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Urs Lüthi – Art is the better life
Creata secondo le idee e i desideri espressi dall’artista stesso, la retrospettiva mostra una scelta di opere dal 1970 ad oggi.
Comunicato stampa
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Merano arte presenta a partire dal prossimo 04 luglio una mostra monografica dedicata a Urs Lüthi. La mostra curata da Valerio Dehò è una retrospettiva sui generis così voluta dall’artista.
La mostra è stata realizzata grazie a importanti collaborazioni con il Kunstmuseum di Lucerna e con la Galleria Lelong di Zurigo. La mostra inoltre verrà presentata anche presso VillaGiulia, a Verbania a partire dal 31 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010, e nel 2010 presso la Fondazione Brodbeck di Catania.
In occasione della mostra è stato pubblicato inoltre un catalogo che documenta la produzione dell’artista, con testi di Christoph Lichtin, Valerio Dehó e Rainer Michael Mason. Il catologo è pubblicato da Edizioni Periferia, Lucerna (ISBN 978-3-907474-51-8).
Artista fondamentale per l’arte concettuale europea, Urs Lüthi, ha iniziato la sua attività artistica nel 1966 a 19 anni. Ma già nel 1970 ha cominciato ad usare la fotografia in un modo estremamente ambiguo. Dal punto di vista iconografico ha ripreso il tema dell’autoritratto con una forte accentuazione del chiaroscuro, come nella tradizione pittorica rinascimentale, mentre lui stesso mostrava un’ambivalenza sessuale molto accentuata. I’ll be your mirror, opera del 1972, è non solo un precoce punto d’arrivo dell’indeterminazione sessuale dell’artista, ma una dichiarazione esplicita di coinvolgimento del pubblico.
L’arte di Lüthi è sempre sottilmente provocatoria e mette insieme una spiccata ironia e autoironia, con una ricerca formale assoluta ed estremamente controllata. Ha saputo elevare la propria autobiografia, il proprio Io e il proprio corpo, nelle sue varie fisiologiche trasformazioni, ad un’unica e coerente opera d’arte. Indipendentemente dalle varie tecniche che ha usato (fotografia, pittura, scultura, performance, multipli ed edizioni) ha tenuto una linea precisa in cui il suo viaggio esistenziale è diventato un’esperienza estetica. Spesso le sue opere sono raggruppate in dittici o trittici proprio perché la sua esigenza è stata quella di dare una forma intelleggibile e in relazione con la storia dell’arte, alla sua attività di ricerca. Il suo è un lavoro in cui le relazioni si aprono a continue variazioni e combinazioni. Eros e Thanatos, essere e non essere, principio di piacere e principio di realtà, maschile e femminile, tutte le coppie di opposti in Lüthi non si chiudono mai. Una mise en abîme ripete tutto, riproduce l’opposizione che non conosce alcuna forma di scioglimento, alcuna sintesi felice, neppure parziale o temporanea.
Con Lüthi sarebbe troppo facile, certamente sbagliato identificare l’arte con la vita. Sono parallele ma non sovrapponibili. Ha infatti dichiarato: “L’arte è qualsiasi cosa, qualsiasi cosa è arte, l’arte è vita, la vita è arte. Questa sarebbe la logica più fatale. E questo il modo in cui –io penso – Beuys è stato frainteso. Quando riteneva che ogni persona avesse un potenziale
artistico, non voleva dire che avesse minimamente un valore artistico. Lo stesso Beuys era molto rigorosamente uno scultore in senso classico. Se si prende se stessi e la propria vita come punto di
partenza per la propria opera, questo non significa in nessun modo che arte e vita siano identiche. Alla fine sono due mondi completamente diversi.”
Nella mostra di Merano arte sarà presentata l’intera serie di lavori dal titolo Trademarks realizzata nel 2006, in cui l’artista ha ripercorso la sua intera produzione in un’edizione di 143 lavori in cui ha realizzato una summa di quanto prodotto fino a questo momento. Praticamente Lüthi ha rivisitato tutti i suoi lavori e gli ha raccolto in una cassetta di legno preziosa come la Scatola verde di Marcel Duchamp. Trademarks è una completa retrospettiva dell’artista voluta e realizzata secondo le sue idee e la sua concezione poetica ed artistica.
Inoltre saranno esposte 10 sculture in bronzo della serie Spazio umano, in cui l’artista relazione il proprio corpo atteggiato in movimenti di ginnastica salutista con alcune architetture elementari. Ancora una volta il corpo umano, il suo, viene collegato alle strutture create dalla cultura per lo spazio e per l´abitare. Lüthi pratica un umanesimo molto personale ma certamente pensato per collegarsi, con ironia e intelligenza, alla grande tradizione classica.
Completa la mostra una grande fotografia dal titolo Water, che fa parte del ciclo The remains of clarity (Ciò che rimane della chiarezza), in cui ancora una volta l’acqua come simbolo di vita, di movimento e di trasparenza diventa un’icona delle possibilità e delle forme dell’esistenza.
La mostra è stata realizzata grazie a importanti collaborazioni con il Kunstmuseum di Lucerna e con la Galleria Lelong di Zurigo. La mostra inoltre verrà presentata anche presso VillaGiulia, a Verbania a partire dal 31 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010, e nel 2010 presso la Fondazione Brodbeck di Catania.
In occasione della mostra è stato pubblicato inoltre un catalogo che documenta la produzione dell’artista, con testi di Christoph Lichtin, Valerio Dehó e Rainer Michael Mason. Il catologo è pubblicato da Edizioni Periferia, Lucerna (ISBN 978-3-907474-51-8).
Artista fondamentale per l’arte concettuale europea, Urs Lüthi, ha iniziato la sua attività artistica nel 1966 a 19 anni. Ma già nel 1970 ha cominciato ad usare la fotografia in un modo estremamente ambiguo. Dal punto di vista iconografico ha ripreso il tema dell’autoritratto con una forte accentuazione del chiaroscuro, come nella tradizione pittorica rinascimentale, mentre lui stesso mostrava un’ambivalenza sessuale molto accentuata. I’ll be your mirror, opera del 1972, è non solo un precoce punto d’arrivo dell’indeterminazione sessuale dell’artista, ma una dichiarazione esplicita di coinvolgimento del pubblico.
L’arte di Lüthi è sempre sottilmente provocatoria e mette insieme una spiccata ironia e autoironia, con una ricerca formale assoluta ed estremamente controllata. Ha saputo elevare la propria autobiografia, il proprio Io e il proprio corpo, nelle sue varie fisiologiche trasformazioni, ad un’unica e coerente opera d’arte. Indipendentemente dalle varie tecniche che ha usato (fotografia, pittura, scultura, performance, multipli ed edizioni) ha tenuto una linea precisa in cui il suo viaggio esistenziale è diventato un’esperienza estetica. Spesso le sue opere sono raggruppate in dittici o trittici proprio perché la sua esigenza è stata quella di dare una forma intelleggibile e in relazione con la storia dell’arte, alla sua attività di ricerca. Il suo è un lavoro in cui le relazioni si aprono a continue variazioni e combinazioni. Eros e Thanatos, essere e non essere, principio di piacere e principio di realtà, maschile e femminile, tutte le coppie di opposti in Lüthi non si chiudono mai. Una mise en abîme ripete tutto, riproduce l’opposizione che non conosce alcuna forma di scioglimento, alcuna sintesi felice, neppure parziale o temporanea.
Con Lüthi sarebbe troppo facile, certamente sbagliato identificare l’arte con la vita. Sono parallele ma non sovrapponibili. Ha infatti dichiarato: “L’arte è qualsiasi cosa, qualsiasi cosa è arte, l’arte è vita, la vita è arte. Questa sarebbe la logica più fatale. E questo il modo in cui –io penso – Beuys è stato frainteso. Quando riteneva che ogni persona avesse un potenziale
artistico, non voleva dire che avesse minimamente un valore artistico. Lo stesso Beuys era molto rigorosamente uno scultore in senso classico. Se si prende se stessi e la propria vita come punto di
partenza per la propria opera, questo non significa in nessun modo che arte e vita siano identiche. Alla fine sono due mondi completamente diversi.”
Nella mostra di Merano arte sarà presentata l’intera serie di lavori dal titolo Trademarks realizzata nel 2006, in cui l’artista ha ripercorso la sua intera produzione in un’edizione di 143 lavori in cui ha realizzato una summa di quanto prodotto fino a questo momento. Praticamente Lüthi ha rivisitato tutti i suoi lavori e gli ha raccolto in una cassetta di legno preziosa come la Scatola verde di Marcel Duchamp. Trademarks è una completa retrospettiva dell’artista voluta e realizzata secondo le sue idee e la sua concezione poetica ed artistica.
Inoltre saranno esposte 10 sculture in bronzo della serie Spazio umano, in cui l’artista relazione il proprio corpo atteggiato in movimenti di ginnastica salutista con alcune architetture elementari. Ancora una volta il corpo umano, il suo, viene collegato alle strutture create dalla cultura per lo spazio e per l´abitare. Lüthi pratica un umanesimo molto personale ma certamente pensato per collegarsi, con ironia e intelligenza, alla grande tradizione classica.
Completa la mostra una grande fotografia dal titolo Water, che fa parte del ciclo The remains of clarity (Ciò che rimane della chiarezza), in cui ancora una volta l’acqua come simbolo di vita, di movimento e di trasparenza diventa un’icona delle possibilità e delle forme dell’esistenza.
03
luglio 2009
Urs Lüthi – Art is the better life
Dal 03 luglio al 20 settembre 2009
arte contemporanea
Location
KUNST MERAN/O ARTE
Merano, Via Portici, 163, (Bolzano)
Merano, Via Portici, 163, (Bolzano)
Orario di apertura
per i mesi di luglio e agosto:
da mercoledì a domenica 11 – 19
martedì lungo 11 – 22 lunedì chiuso 01.09 – 20.09.09
da martedì a domenica 10 - 18
Vernissage
3 Luglio 2009, ore 20
Autore
Curatore




