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Ercole Drei – (1886-1973) trenta disegni inediti, scultura e pittura
Trenta disegni inediti molti dei quali sono studi preparatori delle note sculture con cui Ercole Drei ha partecipato alle mostre della Secessione, Biennali veneziane e romane, Quadriennali, etc). Completano la mostra undici dipinti e altrettante sculture.
Comunicato stampa
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Drei è stato scultore, pittore, disegnatore finissimo e ideatore di bellissime ceramiche di gusto classicheggiante. La sua vicenda artistica copre gran parte del XX secolo, attraversa e incrocia gli eventi, le mostre, e le vite dei maggiori artisti della sua epoca, tanto che può essere assunta a modello dell’evolversi di certa scultura del Novecento.
Gli inizi sono a Faenza dove ha la sua prima formazione nella Scuola di Arti e Mestieri, e poi nel retrobottega della madre di Domenico Baccarini, in quello che più tardi Francesco Sapori denominò il "Cenacolo Baccarini". Prosegue la propria istruzione all'Accademia di Belle Arti di Firenze dove studia con Augusto Rivalta, Giovanni Fattori e Adolfo De Carolis. Nel 1912 partecipa alla X Biennale con il gesso "Adolescente" (in mostra la versione in bronzo). Nel 1913 giunge a Roma vincitore del Pensionato Artistico Nazionale, dove partecipa alle mostre della Secessione. Dopo la parentesi della Prima Guerra, accanto all'intensa attività di scultore di monumenti, prosegue una produzione dalle dimensioni più raccolte con la quale è sempre presente, con successo di critica, nelle maggiori esposizioni nazionali e internazionali (Biennali veneziane e romane, Esposizioni della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti, Esposizione italiana di Belle Arti a Buenos Ayres, Esposizione Internazionale di Barcellona, etc). Nel 1921 prende lo studio-alloggio a Villa Strohl-fern dove vivrà per tutta la vita. Lì conosce Nino e Pasquarosa Bertoletti, Amedeo Bocchi, Renato Brozzi, Gisberto Ceracchini, Arturo Martini, Umberto Moggioli, Cipriano Efisio Oppo, Attilio Selva e Attilio Torresini. Numerose sono le committenze pubbliche (ad es. i bassorilievi dell’Arco dei Fileni nel deserto della Sirte in Libia, 1937, i quattro bassorilievi per un pilone del Ponte Duca d’Aosta a Roma, 1939, la stele de "Il lavoro dei campi", 1940-'42, collocata nel quartiere EUR di Roma solo nel 1962). Nel periodo del secondo dopoguerra Drei guarda all’arte sacra e realizza grandi sculture per le nuove chiese. Muore a Roma il 1 ottobre 1973.
L'esposizione comprende trenta disegni inediti (a partire dal 1905), la maggior parte dei quali sono studi preparatori delle più note sculture, come la "Danzatrice con il cerchio" (esposta nella Secessione romana del 1914); la "Donna che si sveglia" (Secessione, 1915); la "Danza" e il "Risveglio" (Società degli Amatori e Cultori, Roma 1920); i gessi "Danza", "Tragedia", "Musica" e "Commedia", collocati nell'allestimento voluto dall'architetto Marcello Piacentini alla Biennale di Venezia del 1928; la "Saffo" (Quadriennale Romana, 1935). Infine gli studi per il bassorilievo del Ponte Duca d’Aosta (1939).
Per le sculture, oltre al già citato "Adolescente" del 1912, il bronzo "Ritratto del Conte Zauli Naldi"; due sculture di soggetto mitologico: "Leda e il cigno" e "Dedalo e Icaro", quest'ultimo modello per il bronzo esposto alla III Quadriennale Romana, 1939; una terracotta inedita: "Adamo ed Eva"; "Vanità", c. 1953 (il bronzo, di formato maggiore al nostro, si trova alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma).
Undici i dipinti esposti di cui: il "Ritratto di mia moglie", "Campagna bolognese", "Panni al sole" (tutti del 1915), una "Natura morta con le aringhe" eposta a Roma nel 1928 alla II Mostra d'Arte Marinara. Degli anni '30 una veduta di Villa Strohl-fern, "Nudo disteso", "Giuditta" (studio per il grande dipinto "Giuditta e Oloferne" conservato alla Pinacoteca Comunale di Faenza), "Musica gitana".
Gli inizi sono a Faenza dove ha la sua prima formazione nella Scuola di Arti e Mestieri, e poi nel retrobottega della madre di Domenico Baccarini, in quello che più tardi Francesco Sapori denominò il "Cenacolo Baccarini". Prosegue la propria istruzione all'Accademia di Belle Arti di Firenze dove studia con Augusto Rivalta, Giovanni Fattori e Adolfo De Carolis. Nel 1912 partecipa alla X Biennale con il gesso "Adolescente" (in mostra la versione in bronzo). Nel 1913 giunge a Roma vincitore del Pensionato Artistico Nazionale, dove partecipa alle mostre della Secessione. Dopo la parentesi della Prima Guerra, accanto all'intensa attività di scultore di monumenti, prosegue una produzione dalle dimensioni più raccolte con la quale è sempre presente, con successo di critica, nelle maggiori esposizioni nazionali e internazionali (Biennali veneziane e romane, Esposizioni della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti, Esposizione italiana di Belle Arti a Buenos Ayres, Esposizione Internazionale di Barcellona, etc). Nel 1921 prende lo studio-alloggio a Villa Strohl-fern dove vivrà per tutta la vita. Lì conosce Nino e Pasquarosa Bertoletti, Amedeo Bocchi, Renato Brozzi, Gisberto Ceracchini, Arturo Martini, Umberto Moggioli, Cipriano Efisio Oppo, Attilio Selva e Attilio Torresini. Numerose sono le committenze pubbliche (ad es. i bassorilievi dell’Arco dei Fileni nel deserto della Sirte in Libia, 1937, i quattro bassorilievi per un pilone del Ponte Duca d’Aosta a Roma, 1939, la stele de "Il lavoro dei campi", 1940-'42, collocata nel quartiere EUR di Roma solo nel 1962). Nel periodo del secondo dopoguerra Drei guarda all’arte sacra e realizza grandi sculture per le nuove chiese. Muore a Roma il 1 ottobre 1973.
L'esposizione comprende trenta disegni inediti (a partire dal 1905), la maggior parte dei quali sono studi preparatori delle più note sculture, come la "Danzatrice con il cerchio" (esposta nella Secessione romana del 1914); la "Donna che si sveglia" (Secessione, 1915); la "Danza" e il "Risveglio" (Società degli Amatori e Cultori, Roma 1920); i gessi "Danza", "Tragedia", "Musica" e "Commedia", collocati nell'allestimento voluto dall'architetto Marcello Piacentini alla Biennale di Venezia del 1928; la "Saffo" (Quadriennale Romana, 1935). Infine gli studi per il bassorilievo del Ponte Duca d’Aosta (1939).
Per le sculture, oltre al già citato "Adolescente" del 1912, il bronzo "Ritratto del Conte Zauli Naldi"; due sculture di soggetto mitologico: "Leda e il cigno" e "Dedalo e Icaro", quest'ultimo modello per il bronzo esposto alla III Quadriennale Romana, 1939; una terracotta inedita: "Adamo ed Eva"; "Vanità", c. 1953 (il bronzo, di formato maggiore al nostro, si trova alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma).
Undici i dipinti esposti di cui: il "Ritratto di mia moglie", "Campagna bolognese", "Panni al sole" (tutti del 1915), una "Natura morta con le aringhe" eposta a Roma nel 1928 alla II Mostra d'Arte Marinara. Degli anni '30 una veduta di Villa Strohl-fern, "Nudo disteso", "Giuditta" (studio per il grande dipinto "Giuditta e Oloferne" conservato alla Pinacoteca Comunale di Faenza), "Musica gitana".
27
febbraio 2008
Ercole Drei – (1886-1973) trenta disegni inediti, scultura e pittura
Dal 27 febbraio al 30 aprile 2008
arte moderna
Location
NUOVA GALLERIA CAMPO DEI FIORI
Roma, Via di Monserrato, 30, (Roma)
Roma, Via di Monserrato, 30, (Roma)
Orario di apertura
da lunedì a sabato 10-13 e 16-19 (chiuso lunedì mattina e festivi)
Vernissage
27 Febbraio 2008, 17.00-20.00
Autore
Curatore




