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Ulrich Egger – Towndown
“Towndown” di Ulrich Egger mette in scena l’idea di un mondo in continua costruzione in cui l’attività umana è sempre tesa a distruggere e a ricostruire all’infinito.
Comunicato stampa
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Il lavoro di Ulrich Egger, scultore e fotografo, mette a nudo l’idea di un mondo in continua ricostruzione, un mondo in cui non solo la natura è posta in secondo piano, ma in cui l’attività umana è sempre tesa a distruggere e ricostruire all’infinito. In questo continuo processo l’ arte ha anche una funzione di memoria, di conservazione. Diventa una specie d’ archivio antropologico che riesce a recuperare le tracce umane proprio in quegli spazi che sono sottoposti a mutamenti continui, come le aree industriali e periferiche delle città. Egger compie delle lunge ricerche fotografiche, seleziona i materiali e interviene sulle immagini prescelte con l’inserimento di veri e propri materiali edili, creando un effetto di realtà molto forte ed efficace. La sua indagine artistica sulle trasformazioni del mondo industriale, sulle periferie, e quindi attorno all’hardware del pianeta, è qualcosa che possediamo con gli occhi attraverso i media, tutti i giorni. Le immagini di edifici in abbandono o sventrati da interventi di ricostruzione , sono qualcosa con cui ormai si ha familiarità. Ferro e cemento sono lo scheletro della civiltà che avanza tra mille paure e incertezze. Si capisce che tra verità (fotografica) e artificio (l’oggetto che si sporge verso lo spazio), nasce una terza dimensione che prima non c’era. Si crea non solo quindi l’illusione che la realtà possa uscire dalla rappresentazione, diventando una metafora di una contemporaneità comunque afflitta dal problema di non riconoscere più reale e/o artificiale, ma anche la capacità dell’artista di creare una dimensione inedita e positiva.
Ulrich Egger guarda non solo a casa propria, non solo cerca nel mondo industriale la bellezza dell’inusuale, di quello che normalmente non si vede perché sotto gli occhi da sempre, ma coglie negli squarci degli edifici, nei movimenti barocchi di putrelle e tondini di ferro, una possibile estetica fondata non sull’esaltazione della tecnica, quanto sui suoi vuoti, sulle sue assenze.
Il progetto che verrà realizzato in galleria, mette insieme i due aspetti fondamentali della poetica dell’artista. Il visitatore sarà condotto all’interno di un cantiere stilizzato. Le stesse opere saranno inserite in un allestimento che ne costituisce la struttura portante. In modo semplice, minimale ma espressivo, allo spettatore è suggerita l’idea di entrare in un luogo fortemente connotato che prelude ai lavori dell’artista.
Questi saranno disposti in modo tale da articolare un vero e proprio percorso. Su di un lato sarà visibile una serie di lavori in cui sono rappresentati gli edifici nel loro aspetto esteriore. Le facciate, l’esterno è la forma di comunicazione sociale che si è scelta: è quello che tutti possono comunque vedere. Continuando il percorso attorno alla struttura, saranno posti invece dei lavori in cui compaiono gli interni degli stessi edifici. Questi conservano le tracce delle persone, delle vite che vi sono state contenute e che in essi si sono sviluppate.
Il progetto “Town down” vuole da un lato mostrare gli spazi periferici e in trasformazione, rovesciare il concetto di centralità che persiste nelle città soprattutto europee, ma è anche una riflessione poetica sul presente. La visione di Ulrich Egger parte dalla realtà, ma cerca di prospettarne una sua lettura più analitica di quella che se ne può avere attraverso i mezzi di comunicazione. La funzione dell’arte è anche quella di ricordare il presente.
Ulrich Egger guarda non solo a casa propria, non solo cerca nel mondo industriale la bellezza dell’inusuale, di quello che normalmente non si vede perché sotto gli occhi da sempre, ma coglie negli squarci degli edifici, nei movimenti barocchi di putrelle e tondini di ferro, una possibile estetica fondata non sull’esaltazione della tecnica, quanto sui suoi vuoti, sulle sue assenze.
Il progetto che verrà realizzato in galleria, mette insieme i due aspetti fondamentali della poetica dell’artista. Il visitatore sarà condotto all’interno di un cantiere stilizzato. Le stesse opere saranno inserite in un allestimento che ne costituisce la struttura portante. In modo semplice, minimale ma espressivo, allo spettatore è suggerita l’idea di entrare in un luogo fortemente connotato che prelude ai lavori dell’artista.
Questi saranno disposti in modo tale da articolare un vero e proprio percorso. Su di un lato sarà visibile una serie di lavori in cui sono rappresentati gli edifici nel loro aspetto esteriore. Le facciate, l’esterno è la forma di comunicazione sociale che si è scelta: è quello che tutti possono comunque vedere. Continuando il percorso attorno alla struttura, saranno posti invece dei lavori in cui compaiono gli interni degli stessi edifici. Questi conservano le tracce delle persone, delle vite che vi sono state contenute e che in essi si sono sviluppate.
Il progetto “Town down” vuole da un lato mostrare gli spazi periferici e in trasformazione, rovesciare il concetto di centralità che persiste nelle città soprattutto europee, ma è anche una riflessione poetica sul presente. La visione di Ulrich Egger parte dalla realtà, ma cerca di prospettarne una sua lettura più analitica di quella che se ne può avere attraverso i mezzi di comunicazione. La funzione dell’arte è anche quella di ricordare il presente.
05
settembre 2008
Ulrich Egger – Towndown
Dal 05 settembre al 30 ottobre 2008
arte contemporanea
Location
ANTONELLA CATTANI CONTEMPORARY ART
Bolzano, Rosengartenstrasse, 1a, (Bolzano)
Bolzano, Rosengartenstrasse, 1a, (Bolzano)
Orario di apertura
Dal lunedì al venerdì: 10 - 12.30 / 15.30 - 19.30
Vernissage
5 Settembre 2008, dalle ore 18.30 alle 21
Autore
Curatore




