Categorie: exiwebart

exiwebart_project | The File That Wouldn’t Leave | net art contro la censura

di - 1 Novembre 2002

“Purtroppo questo libro resterà ‘attuale’, perché le cacce alle streghe non passeranno mai di moda”, dichiara Luther Blissett nel prologo di Lasciate che i bimbi. Il libro è una contro-inchiesta che, prendendo spunto da un caso mediatico-giudiziario del 1996, quello dei ‘Bambini di Satana’, analizza il complesso fenomeno della lotta alla pedofilia, denunciando un clima isterico e persecutorio, potenzialmente lesivo di alcuni diritti fondamentali come quello della comunicazione e della privacy in Rete.
Nel febbraio ’98 Lucia Musti, PM nel processo sui Bambini di Satana, accusa il libro (pubblicato nell’ottobre ’97 e diffuso in rete in quanto ‘no-copyright’) di abusare del diritto di critica in una forma lesiva della sua reputazione: la condanna (dicembre 2001) determinerà il ritiro e la distruzione delle copie in circolazione. Il processo scatena immediatamente un vasto movimento di opinione, si moltiplicano i mirror sites che permettono di scaricare il file e si verificano episodi di censura preventiva, anche indipendenti dalla causa in corso. Nell’ottobre 2000 il server di Romacivica oscura le pagine di Avana che danno accesso al libro, definendolo “materiale, anche non penalmente perseguibile, ma che noi riteniamo comunque non adatto ad essere pubblicato”: per protesta The Thing Rome riproporrà sullo stesso server le pagine censurate. E arriviamo al 2002.
Nel marzo di quest’anno la PSINet Europe Network Abuse Team invia un fax agli 0100101110101101.ORG , ingiungendogli di cancellare dal loro sito ogni possibile accesso al file. E’ significativo che esso sia definito “contenuto illegale e diffamatorio relativo alla pedofilia”: il libro è fuorilegge, non perché parli di pedofilia ma perché lesivo della reputazione della Musti.
Da quella che il duo di net artisti legge come una violazione alla libertà di espressione nasce The File That Wouldn’t Leave, la cui ironia ricorda il riso degli eretici tra le fiamme del rogo. Il lavoro si compone di una parte documentaria e di un flash movie realizzato in collaborazione con Needle’s Eye, in cui Luther in persona rivive sarcasticamente tutta la vicenda. L’utente può scaricarsi il file, ma solo dichiarando che non lo leggerà né diffonderà in nessun modo. In caso contrario scatta un fastidioso meccanismo di sabotaggio a prova di ctrl-alt-canc: una finestrella nera con le fiamme della censura che crea una replica esatta di se stessa ad ogni tentativo di chiuderla.

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The File That Wouldn’t Leave
0100101110101101.ORG
Luther Blissett
The Thing Roma</
Avana Net

domenico quaranta


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