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exibart prize 2023: annunciati quattro nuovi finalisti

di - 26 Aprile 2023

Christian Basetti

Animato da un costante desiderio per l’avventura e l’esplorazione affronta viaggi in solitaria nel mondo per cogliere fotograficamente le migliori vedute di paesaggio e città.
La passione per la fotografia e l’avventura esplorativa diventano così un binomio indissolubile dove l’una non può esistere senza l’altra.
Ma dal 2015, questa passione si trasforma in qualcosa di più particolare, rischioso ed intrigante. Inizia a fare ricerche di antichi luoghi decadenti, cercando di dare voce a queste strutture cariche di malinconico fascino. Mondi segreti e silenziosi che esistono in una dimensione sospesa sia nel presente che nel passato, fuori dal tempo.

Dario Agrimi

È docente di tecniche pittoriche all’Accademia di Belle Arti di Roma.
Realizza opere di forte valenza concettuale, caratterizzate da un deciso sarcasmo e dallo spiazzamento percettivo, ricorrendo ai media più differenti, dalla pittura alla scultura, dall’installazione ambientale alla fotografia e al video. Le più recenti sperimentazioni sono il frutto di una ricerca progressivamente più “maniacale” nei termini della simulazione iperrealista e degli effetti di realtà, al fine di amplificare la relazione emotiva tra l’esperienza dell’osservatore e l’assurdità di taluni oggetti esposti. Numerose le implicazioni morali, religiose, tanatologiche ed erotiche al centro della sua figurazione.

Erika Godino

La mia ricerca artistica si basa sul creare un forte impatto visivo verso l’interlocutore. Creare una connessione tra lavoro e uomo. Trasmettere attraverso il segno ed il colore una sollecitazione emotiva tale, da disorientare chi sta di fronte a ciò. Distorsione della realtà attraverso il mio inconscio. La mia tematica è incentrata sul vuoto. Il vuoto inteso non come solitudine e abbandono, ma il vuoto che ognuno di noi dovrebbe cercare all’interno di se stessi.  La ricerca della quiete interiore. Immergersi dentro il colore e fondersi, dimenticando tutto ciò che si ha intorno, tutti i pensieri e, lasciarsi andare a tutte le emozioni possibili. Desidero che il pubblico si dimentichi dell’artista, e s’immerga all’interno trovando se stesso, assaporando il magma che vive al loro interno. Deve appunto, disorientarsi.

Arianna Ellero

L’arte è quel punto dove si forma il pensiero
Sono una vagabonda, ricercatrice e spirito libero. Attraverso  la pittura e la performance esploro le possibilità e le potenzialità dell’essere umano, indago il concetto di suono, ricercando  la consapevolezza e la riconnessione con ciò che siamo: Pensiero, Natura, Creazione.
Un viaggio influenzato nel tempo con uno sguardo diretto verso la pittura nella sua essenzialità, il dialogo con lo spazio attraverso il segno e il colore, la necessità del bianco sulla tela, sempre alla ricerca di un linguaggio nuovo, oltre la dialettica della figurazione. Nella musica esistono gli spazi musicali, così il bianco sulla tela per me rappresenta il suono del vuoto. Il silenzio che anticipa l’evento.

Vedi gli altri finalisti di exibart prize su exibartprize.com

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