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Ettore Bragaggia – Fotografo a Treviso
Si tratta della prima mostra del ciclo denominata “Post Visioni-Immagini svelate” che intende far conoscere i diversi Fondi Fotografici che l’Archivio Fotografico della Provincia di Treviso ha in dotazione.
Comunicato stampa
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Ettore Bragaggia inizia a lavorare nel 1939 per lo studio fotografico Paggiaro a Treviso e vi rimane per cinque anni. Durante la guerra si unisce prima alla Divisione Nannetti della Brigata Mazzini e poi al Battaglione Treviso, formazione repubblicana guidata da Toto Tessari. L'esperienza partigiana è stata molto forte ed ha segnato tutta la sua vita contribuendo a caratterizzare uno spirito vivo, poco incline ai compromessi.
Dopo il 1945 torna allo studio Paggiaro per rendersi conto che non gli è possibile, in quel luogo, una crescita professionale autonoma e, nel 1949, decide di emigrare in Argentina. Nel 1951 si sposa per procura con la signora Elda che in seguito lo raggiunge in Sud America e che sarà compagna di vita e di lavoro. A Buenos Aires si impiega per alcuni anni presso lo studio del fotografo inglese Fred S. Shiffer conosciuto e stimato soprattutto per la ritrattistica e membro della Reale Fotografia di Londra. Collabora anche con altri fotografi ma, nell' Aprile del 1954 cede alla nostalgia e decide di ritornare in patria e di aprire assieme a sua moglie lo studio in via Bianchetti a Treviso.
Qui intende dedicarsi soprattutto al ritratto, aspetto della fotografia che lo aveva particolarmente affascinato, ma le richieste maggiori gli vengono da ditte e aziende che si rivolgono a lui per immagini pubblicitarie e cataloghi. Poco tempo dopo l'apertura della sede vicina al Calmaggiore apre un secondo negozio appena fuori della Porta Carlo Alberto con un'attività che impegna direttamente i due coniugi e fino a cinque dipendenti.
Nel 1956 fonda l'Associazione Artigiani Fotografi superando le diffidenze reciproche e le divergenze politiche e sindacali e proponendo le riunioni in territorio neutro, ovvero in osteria.
Si impegna inoltre, per più di venticinque anni, nella programmazione del servizio di assistenza comunale ECA e diventa, prima Consigliere di Circoscrizione e in seguito Consigliere Comunale di Treviso per il partito Repubblicano.
Collabora da diversi anni a titolo volontario con il quotidiano Il Gazzettino fornendo le immagini per la rubrica Treviso da promuovere e da bocciare.
Proprio l'amore per la sua città natale e il suo forte senso civico lo hanno portato negli anni a compiere numerose battaglie per una cura più attenta dell'arredo urbano e dei corsi d'acqua e a denunciare ogni abuso in tal senso.
Tra gli anni '70 e '80 con la diffusione su larga scala del colore e con l'incremento delle sviluppatrici continue automatiche molti fotografi artigiani di Treviso hanno chiuso i battenti. La crisi si è accentuata con la concorrenza dei laboratori a pronta consegna nei centri commerciali e anche l'attività Bragaggia ha accusato il colpo. In un primo tempo è stato chiuso il negozio in via Bianchetti.
Nel 2000, quando Bragaggia ha deciso di lasciare l'attività, sperava che un giovane raccogliesse la sua eredità continuando il lavoro di fotografo a cui lui ha dedicato tutta la vita. Era anche pronto a lasciare i locali cedendo gratuitamente l'avviamento purché si mantenesse una continuità, ma i tempi paiono essere poco propizi per i negozi di fotografia tradizionali e nessuno ha colto l'occasione tanto che nel Natale del 2000 lo studio Bragaggia, dopo quasi cinquant'anni di storia, ha definitivamente chiuso.
Bragaggia vive ancora a Treviso e non ha mai smesso di fotografare, ancor oggi è possibile incontrare il Signor Ettore che "pattuglia" la città in bicicletta con la macchina fotografica al collo pronto a fissare in un istante gli aspetti di una città che cambia.
Al termine dell'attività Ettore Bragaggia ha deciso di lasciare una parte consistente del suo archivio e svariati pezzi dell’attrezzatura anni '60 al Foto Archivio Storico della Provincia di Treviso affinché diventassero un patrimonio accessibile al pubblico.
Dopo il 1945 torna allo studio Paggiaro per rendersi conto che non gli è possibile, in quel luogo, una crescita professionale autonoma e, nel 1949, decide di emigrare in Argentina. Nel 1951 si sposa per procura con la signora Elda che in seguito lo raggiunge in Sud America e che sarà compagna di vita e di lavoro. A Buenos Aires si impiega per alcuni anni presso lo studio del fotografo inglese Fred S. Shiffer conosciuto e stimato soprattutto per la ritrattistica e membro della Reale Fotografia di Londra. Collabora anche con altri fotografi ma, nell' Aprile del 1954 cede alla nostalgia e decide di ritornare in patria e di aprire assieme a sua moglie lo studio in via Bianchetti a Treviso.
Qui intende dedicarsi soprattutto al ritratto, aspetto della fotografia che lo aveva particolarmente affascinato, ma le richieste maggiori gli vengono da ditte e aziende che si rivolgono a lui per immagini pubblicitarie e cataloghi. Poco tempo dopo l'apertura della sede vicina al Calmaggiore apre un secondo negozio appena fuori della Porta Carlo Alberto con un'attività che impegna direttamente i due coniugi e fino a cinque dipendenti.
Nel 1956 fonda l'Associazione Artigiani Fotografi superando le diffidenze reciproche e le divergenze politiche e sindacali e proponendo le riunioni in territorio neutro, ovvero in osteria.
Si impegna inoltre, per più di venticinque anni, nella programmazione del servizio di assistenza comunale ECA e diventa, prima Consigliere di Circoscrizione e in seguito Consigliere Comunale di Treviso per il partito Repubblicano.
Collabora da diversi anni a titolo volontario con il quotidiano Il Gazzettino fornendo le immagini per la rubrica Treviso da promuovere e da bocciare.
Proprio l'amore per la sua città natale e il suo forte senso civico lo hanno portato negli anni a compiere numerose battaglie per una cura più attenta dell'arredo urbano e dei corsi d'acqua e a denunciare ogni abuso in tal senso.
Tra gli anni '70 e '80 con la diffusione su larga scala del colore e con l'incremento delle sviluppatrici continue automatiche molti fotografi artigiani di Treviso hanno chiuso i battenti. La crisi si è accentuata con la concorrenza dei laboratori a pronta consegna nei centri commerciali e anche l'attività Bragaggia ha accusato il colpo. In un primo tempo è stato chiuso il negozio in via Bianchetti.
Nel 2000, quando Bragaggia ha deciso di lasciare l'attività, sperava che un giovane raccogliesse la sua eredità continuando il lavoro di fotografo a cui lui ha dedicato tutta la vita. Era anche pronto a lasciare i locali cedendo gratuitamente l'avviamento purché si mantenesse una continuità, ma i tempi paiono essere poco propizi per i negozi di fotografia tradizionali e nessuno ha colto l'occasione tanto che nel Natale del 2000 lo studio Bragaggia, dopo quasi cinquant'anni di storia, ha definitivamente chiuso.
Bragaggia vive ancora a Treviso e non ha mai smesso di fotografare, ancor oggi è possibile incontrare il Signor Ettore che "pattuglia" la città in bicicletta con la macchina fotografica al collo pronto a fissare in un istante gli aspetti di una città che cambia.
Al termine dell'attività Ettore Bragaggia ha deciso di lasciare una parte consistente del suo archivio e svariati pezzi dell’attrezzatura anni '60 al Foto Archivio Storico della Provincia di Treviso affinché diventassero un patrimonio accessibile al pubblico.
13
settembre 2008
Ettore Bragaggia – Fotografo a Treviso
Dal 13 settembre al 13 ottobre 2008
fotografia
Location
F.A.S.T. – FOTO ARCHIVIO STORICO TREVIGIANO
Treviso, Via Monsignore Angelo Marchesan, 11, (Treviso)
Treviso, Via Monsignore Angelo Marchesan, 11, (Treviso)
Orario di apertura
Lunedì e Mercoledì 9:00-12:00 e 15:00-19:30
Martedì-Giovedì-Venerdì 9:00-12:00
Sabato e Domenica chiuso
Vernissage
13 Settembre 2008, ore 16,30
Autore



