Fusun Onur, ph. EgeART
Anche se, nel prossimo futuro, l’agenda dell’arte e della cultura sembra piuttosto incerta, l’organizzazione non si è fermata. E così continua a delinearsi il panorama della 59ma Biennale d’Arte Contemporanea di Venezia, che si terrà tra un anno, tra maggio e novembre 2021. Dopo i padiglioni di Olanda, Gran Bretagna e Finlandia, ad avanzare la sua proposta per la Biennale, questa volta, è la Turchia che a Venezia presenterà un progetto di Fusun Onur, ancora una volta nel padiglione agli Arsenali. La IKSV – Istanbul Foundation for Culture and Arts, la potente fondazione istituita nel 1973 e che si occupa, tra le altre cose, dell’organizzazione della Biennale di Istanbul, si è infatti aggiudicata il prestigioso avamposto in Laguna per 20 anni, dal 2014 al 2034.
Quella della Turchia sarà una partecipazione tutta al femminile, visto che a curare il Padiglione di Fusun Onur alla Biennale d’Arte di Venezia sarà Bige Örer, attualmente direttore della Istanbul Biennial e a capo dei progetti di arte contemporanea dell’İKSV. Precedentemente, ha collaborato con la Whitechapel Gallery di Londra e il Palais de Tokyo di Parigi.
Considerata tra gli artisti turchi più influenti, Fusun Onur è nata nel 1938 a Kuzguncuk, un distretto di Istanbul. Dopo aver frequentato il Dipartimento di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Istanbul, dove era studentessa del Maestro Ali Hadi Bara, completò gli studi in scultura al Maryland College of Art, grazie a una borsa di studio. Dopo un esordio legato ai temi dell’astrazione, a inizio anni ’70, con una personale alla Taksim Art Gallery, Onur sviluppò una sua cifra stilistica a partire dalla messa in discussione dello statuto della scultura, intesa come unità di spazio e tempo, creando assemblaggi fortemente ritmati e composti da oggetti trovati, con richiami anche alle sue vicende biografiche e ai ricordi di infanzia.
Le sue opere sono state esposte nei musei di tutto il mondo e in occasione di importanti manifestazioni, dalla Kunsthalle di Baden-Baden al Van Abbemuseum di Eindhoven, passando per diverse edizioni della Biennale di Istanbul (1987, 1995, 2011, 2015) e dOCUMENTA(12) di Kassel, nel 2012. Oggi, dopo una lunga carriera, Onur è riconosciuta come una figura apicale e decisiva, nel rinnovamento dell’arte contemporanea in Turchia a partire dagli anni ’70, e la sua partecipazione alla Biennale di Venezia rappresenta un riconoscimento di questo fondamentale apporto.
«Siamo onorati di affidare a Füsun Onur il Padiglione della Turchia alla 59ma Biennale d’Arte Contemporanea di Venezia. Onur è una delle poche artiste a saper sviluppare una relazione poetica tra arte e vita, non solo attraverso le opere ma anche con il suo modo di essere. Per lei, l’arte non è solo l’espressione di grandi narrazioni ma anche una illimitata fioritura di creatività dello spazio individuale e il mondo. Le sue installazioni fanno i conti con la nostra abilità di cancellare i confini definiti di identità, cultura e linguaggio, rimanendo nella percezione dei fruitori al di là del tempo e dello spazio», spiegano dall’Advisory Board del Padiglione della Turchia, nel quale, oltre a Serhan Ada, Özalp Birol, İnci Eviner e Fisun Yalçınkaya, ritroviamo anche Milovan Farronato, direttore di Fiorucci Art Trust e curatore del Padiglione Italia alla 58ma Biennale di Venezia.
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