Ho denominato la mia poetica “Legàmi – Légami” in quanto tutto il mio lavoro è improntato sul complesso intreccio di legami che vanno a costituire l’identità di una persona e che si sviluppano dalle relazioni con il territorio di origine e con le persone che compongono la comunità di riferimento. Infatti, i legami conservati nella memoria diventano pensieri, significati e schemi mentali, costruendo un ponte tra passato e presente e delineando così la percezione individuale del tempo. In una società contraddistinta da legami “leggeri e liquidi”, da connessioni temporanee tra singoli individui che richiedono investimenti minimi dal punto di vista relazionale e culturale, le mie opere cercano di mostrare invece la bellezza di relazioni durature e responsabili, che possono fare la differenza per sé e per gli altri.
La sua ricerca si fonda sulla pratica del (proprio)confronto, dell’apertura e del dialogo, per cercare di abbattere barriere, raggiungere e toccare l’altro attraverso riflessioni intime ed esperienze genuine, dando spazio a parti del nostro essere invisibili agli occhi, che spesso sono ancora rifiutate per incomprensioni e indifferenza; rammentando svincolate risorse del pensiero e la comprensione dell’altro partendo da noi stessi.
Tendendo un filo tra coscienza e incoscienza, tra visione e figurazione, il bilanciamento oscilla tra indagine introspettiva e ricerca di un equilibrio empatico.
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