Come hai scoperto la tua passione per l’arte? Ci sono stati momenti o persone particolari che hanno influenzato il tuo percorso?
A 4 anni mia zia mi ha regalato una scatola di Acquarelli, la ricordo ancora: era di latta , di color Giallo Napoli con disegni di farfalle. Da allora fino ad oggi ho sempre “giocato” con colori, pennelli, fogli, creta….
Sono stato molto fortunato, queste mie capacitĂ ho potuto utilizzarle nel Lavoro di Scenografo e mi hanno dato di che vivere. Sono un animale visivo, penso e comunico con le immagini.
Ci sono temi o concetti ricorrenti che esplori attraverso la tua arte? Cosa ti ispira maggiormente?
Dopo tanti anni di lavoro su commissione, nella solitudine della chiusura del 2020, ho iniziato a esplorare l’ombra, i silenziosi colori scuri. Mi sono applicato alle dimensioni poco appariscenti, sapendo che in pochi mi seguiranno e vorranno impegnarsi a guardare. Siamo circondati da immagini, sempre più forti , con colori sempre più vivaci ed effetti meravigliosi, che alla fine portano ad anestetizzare la sensibilità con una pericolosa omologazione.
Come pensi che il contesto culturale e sociale in cui vivi influenzi il tuo lavoro artistico?
Se sono influenzato dal contesto socio-culturale? Certo che si, chi non lo è? Importante è mantenersi sinceri, evitare di diventare dei ciechi seguaci di qualcosa o di qualcuno. Mi pongo nella condizione di “Medium”, di mezzo per raccogliere sensazioni e contraddizioni, che vedo ma non capisco fino in fondo.
Puoi raccontarci di un progetto o di un’opera a cui tieni particolarmente e spiegarci il motivo?
Tutta la mia vita in questo momento è un progetto, e l’opera a cui tengo di più è quella che ancora devo fare.
In che modo l’interazione con il pubblico influisce sulla tua pratica artistica? Ti capita di modificare il tuo lavoro in risposta ai feedback che ricevi?
L’ interazione con il pubblico ! Magari averla ! Ahimè, non ho ancora un pubblico. Le poche volte che ho avuto dei riscontri, sono rimasto sorpreso, qualcuno ha visto nelle mie cose qualcosa che non conoscevo. Ho capito che non possiedo la verità , sui significati di quello che faccio, spesso sono solo il primo spettatore delle mie opere.
Cosa pensi della commercializzazione dell’arte contemporanea? Pensi che possa compromettere l’integrità dell’opera o la sua funzione critica?
Cosa penso della commercializzazione dell’ Arte? poco, fa parte dei giochi che si fanno con il denaro, l’economia, la finanza, il marketing….L’ Arte la dobbiamo avere dentro di noi, l’opera d’Arte come oggetto è solo un mezzo, un Mandala che aiuta a fare uscire qualcosa che è dentro di noi. Certo ci sono dei Mandala che funzionano meglio di altri.
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