Qual è stato il tuo percorso artistico?
Sin da bambino amavo disegnare.
Da adolescente ero appassionato di fumetti e mi cimentavo in illustrazioni a china con un chiaroscuro esasperato, dal forte impatto grafico, ricavando da riviste e quotidiani le immagini che più mi interessavano.
Dopo aver frequentato il Liceo Artistico Statale di Verona iniziai a visitare mostre in galleria ( prevalentemente nella mia città ) per avere un’idea più chiara di cosa fosse l’arte contemporanea, poco trattata nel periodo scolastico.
Da lì in poi iniziare i primi, timidi esperimenti di pittura su tela fu una naturale conseguenza.
Quali sono gli elementi principali del tuo lavoro?
Il mio lavoro indaga la crescente importanza che la tecnologia ha assunto e assumerà sempre più nelle nostre vite.
Nei miei lavori, che si ispirano alle interferenze televisive o a delle distorsioni digitali, le figure che vi compaiono sono distorte, come se la tecnologia potesse cancellare la nostra storia, il nostro passato, la nostra memoria, forse la nostra stessa umanità.
Tutti i lavori sono caratterizzati da colori vividi e intensi che rappresentano gli aspetti positivi con cui ogni scoperta è presentata, tralasciando ogni potenziale aspetto negativo
In quale modo secondo te l’arte può interagire con la società, diventando strumento di riflessione e spinta al cambiamento?
Oggi il mondo dell’arte è molto è molto sbilanciato sulla sfera economica, del valore dell’opera in primis.
Credo che l’arte debba continuare a essere se stessa, ma soprattutto che chi fa arte sia sincero, che l’arte sia l’espressione di una sincerità.
L’arte è comunque sempre figlia del tempo in cui vive e lo riflette e anche nel caso di rivisitazione di tematiche o correnti del passato tale rivisitazione viene fatta sempre secondo gli attuali canoni estetici e di pensiero, generando così comunque di diverso, di nuovo.
Quali sono i tuoi programmi per il futuro?
Il 15 settembre inizia una mostra di arte virtuale intitolate “Fabricated realities” sul sito della piattaforma culturale Contemporary art collectors.
Poi intendo ovviamente continuare nel mio percorso artistico, sperando di trovare una galleria che apprezzi il mio lavoro e con cui poter iniziare un rapporto di collaborazione professionale e perché no, se possibile anche umano.
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