In un momento di grande incertezza, qualcuno resiste: Flashback, la fiera dedicata all’arte tutta, dall’antico al moderno fino al contemporaneo, senza limiti di tempo e di spazio, conferma non solo le date della sua ottava edizione, dal 5 all’8 novembre 2020, con una inedita preview di ben due giorni, il 3 e il 4, ma anche la sede. Perché Flashback si terrà on site, negli spazi reali del Pala Alpitour di Torino e presenta il suo progetto con un’immagine emblematica: una persona dai caratteri indefiniti, in stile comics dal taglio punk, che ci dice: «Non siamo soli». Non è una donna, non è un uomo, non ha età, si rivolge all’osservatore in maniera disturbante e destabilizzante. Insomma, una copertina a tinte forti, firmata da Daniele Caluri, matita del Vernacoliere, dissacrante disegnatore di serie a fumetti iconiche, come Don Zauker e Dylan Dog.
«Il tema e l’immagine di quest’anno, sferzano il nostro animo e incarnano al tempo stesso i nostri turbamenti e lo spirito di Flashback che nasce quale unificatore di differenze, dove spazio e tempo collassano e l’opera vive nella relazione con il proprio pubblico. Né giovane, né vecchia, nessun genere specifico, l’opera vive ponendoci continuamente delle domande, nessuna risposta, solo la certezza che in questo percorso di ricerca non siamo soli», ha dichiarato Ginevra Pucci, direttrice della fiera, insieme a Stefania Poddighe.
Ludens è il titolo del nuovo capitolo, che prende le mosse dagli scacchi e in particolare da una partita interplanetaria, quella che Roger Zelazny, apprezzatissimo autore di fantascienza, mette in scena nel romanzo La variante dell’Unicorno, pubblicato nel 1981 e vincitore del premio Hugo per il miglior racconto. E se otto sono le caselle di ogni lato della scacchiera, il capitolo numero otto di Flashback non poteva che essere dedicato alla dimensione ludica dell’uomo, celebrando il gioco come azione sacra e ispirazione per l’arte di tutti i tempi, dalla Camera mortuaria di Nefertari all’arte concettuale, passando per Dadaismo e Surrealismo. Perché, in fondo, «L’arte è tutta contemporanea», come disse Gino De Dominicis, nell’intervista di Marina Valensise, il 20 marzo 1997, una frase fortunata e densa di significati, diventata poi il motivo ispiratore di Flashback.
Il tema della scacchiera ritorna anche fisicamente, visto che lo spazio espositivo all’interno del Pala Alpitour sarà scandito da geometrie ordinate, in cui ognuno, proprio come sulla superficie degli scacchi, saprà perfettamente quale posto occupare, rispettando le regole ma anche godendo della libertà di perdersi, inseguendo la propria curiosità.
E allora, tante le gallerie che esporranno al Pala Alpitour per Flashback 2020, moltissime le conferme come Longari, Cattai, Aleandri e tutte le gallerie torinesi che sostengono la manifestazione fin dal 2013. E poi le new entry: da Alessandra Di Castro a Paolo Antonacci, da Callisto Fine Arts a Maurizio Nobile, Claudio Poleschi, Carlo Virgilio, Bottegantica e Matteo Lampertico. Ma il programma di Flashback si sviluppa ininterrottamente durante tutto l’anno con Flashback day-by-day: dal progetto speciale Flashback è Opera Viva ai laboratori didattici, dal sound allo storytelling, dai talk fino alle lezioni d’arte.
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