santa che rendono la morte qualcosa di più quotidiano, e la cultura maya e il suo intenso rapporto con il mondo dei defunti fa il resto.”
04
aprile 2008
Día a Día
Dal 04 aprile al 03 maggio 2008
fotografia
Location
IILA – ISTITUTO ITALO-LATINO AMERICANO
Roma, Via Giovanni Paisiello, 24, (Roma)
Roma, Via Giovanni Paisiello, 24, (Roma)
Vernissage
4 Aprile 2008, ore 19:00
Autore



