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Placatis umbris. Dopo aver placato le ombre
Mostra collettiva a cinque sul tema della morte a cui farà da introduzione il reading di poesia di Antonello Verachi. Gli artisti interpretano gli “scheletri” e le “sopravvivenze” dell’essere
Comunicato stampa
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Placatis umbris – Dopo aver placato le ombre
Congiunte e amanti da sempre, vita e morte si legano inscindibili nel furioso spasmo del nostro mutare come individui, cellule caduche nel corpo di questa inesauribile anima vitae, un gioco perenne, di cui l’articolarsi di scheletri e sopravvivenze, attraverso quel limite ultimo della ragione nostra tradotto come frontiera tra mondi, l’uno terreno, l’altro “al di Là”.
Rallentando il selvaggio influire dei sensi e trascinando le unghie nel limbo emotivo dell’immaterialità, laddove autorità e verità vorrebbero ergere mura di certezze così apparentemente consolatorie all’incedere drammatico dell’interrogarsi umano sempre lacerato dall’inesauribile conflitto tra immaginazione e realtà, gli artisti si pongono come interpreti di quest’eterno dialogo di trincea, ricercando in sé l’identico e l’altro, il vivere e il morire, saggiandone così l’estrema frattura e la creativa continuità, traendo spunti tanto dall’iconografia di genere quanto dall’esperienza personale, senza proporsi in questo altri esorcismi di sorta, solo esprimendo l’urgenza di appartenere in toto all’essere, fino al fondo della sua contrarietà.
Silvia Piras
Congiunte e amanti da sempre, vita e morte si legano inscindibili nel furioso spasmo del nostro mutare come individui, cellule caduche nel corpo di questa inesauribile anima vitae, un gioco perenne, di cui l’articolarsi di scheletri e sopravvivenze, attraverso quel limite ultimo della ragione nostra tradotto come frontiera tra mondi, l’uno terreno, l’altro “al di Là”.
Rallentando il selvaggio influire dei sensi e trascinando le unghie nel limbo emotivo dell’immaterialità, laddove autorità e verità vorrebbero ergere mura di certezze così apparentemente consolatorie all’incedere drammatico dell’interrogarsi umano sempre lacerato dall’inesauribile conflitto tra immaginazione e realtà, gli artisti si pongono come interpreti di quest’eterno dialogo di trincea, ricercando in sé l’identico e l’altro, il vivere e il morire, saggiandone così l’estrema frattura e la creativa continuità, traendo spunti tanto dall’iconografia di genere quanto dall’esperienza personale, senza proporsi in questo altri esorcismi di sorta, solo esprimendo l’urgenza di appartenere in toto all’essere, fino al fondo della sua contrarietà.
Silvia Piras
15
maggio 2008
Placatis umbris. Dopo aver placato le ombre
Dal 15 al 30 maggio 2008
arte contemporanea
Location
VINTAGE CLUB
Cagliari, Via Domenico Alberto Azuni, 98, (Cagliari)
Cagliari, Via Domenico Alberto Azuni, 98, (Cagliari)
Orario di apertura
dalle 22 in poi,
dal martedi alla domenica, con chiusura il lunedi
Vernissage
15 Maggio 2008, ore 20
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