La mia produzione figurativa è caratterizzata da una forte espressività, da un’energetica pennellata cromatica e da una grande velocità esecutiva. Negli ultimi anni sono passata dalle grandi dimensioni alle piccole e dalla pittura ad olio al mixed-media su carta e carta di giornale/collage. I miei racconti pittorici descrivono figure e realtà, illusioni e disillusioni, fantasie, incubo e immaginazione.
Attraversando differenti tecniche, materiali e linguaggi espressivi, la ricerca di Alice Padovani trae origine dagli archetipi di meraviglia e repulsione. Con uno spirito classificatorio simile a quello neosettecentesco, essa unisce alla spontaneità dell’impulso creativo, il rigore del metodo scientifico. Passando attraverso installazioni e assemblaggi, performance e disegni, nelle sue opere propone frammenti di una natura decontestualizzata e crea collezioni che sono, al contempo, cumuli e tracce, dove la memoria naturale e quella personale si fondono.
La sua formazione artistica, prima come fashion designer, poi proseguita presso l’Accademia di Belle Arti di Bari prima in pittura e poi in decorazione, lo porta a creare con differenti linguaggi e media. Nelle sue opere ricorre all’installazione e alla fotografia, utilizza prevalentemente le tecniche pittoriche, specie l’acquerello, realizzando opere in ampi cicli tematici con una ricerca su fattori ambientali, botanici, etologici e metamorfici.
Iside Calcagnile isola gli elementi per originarne una fisiologia diversa, riduce in frammenti corpi complessi per riscoprirne un andamento, una peculiarità poco dichiarata. Raccoglie potature di rami, creandone rizomi instancabili rigeneratori di vita, ne crea dispositivi segnici, reliquiari organici, architetture che si innestano fra loro.
La nuova ricerca sviluppata con l’uso di inchiostri e pelli di cefalopodi trattati per la conservazione e manipolati con aghi d’acciaio e bisturi, lo porta ad indagare e trasformare la materia per scoprirne bellezza e trasparenza , ma non dimenticando i drammi precedentemente trattati. Questo nuovo studio dona nuova vita allo scarto organico che considera l’ anello di congiunzione ed il ricordo indelebile del prodotto che ha nutrito l’Essere Umano.
Le tematiche delle sue opere sono l’ansia, la fobia, la claustrofobia, i disagi psichici e i problemi sociali. Integra foto alle sue opere, ponendo il suo corpo al centro della sua narrazione artistica. Tra le varie sperimentazioni toccate, spicca qualche installazione e qualche performance.
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