Artist impression of activities in a Moon Base. Credit ESA - P. Carril. ESA Standard Licence
Espressione di un collezionismo caleidoscopico e capace di attrarre sempre nuovi pubblici e di anticipare le tendenze, Mercanteinfiera «esprime l’essenza stessa del collezionista, una persona che possiamo davvero dire impegnata in una missione grandiosa: salvare un angolo di mondo, grande o piccolo che sia. Viviamo negli oggetti e gli oggetti dicono di noi, ci raccontano storie. Perciò siamo così ostinatamente impegnati a salvarli e conservarli. Mercanteinfiera è una vera e propria enciclopedia del mondo», afferma la brand manager Ilaria Dazzi a proposito di un’edizione che ha le sembianze di un’enciclopedia tutta da sfogliare, padiglione dopo padiglione.
Insieme al design d’autore, all’antiquariato, al modernariato, al collezionismo vintage, dove sfilano anche gioielli, grandi firme dell’orologeria da collezione (Rolex, Audemars Piguet, Vacheron Constantin, Patek Philippe, Hublot) e tutto l’arsenale seduttivo della moda d’antan, la nuova edizione propone altresì un vero e proprio viaggio dai profumi allo spazio, sulle note dei Beatles: La forma del profumo: flaconi tra arte e storia; Shoot for the moon: come abiteremo il nostro satellite e Beatlemania: a spasso nella storia dei Fab Four sono le tre mostre collaterali che arricchiscono Mercanteinfiera Autunno, che vi anticipiamo a pochi giorni dall’apertura.
Al profumo, o meglio ai portaprofumo – come una perfume box tedesca del XVII secolo, quando il profumo aveva ancora una funzione balsamica protettiva, o un flacone in vetro verde e ottone attaccato a una catena da orologio maschile datato 1876, per esempio – è dedicata La forma del profumo: flaconi tra arte e storia, la mostra realizzata in collaborazione con la Collezione Monica Magnani che restituisce un trionfo di epoche, tradizioni e materiali, dall’argilla alla madreperla, dal vetro alla porcellana di Capodimonte.
Fotografie, disegni e materiali avveniristici raccontano il lavoro di frontiera di uomini e donne impegnati a percorrere «quel millimetro in più verso l’ignoto» – scrive Tommaso Ghidini in Homo Caelestis – e ci avvicinano a Shoot for the moon: come abiteremo il nostro satellite, la mostra in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea ESA che ci proietta fuori dall’orbita terrestre, 54 anni dopo lo storico allunaggio di Apollo 11, per cogliere tutti gli aspetti del design spaziale e il suo fondamentale ruolo per tornare e restare sulla Luna.
Ai ragazzi di Liverpool, e per chi immagina un mondo senza frontiere, come quello cantato da John Lennon in Imagine, è dedicata Beatlemania: a spasso nella storia dei Fab Four. , la collaterale in collaborazione con il Beatles Museum di Brescia e il Patrocinio di Beatlesiani d’Italia Associati che celebra il 60° anniversario di A Hard Day’s Night, canzone, album e anche film, con cui la Beatlemania esplose dall’Inghilterra agli Usa per poi dilagare in tutto il mondo.
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