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Pompeo Borra (1898-1973) – Un realismo magico
Si tratta della maggior mostra pubblica dedicata da Milano a Borra, protagonista del Novecento Italiano, e si vale anche delle ricerche svolte per il catalogo generale dell’artista, la cui pubblicazione è prevista nel 2009. L’antologica comprende oltre sessanta opere e raccoglie tutti i principali capolavori di Borra, tra cui numerosi inediti.
Comunicato stampa
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COMUNICATO STAMPA n.1
FUNI E BORRA : DUE MAESTRI DEL NOVECENTO ITALIANO
POMPEO BORRA (1898-1973).
UN REALISMO MAGICO
Si inaugura il 27 gennaio 2009 a alla Società di Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano la mostra POMPEO BORRA (1898-1973), a cura di Elena Pontiggia. Si tratta della maggior mostra pubblica dedicata da Milano a Borra, protagonista del Novecento Italiano, e si vale anche delle ricerche svolte per il catalogo generale dell’artista, la cui pubblicazione è prevista nel 2009.
L’antologica comprende oltre sessanta opere e raccoglie tutti i principali capolavori di Borra, tra cui numerosi inediti.
Il percorso espositivo inizia appunto con un inedito, l’Autoritratto del 1924, al quale si accosta il Ritratto di Borra di Marino Marini, eseguito in occasione della Quadriennale di Roma del 1935. Seguono una serie di suggestivi inchiostri, in cui si avverte il clima della Belle Epoque, realizzati alla metà degli anni dieci.
La mostra documenta poi la stagione del primo dopoguerra: dall’iniziale primitivismo, con immagini di fresca immediatezza (Crocevia alla piazza del paese, 1919), ad un periodo vicino alla metafisica e a “Valori Plastici” (Natura morta, 1920, inedito), fino alle opere degli anni venti, quando l’artista aderisce al Novecento Italiano e guarda al Picasso neoclassico (Le amiche, esposto alla Biennale di Venezia del 1924; La figlia del pescatore, 1924). E’ di questo periodo anche Le sorelle, prestato dalle Civiche Raccolte d’Arte di Milano e mai più esposto dopo il 1927.
Queste ultime opere, in particolare, piacquero a Franz Roh, il famoso teorico del realismo magico e della Nuova Oggettività tedesca, che invitò Borra alla prestigiosa mostra di arte italiana al Kunstverein di Lipsia del 1928.
Negli anni Trenta l’artista dipinge i suoi lavori più caratteristici: donne statuarie, trasognate, immobili sullo sfondo di una spiaggia di ascendenza dechirichiana. Tra queste è presente il grande Riposo (1933), vincitore nel 1934 del premio Principe Umberto, allora uno dei più importanti riconoscimenti nazionali. Sempre di questi anni sono una serie di intensi paesaggi (Dolomiti, 1934-1936).
Nella seconda metà degli anni Trenta l’artista si avvicina alla Galleria del Milione e si reca spesso a Parigi, dove diventa amico di Léonce Rosenberg, direttore de “L’Effort Moderne”, la galleria di Picasso e Braque negli anni del Ritorno all’Ordine. Sono di questo periodo una serie di prove astratte, di cui sono esposte in mostra le più significative.
L’antologica si conclude con i paesaggi e le composizioni di figura degli anni quaranta - cinquanta, immersi in un’atmosfera di assorta sospensione metafisica, ispirati ai ritmi di Piero della Francesca.
Accompagna la mostra, che rimarrà aperta fino al 28 febbraio 2009, un catalogo (Giorgio Mondadori), con un ampio saggio di Elena Pontiggia, un’analitica ricostruzione della biografia dell’artista e vasti apparati critici.
Nota biografica
Pompeo Borra nasce a Milano nel 1898. Il padre Cesare, erede della “Ditta L. Mendozza” allora famosa (aveva realizzato la doratura della Madonnina del Duomo), lo lascia orfano a nove anni. Il ragazzo, dopo i primi studi tecnici, si iscrive all’Accademia di Brera. Dopo la guerra, per cui parte volontario nel 1916, rientra a Milano e apre uno studio in via Annunciata, in riva al Naviglio, dove rimarrà fino al 1938. Negli anni venti aderisce al Novecento Italiano, divenendo l’esponente più importante della seconda generazione del gruppo.
Nel decennio successivo si avvicina alla Galleria del Milione e attraversa anche una stagione astratta. Nel dopoguerra, in cui fra l’altro partecipa all’Art Club, si dedica anche all’insegnamento come docente di pittura all’Accademia di Brera, di cui dal 1970 al 1972 diventa direttore. L’artista muore a Milano nel 1973.
FUNI E BORRA : DUE MAESTRI DEL NOVECENTO ITALIANO
POMPEO BORRA (1898-1973).
UN REALISMO MAGICO
Si inaugura il 27 gennaio 2009 a alla Società di Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano la mostra POMPEO BORRA (1898-1973), a cura di Elena Pontiggia. Si tratta della maggior mostra pubblica dedicata da Milano a Borra, protagonista del Novecento Italiano, e si vale anche delle ricerche svolte per il catalogo generale dell’artista, la cui pubblicazione è prevista nel 2009.
L’antologica comprende oltre sessanta opere e raccoglie tutti i principali capolavori di Borra, tra cui numerosi inediti.
Il percorso espositivo inizia appunto con un inedito, l’Autoritratto del 1924, al quale si accosta il Ritratto di Borra di Marino Marini, eseguito in occasione della Quadriennale di Roma del 1935. Seguono una serie di suggestivi inchiostri, in cui si avverte il clima della Belle Epoque, realizzati alla metà degli anni dieci.
La mostra documenta poi la stagione del primo dopoguerra: dall’iniziale primitivismo, con immagini di fresca immediatezza (Crocevia alla piazza del paese, 1919), ad un periodo vicino alla metafisica e a “Valori Plastici” (Natura morta, 1920, inedito), fino alle opere degli anni venti, quando l’artista aderisce al Novecento Italiano e guarda al Picasso neoclassico (Le amiche, esposto alla Biennale di Venezia del 1924; La figlia del pescatore, 1924). E’ di questo periodo anche Le sorelle, prestato dalle Civiche Raccolte d’Arte di Milano e mai più esposto dopo il 1927.
Queste ultime opere, in particolare, piacquero a Franz Roh, il famoso teorico del realismo magico e della Nuova Oggettività tedesca, che invitò Borra alla prestigiosa mostra di arte italiana al Kunstverein di Lipsia del 1928.
Negli anni Trenta l’artista dipinge i suoi lavori più caratteristici: donne statuarie, trasognate, immobili sullo sfondo di una spiaggia di ascendenza dechirichiana. Tra queste è presente il grande Riposo (1933), vincitore nel 1934 del premio Principe Umberto, allora uno dei più importanti riconoscimenti nazionali. Sempre di questi anni sono una serie di intensi paesaggi (Dolomiti, 1934-1936).
Nella seconda metà degli anni Trenta l’artista si avvicina alla Galleria del Milione e si reca spesso a Parigi, dove diventa amico di Léonce Rosenberg, direttore de “L’Effort Moderne”, la galleria di Picasso e Braque negli anni del Ritorno all’Ordine. Sono di questo periodo una serie di prove astratte, di cui sono esposte in mostra le più significative.
L’antologica si conclude con i paesaggi e le composizioni di figura degli anni quaranta - cinquanta, immersi in un’atmosfera di assorta sospensione metafisica, ispirati ai ritmi di Piero della Francesca.
Accompagna la mostra, che rimarrà aperta fino al 28 febbraio 2009, un catalogo (Giorgio Mondadori), con un ampio saggio di Elena Pontiggia, un’analitica ricostruzione della biografia dell’artista e vasti apparati critici.
Nota biografica
Pompeo Borra nasce a Milano nel 1898. Il padre Cesare, erede della “Ditta L. Mendozza” allora famosa (aveva realizzato la doratura della Madonnina del Duomo), lo lascia orfano a nove anni. Il ragazzo, dopo i primi studi tecnici, si iscrive all’Accademia di Brera. Dopo la guerra, per cui parte volontario nel 1916, rientra a Milano e apre uno studio in via Annunciata, in riva al Naviglio, dove rimarrà fino al 1938. Negli anni venti aderisce al Novecento Italiano, divenendo l’esponente più importante della seconda generazione del gruppo.
Nel decennio successivo si avvicina alla Galleria del Milione e attraversa anche una stagione astratta. Nel dopoguerra, in cui fra l’altro partecipa all’Art Club, si dedica anche all’insegnamento come docente di pittura all’Accademia di Brera, di cui dal 1970 al 1972 diventa direttore. L’artista muore a Milano nel 1973.
27
gennaio 2009
Pompeo Borra (1898-1973) – Un realismo magico
Dal 27 gennaio al 28 febbraio 2009
arte contemporanea
Location
MUSEO DELLA PERMANENTE
Milano, Via Filippo Turati, 34, (Milano)
Milano, Via Filippo Turati, 34, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a venerdì 10-13/14,30-18,30; sabato e domenica 10-18,30; lunedì chiuso
Vernissage
27 Gennaio 2009, ore 18,30
Editore
MONDADORI
Autore
Curatore




