Categorie: Extra pART

Napoli-Afragola. La stazione che non c’è

di - 1 Marzo 2017

Uscita da Napoli in direzione
Nord-Ovest verso Caserta. La E45 attraversa edifici, capannoni, prefabbricati,
condomini, un’alternanza di vuoti e pieni funzionali che si estende dal centro
di Napoli fino alle estreme propaggini della provincia. Plinio il Vecchio identificava
la zona dei Regi Lagni come Campania Felix, campi coltivati che riportano
ancora la metrica delle antiche mietiture latine, ritagliati tra i quartieri
della sconfinata città metropolitana. E poi Agip, Repsol, Esso, insegne spente
di distributori abbandonati, a metà tra l’estetica di un film di Carpenter e Las
Vegas descritta da un Robert Venturi postatomico, spezzoni di altre strade
interrotte, progetti rimasti sul disegno e mai terminati, immissioni tronche che
animano la carreggiata con elementi di sospensione, il segmento ondulato e
metallico del guardrail impedisce l’accesso. In questo paesaggio di cose in
attesa, un ipotetico treno, viaggiando sulla linea ferroviaria alta velocità
Roma-Napoli, potrebbe fermarsi nella stazione di Napoli-Afragola. Dal 1990,
quattro inaugurazioni di cantiere, fino al 2003, anno in cui venne
ufficialmente accettato il progetto di Zaha
Hadid
.


Quarantamila metri quadrati distribuiti
su quattro livelli, cinquemila metri di vetrate, calcestruzzo, mezzi pesanti, appalti,
sub appalti, forniture obbligate e sessanta milioni di euro, per arrivare
all’attuale stato dei lavori. Data di consegna, giugno 2017. «La nuova stazione
– dice Domenico Tuccillo, sindaco di Afragola, che da anni, nelle interviste, ripete
le stesse parole – non può rimanere lì come un’astronave abbandonata nei
campi», scenografia di un film di fantascienza, figura sfondo dell’incontro tra
esseri umani e qualche entità estranea. Ma la stazione non va in nessuna
direzione, è un’apparizione isolata e immobile che proietta la sua presenza sui
terreni pianeggianti, prima agricoli e poi destinati a usi diversi, per lo più lavori
abusivi e controllati da organizzazioni malavitose. È Il Fatto Quotidiano a
riportare il nome dei Moccia, plenipotenziari della zona, mentre su CNN Style la
stazione viene annoverata tra le costruzioni più attese dell’anno. «È una
delle strutture più coerenti con il linguaggio di Hadid, insieme al MAXXI e
alla Stazione Marittima di Salerno», mi dice Mario Coppola, che ha lavorato
nel suo studio londinese. Ci vuole un occhio abituato per leggere la
persistenza della sintassi fluida di Hadid anche in queste strutture nude,
immobili, attraversate da gru e argani, un corpo già antico prima ancora di essere
nato.

Articoli recenti

  • Mostre

Il diario visivo di Nina Ćeranić in mostra a Venezia

Fino al 18 aprile 2026, la galleria A plus A a Venezia ospita la mostra “As I Shape the Object,…

14 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

È stata scoperta l’identità di Banksy

Il suo nome è Robin Gunningham, poi cambiato in David Jones. Reuters ha dedicato un’ampia inchiesta all’identità e al sistema…

13 Marzo 2026 23:16
  • Arte moderna

Il tempo sospeso di Vermeer: storia di un capolavoro a Palazzo Madama di Torino

Prestata dal Rijksmuseum di Amsterdam, Donna in blu che legge una lettera di Johannes Vermeer arriva a Palazzo Madama. Il…

13 Marzo 2026 20:00
  • Film e serie tv

Netflix racconta Frida Kahlo: in preparazione una serie sulla vita dell’artista

Netflix ha annunciato una nuova serie dedicata a Frida Kahlo: ispirata al romanzo di Claire Berest, racconterà la vita dell'artista…

13 Marzo 2026 17:10
  • Musica

A Milano la terza stagione di Suoni Trasfigurati: concerti nei musei della città

A Milano torna Suoni Trasfigurati: sette concerti gratuiti tra musica acustica, elettronica e nuove tecnologie, per far risuonare la costellazione…

13 Marzo 2026 15:30
  • Street Art

JR arriva a L’Aquila: il progetto Inside Out coinvolgerà oltre duemila cittadini

L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 ospiterà una nuova tappa di Inside Out, il progetto globale di JR che trasforma…

13 Marzo 2026 14:26