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exibart prize incontra Riccardo Erata

di - 29 Maggio 2023

Qual è stato il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico è da autodidatta. È iniziato da una passione per la fotografia che nel tempo è diventata un mezzo di espressione delle mie idee e mi ha permesso di trovare un mio linguaggio attraverso la sperimentazione.
Questa mi ha aiutato a trovare altre strade per raccontare storie di un altrove che forse ci appartiene.

Quali sono gli elementi principali del tuo lavoro?

Credo che gli elementi principali del mio lavoro consistano nel mettersi in una condizione di ascolto, liberandosi da intenzioni preconfigurate e lasciandosi guidare dallo sguardo.
Successivamente, cerco di risalire la china e trovare delle analogie che certo, non dimostrano nulla, ma aiutano a capire.
A questo punto inizio con metodo un processo di selezione e elaborazione.

In quale modo secondo te l’arte può interagire con la società, diventando strumento di riflessione e spinta al cambiamento?

Credo che l’arte rappresenti un po’ il sogno della società.
Sono convinto che l’arte una volta vista, vissuta, compresa, porti al cambiamento sia del singolo: che guarderà allora con uno sguardo rinnovato il mondo di fronte a lui, che della collettività.
Credo che la vera potenza dell’arte sia quella di stimolare il cambiamento dall’interno.

Quali sono i tuoi programmi per il futuro?

Per il futuro vorrei regalare agli altri un’esperienza attraverso il mio sguardo e il loro. Mi piacerebbe riuscire a strutturare di più la mia ricerca e confrontarmi con altri che come me sono alla ricerca di nuove vie.

In quale modo le istituzioni potrebbero agevolare il lavoro di artisti e curatori?

Dal mio punto di vista, credo che sia fondamentale trovare un modo per sostenere la creativitĂ  e la cultura.
Formare persone consapevoli, con una sensibilitĂ  nuova, credo sia un passo fondamentale.
Successivamente credo che sia di aiuto facilitare le iniziative di espressione artistica.

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