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La Collezione. Per una storia del Museo d’Arte Moderna di Bologna
Il nuovo allestimento della collezione permanente del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna si pone l’obiettivo di dare una lettura della storia dell’arte italiana dalla metà degli anni Cinquanta a oggi, attraverso l’attività dell’ex Galleria d’Arte Moderna di Bologna.
Comunicato stampa
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LA COLLEZIONE
Per una storia del Museo d'Arte Moderna di Bologna
Direzione scientifica di Gianfranco Maraniello
Dal 19 settembre 2009
Dal 19 settembre 2009 la Collezione Permanente del MAMbo si presenta al
pubblico con un allestimento completamente rinnovato, con l'intento di
dare una lettura della storia dell'arte italiana, dalla metà degli anni
Cinquanta a oggi, attraverso l'attività dell'ex Galleria d'Arte Moderna di
Bologna.
Focus on Contemporary Italian Art, la sezione finora visibile dedicata alla
promozione dell'arte italiana emergente, viene riconfigurata e affiancata
da nuove aree tematiche che ripercorrono i momenti e i movimenti salienti
della produzione artistica del nostro Paese: Arte e ideologia , Arte
astratta e informale, Per una storia della GAM (Arte Povera e Concettuale,
Corpo e Azione, Scultura e Pittura negli anni '80).
Uno spazio apposito è dedicato a video e film, con documenti e opere
che datano dal Futurismo ai giorni nostri.
LA COLLEZIONE. Per una storia del Museo d'Arte Moderna di Bologna
costituisce la traccia per futuri sviluppi e perfezionamenti del progetto
espositivo del MAMbo. L'eredità della GAM, rappresentata da consistenti
estratti del patrimonio storico, è oggetto di rilettura in un processo in
continuo divenire, in cui al tributo al passato fanno eco il sostegno e la
valorizzazione della cultura del presente, con l'ambizione di costituire un
importante patrimonio permanente e di contribuire a tracciare la storia
del contemporaneo italiano.
In questo percorso - che ha visto l'apertura del MAMbo nel 2007 e vedrà i
nuovi spazi museali di Palazzo d’Accursio ospitare le opere dell’Ottocento
e del primo Novecento - l'intero assetto dell'Istituzione è oggetto di
un'articolata riconfigurazione che vede le diverse sedi (MAMbo, Museo
Morandi, Casa Morandi, Villa delle Rose e Museo per la Memoria di Ustica)
collaborare in un sistema museale cittadino integrato.
Il titolo della prima sezione, Arte e ideologia, sottolinea il ruolo che
Bologna ha storicamente giocato come laboratorio politico e culturale,
che si rintraccia nella scelta dell'attuale sede del Museo, il forno del
pane, voluto dal primo sindaco socialista, Francesco Zanardi. Il suo
profetico motto “Pane e Alfabeto” è perfettamente in linea con
l'aspirazione del MAMbo ad avere una funzione sociale, oltre che di
1
divulgazione della cultura contemporanea. Dipinti, filmati, libri e stampe
fotografiche sono utilizzati per tratteggiare un'inclinazione che trascende
l'andamento cronologico, facendo dialogare la celeberrima tela di
Guttuso I funerali di Togliatti con preziosi estratti da La rabbia di Pasolini,
per ricostruire un sentire condiviso. Il percorso si avvale di documenti
della storica Radio Alice, voce in presa diretta sulle manifestazioni del '77,
che si rispecchia nel progetto concepito da Christopher Williams per la
mostra conclusiva dell'esperienza della GAM. La presenza di esponenti
della Pop Art italiana e dell'Arte cinetica e Programmata permette invece
di ripercorre le tappe che portarono dall'oggetto del quotidiano al
progetto del quotidiano.
La sezione Arte astratta e informale, oltre a fornire un'ampia rassegna
degli esponenti di tali tendenze, ne costituisce un organico insieme che
vuole riunire l'universo spesso parcellizzato in scuole differenti, pur
rispettandone le diverse anime, attraverso piccoli nuclei dedicati.
Troviamo così gli artisti che gravitarono attorno alla galleria Cronache
(Borgonzoni, Corsi, Rossi, Mandelli), così come quelli dell'Ultimo
Naturalismo, istrenuamente sostenuto da Francesco Arcangeli, storico
direttore della GAM, oltre che importante critico d'arte. Non mancano
rappresentanti del gruppo Forma (Accardi, Consagra, Dorazio) ad
ampliare il quadro a livello nazionale e, infine, un riferimento a Informale
in Italia, omonima mostra a cura di Renato Barilli e Franco Solmi (GAM,
1983). L'esposizione venne poi ospitata al Kunstmuseum di Lucerna, dove
la declinazione locale/nazionale/internazionale fu paradigmatica,
applicandosi sia agli artisti presenti che ai curatori, superando i confini
della Galleria stessa per esportare un estratto della produzione artistica
italiana solido e rappresentativo di tutte le anime che la composero. Arte
Astratta e informale include alcune acquisizioni recenti, quali una Natura
morta del 1954 di Toti Scialoja, un collage di Germano Sartelli (Senza
Titolo, 1958) e alcune storiche “ossidazioni” di Nino migliori risalenti agli
anni 1948-1953. Chiude Pinot Gallizio, con il ruolo di ponte tra l'Informale e
le istanze politiche incontrate lungo il percorso, culminate nell'adesione al
Situazionismo.
Per una storia della GAM è la sezione più propriamente dedicata al
percorso intrapreso dalla Galleria dal momento del suo insediamento, nel
1975, nell'edificio progettato da Leone Pancaldi. Una storia che non può
prescindere dallo spazio stesso, di per sé significativo se si considera il
coefficiente innovativo racchiuso nella costruzione di un edificio
interamente dedicato all'arte contemporanea. In questa area tematica,
l'importanza attribuita all'Arte Povera è testimoniata dalle numerose
acquisizioni, sia vecchie che nuove, di opere appartenenti al movimento,
2
tra le quali una serie di foto di Giuseppe Penone (1968) e di lavori di Pier
Paolo Calzolari (Senza titolo, 1967) entrati nel patrimonio del MAMbo nel
2009. L'oscillazione nazionale/internazionale è ribadita dalla presenza di
Nagasawa, giapponese residente a Milano, e di Kosuth, per molti il padre
dell'Arte concettuale, a cui si affiancano gli italiani Boetti e Isgrò.
Un particolare accento è posto sulle ricerche che si basano sulla
presenza di Corpo e Azione, di cui sono protagonisti Nitsch, Gina Pane,
Abramovic-Ulay e Gilbert &George. Procedendo nel percorso, si
incontrano i Nuovi-Nuovi, con esponenti quali Ontani, Salvo, Mainolfi e
altri interpreti del clima citazionista e di recupero delle tecniche dell'arte
classica. Attraverso le opere si Scully e Cucchi si approda al ritorno alla
pittura tipico degli anni '80, a cui fa da contraltare un ben rappresentato
panorama di scultori, con Paladino e Cragg. Pittura e scultura, locale ed
internazionale, a confermare una trasversalità di sguardo e di intenti che
è stata la cifra caratteristica della Galleria.
Importante novità del percorso espositivo è un'area per opere video e
filmiche che accoglie, dopo una capillare operazione di ritrovamento e
archiviazione, una vasta gamma di reperti, dal Futurismo ad oggi,
dall'opera al documento. Parte integrante della collezione, tale spazio
avrà una programmazione variata a cadenza settimanale, a cominciare
dallo straordinario corpus di Vertigo, mostra inaugurale del MAMbo.
Accanto a produzioni recenti, quali i video del progettoTime Code,
saranno riportate alla luce immagini del passato, come quelle della
“Settimana della Performance” (1976), evento che si ricollega al clima di
sperimentazione artistica e politica con cui si apre la collezione e che
viene qui riconfermato. Inoltre, questa sala ospiterà incontri e
approfondimenti con studiosi e ricerfcatori, testimoniando la volontà del
museo di portare avanti una ricerca scientifica condotta in sinergia con le
istituzioni accademiche ed universitarie.
Infine, la sezione Focus on Contemporary Italian Art, risultato
dell'importante partnership che dal 2007 unisce MAMbo e UniCredit Group,
con il sostegno della Regione Emilia Romagna, prosegue nell'intento di
produrre, promuovere e collezionare l'arte italiana contemporanea e si
arricchisce di nuove acquisizioni, come Homage to the Hollywood squares
(featuring Bridget Riley) di Francesco Vezzoli e Telegram from
Buckminister Fuller to Isamo Noguchi explaining the Einstein's Theory of
relativity di Elisabetta Benassi. Simbolo della volontà del MAMbo di
impegnarsi sistematicamente nell'offrire visibilità istituzionale ai più
significativi fermenti culturali del nostro tempo e di permettere agli artisti
di affacciarsi alla scena internazionale con progetti e strumenti di alto
livello, Focus sostiene e contribuisce a consolidare lo sviluppo dell'arte in
3
Italia e rappresenta la maggiore collezione museale della scena artistica
italiana odierna
Per il nuovo allestimento sono previsti uno specifico apparato didattico,
con didascalie che includono estratti di cataloghi pubblicati dalla GAM,
visite guidate e laboratori a cura del Dipartimento Educativo del museo
che metteranno in luce le diverse aree tematiche e il nuovo assetto
espositivo.Come di consueto, le attività saranno studiate con riferimento
alle differenti fasce di età e di pubblico.
Analogamente a tutte le collezioni permanenti dei musei bolognesi,
l’ingresso a LA COLLEZIONE è gratuito, con l'obiettivo di favorire e
stimolare il legame tra i cittadini e il patrimonio artistico e aumentare la
familiarità e l’interazione con i luoghi della cultura e della ricerca.
Per una storia del Museo d'Arte Moderna di Bologna
Direzione scientifica di Gianfranco Maraniello
Dal 19 settembre 2009
Dal 19 settembre 2009 la Collezione Permanente del MAMbo si presenta al
pubblico con un allestimento completamente rinnovato, con l'intento di
dare una lettura della storia dell'arte italiana, dalla metà degli anni
Cinquanta a oggi, attraverso l'attività dell'ex Galleria d'Arte Moderna di
Bologna.
Focus on Contemporary Italian Art, la sezione finora visibile dedicata alla
promozione dell'arte italiana emergente, viene riconfigurata e affiancata
da nuove aree tematiche che ripercorrono i momenti e i movimenti salienti
della produzione artistica del nostro Paese: Arte e ideologia , Arte
astratta e informale, Per una storia della GAM (Arte Povera e Concettuale,
Corpo e Azione, Scultura e Pittura negli anni '80).
Uno spazio apposito è dedicato a video e film, con documenti e opere
che datano dal Futurismo ai giorni nostri.
LA COLLEZIONE. Per una storia del Museo d'Arte Moderna di Bologna
costituisce la traccia per futuri sviluppi e perfezionamenti del progetto
espositivo del MAMbo. L'eredità della GAM, rappresentata da consistenti
estratti del patrimonio storico, è oggetto di rilettura in un processo in
continuo divenire, in cui al tributo al passato fanno eco il sostegno e la
valorizzazione della cultura del presente, con l'ambizione di costituire un
importante patrimonio permanente e di contribuire a tracciare la storia
del contemporaneo italiano.
In questo percorso - che ha visto l'apertura del MAMbo nel 2007 e vedrà i
nuovi spazi museali di Palazzo d’Accursio ospitare le opere dell’Ottocento
e del primo Novecento - l'intero assetto dell'Istituzione è oggetto di
un'articolata riconfigurazione che vede le diverse sedi (MAMbo, Museo
Morandi, Casa Morandi, Villa delle Rose e Museo per la Memoria di Ustica)
collaborare in un sistema museale cittadino integrato.
Il titolo della prima sezione, Arte e ideologia, sottolinea il ruolo che
Bologna ha storicamente giocato come laboratorio politico e culturale,
che si rintraccia nella scelta dell'attuale sede del Museo, il forno del
pane, voluto dal primo sindaco socialista, Francesco Zanardi. Il suo
profetico motto “Pane e Alfabeto” è perfettamente in linea con
l'aspirazione del MAMbo ad avere una funzione sociale, oltre che di
1
divulgazione della cultura contemporanea. Dipinti, filmati, libri e stampe
fotografiche sono utilizzati per tratteggiare un'inclinazione che trascende
l'andamento cronologico, facendo dialogare la celeberrima tela di
Guttuso I funerali di Togliatti con preziosi estratti da La rabbia di Pasolini,
per ricostruire un sentire condiviso. Il percorso si avvale di documenti
della storica Radio Alice, voce in presa diretta sulle manifestazioni del '77,
che si rispecchia nel progetto concepito da Christopher Williams per la
mostra conclusiva dell'esperienza della GAM. La presenza di esponenti
della Pop Art italiana e dell'Arte cinetica e Programmata permette invece
di ripercorre le tappe che portarono dall'oggetto del quotidiano al
progetto del quotidiano.
La sezione Arte astratta e informale, oltre a fornire un'ampia rassegna
degli esponenti di tali tendenze, ne costituisce un organico insieme che
vuole riunire l'universo spesso parcellizzato in scuole differenti, pur
rispettandone le diverse anime, attraverso piccoli nuclei dedicati.
Troviamo così gli artisti che gravitarono attorno alla galleria Cronache
(Borgonzoni, Corsi, Rossi, Mandelli), così come quelli dell'Ultimo
Naturalismo, istrenuamente sostenuto da Francesco Arcangeli, storico
direttore della GAM, oltre che importante critico d'arte. Non mancano
rappresentanti del gruppo Forma (Accardi, Consagra, Dorazio) ad
ampliare il quadro a livello nazionale e, infine, un riferimento a Informale
in Italia, omonima mostra a cura di Renato Barilli e Franco Solmi (GAM,
1983). L'esposizione venne poi ospitata al Kunstmuseum di Lucerna, dove
la declinazione locale/nazionale/internazionale fu paradigmatica,
applicandosi sia agli artisti presenti che ai curatori, superando i confini
della Galleria stessa per esportare un estratto della produzione artistica
italiana solido e rappresentativo di tutte le anime che la composero. Arte
Astratta e informale include alcune acquisizioni recenti, quali una Natura
morta del 1954 di Toti Scialoja, un collage di Germano Sartelli (Senza
Titolo, 1958) e alcune storiche “ossidazioni” di Nino migliori risalenti agli
anni 1948-1953. Chiude Pinot Gallizio, con il ruolo di ponte tra l'Informale e
le istanze politiche incontrate lungo il percorso, culminate nell'adesione al
Situazionismo.
Per una storia della GAM è la sezione più propriamente dedicata al
percorso intrapreso dalla Galleria dal momento del suo insediamento, nel
1975, nell'edificio progettato da Leone Pancaldi. Una storia che non può
prescindere dallo spazio stesso, di per sé significativo se si considera il
coefficiente innovativo racchiuso nella costruzione di un edificio
interamente dedicato all'arte contemporanea. In questa area tematica,
l'importanza attribuita all'Arte Povera è testimoniata dalle numerose
acquisizioni, sia vecchie che nuove, di opere appartenenti al movimento,
2
tra le quali una serie di foto di Giuseppe Penone (1968) e di lavori di Pier
Paolo Calzolari (Senza titolo, 1967) entrati nel patrimonio del MAMbo nel
2009. L'oscillazione nazionale/internazionale è ribadita dalla presenza di
Nagasawa, giapponese residente a Milano, e di Kosuth, per molti il padre
dell'Arte concettuale, a cui si affiancano gli italiani Boetti e Isgrò.
Un particolare accento è posto sulle ricerche che si basano sulla
presenza di Corpo e Azione, di cui sono protagonisti Nitsch, Gina Pane,
Abramovic-Ulay e Gilbert &George. Procedendo nel percorso, si
incontrano i Nuovi-Nuovi, con esponenti quali Ontani, Salvo, Mainolfi e
altri interpreti del clima citazionista e di recupero delle tecniche dell'arte
classica. Attraverso le opere si Scully e Cucchi si approda al ritorno alla
pittura tipico degli anni '80, a cui fa da contraltare un ben rappresentato
panorama di scultori, con Paladino e Cragg. Pittura e scultura, locale ed
internazionale, a confermare una trasversalità di sguardo e di intenti che
è stata la cifra caratteristica della Galleria.
Importante novità del percorso espositivo è un'area per opere video e
filmiche che accoglie, dopo una capillare operazione di ritrovamento e
archiviazione, una vasta gamma di reperti, dal Futurismo ad oggi,
dall'opera al documento. Parte integrante della collezione, tale spazio
avrà una programmazione variata a cadenza settimanale, a cominciare
dallo straordinario corpus di Vertigo, mostra inaugurale del MAMbo.
Accanto a produzioni recenti, quali i video del progettoTime Code,
saranno riportate alla luce immagini del passato, come quelle della
“Settimana della Performance” (1976), evento che si ricollega al clima di
sperimentazione artistica e politica con cui si apre la collezione e che
viene qui riconfermato. Inoltre, questa sala ospiterà incontri e
approfondimenti con studiosi e ricerfcatori, testimoniando la volontà del
museo di portare avanti una ricerca scientifica condotta in sinergia con le
istituzioni accademiche ed universitarie.
Infine, la sezione Focus on Contemporary Italian Art, risultato
dell'importante partnership che dal 2007 unisce MAMbo e UniCredit Group,
con il sostegno della Regione Emilia Romagna, prosegue nell'intento di
produrre, promuovere e collezionare l'arte italiana contemporanea e si
arricchisce di nuove acquisizioni, come Homage to the Hollywood squares
(featuring Bridget Riley) di Francesco Vezzoli e Telegram from
Buckminister Fuller to Isamo Noguchi explaining the Einstein's Theory of
relativity di Elisabetta Benassi. Simbolo della volontà del MAMbo di
impegnarsi sistematicamente nell'offrire visibilità istituzionale ai più
significativi fermenti culturali del nostro tempo e di permettere agli artisti
di affacciarsi alla scena internazionale con progetti e strumenti di alto
livello, Focus sostiene e contribuisce a consolidare lo sviluppo dell'arte in
3
Italia e rappresenta la maggiore collezione museale della scena artistica
italiana odierna
Per il nuovo allestimento sono previsti uno specifico apparato didattico,
con didascalie che includono estratti di cataloghi pubblicati dalla GAM,
visite guidate e laboratori a cura del Dipartimento Educativo del museo
che metteranno in luce le diverse aree tematiche e il nuovo assetto
espositivo.Come di consueto, le attività saranno studiate con riferimento
alle differenti fasce di età e di pubblico.
Analogamente a tutte le collezioni permanenti dei musei bolognesi,
l’ingresso a LA COLLEZIONE è gratuito, con l'obiettivo di favorire e
stimolare il legame tra i cittadini e il patrimonio artistico e aumentare la
familiarità e l’interazione con i luoghi della cultura e della ricerca.
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settembre 2009
La Collezione. Per una storia del Museo d’Arte Moderna di Bologna
19 settembre 2009
arte contemporanea
Location
MAMBO – MUSEO D’ARTE MODERNA DI BOLOGNA
Bologna, Via Don Giovanni Minzoni, 14, (Bologna)
Bologna, Via Don Giovanni Minzoni, 14, (Bologna)
Orario di apertura
martedì – domenica 10 - 18 giovedì 10 - 22
lunedì chiuso



