Manifesta 13 si apre a Marsiglia: tutte le novità dell’edizione del 2020

di - 23 Ottobre 2019

Nuovi modi per studiare un territorio, per conoscerne gli attraversamenti e le stratificazioni, quindi, idee alternative per stare insieme. Manifesta 13 presenta Traits d’union.s, titolo della sua prossima edizione, che si svolgerà dal 7 giugno al primo novembre 2020 a Marsiglia, confermando, da un lato, la sua tendenza a ibridare estetica, antropologia e sociologia, dall’altro anche una certa volontà di aprirsi alle realtà più dinamiche e meno scontate del contemporaneo, come del resto ci raccontò la stessa Hedwig Fijen, fondatrice e direttrice dell’importante manifestazione.

Dopo la tappa a Palermo, infatti, la Biennale itinerante ha scelto la città affacciata sul mare del sud della Francia che, da qualche anno, è percorsa da un intenso movimento di rifunzionalizzazione, non sempre però adeguatamente supportato da una strategia culturale ad ampio raggio, come abbiamo rimarcato in alcuni dei nostri reportage. Sul lungo periodo ragiona invece Manifesta, che ha già scelto la sede della 14ma edizione del 2022, anche in questo caso tutt’altro che banale, visto che andremo a Pristina, in Kosovo.

In ogni caso, si tratta della prima volta che la Biennale istituita nel 1996 arriva in Francia, dopo essere stata, tra gli altri Paesi, due volte in Italia, in Trentino Alto Adige, nel 2008, oltre che in Sicilia nel 2018, appunto. Alcuni mesi fa, Hedwig Fijen aveva già annunciato il team curatoriale dell’edizione di Manifesta 13 a Marsiglia, composto da Alya Sebti, direttrice di origine marocchina della IFA Gallery, con sedi a Shangai e Bruxelles, oltre che curatrice della 13ma fiera d’arte africana Dak’Art, dall’architetto spagnolo Marina Otero, direttrice della ricerca e dello sviluppo presso Het Nieuwe Instituut di Rotterdam, dalla russa Katerina Chuchalina, direttrice esecutiva della Fondazione V-A-C di Mosca e Venezia, e dal tedesco Stefan Kalmár, già direttore dell’ICA a Londra e che, in passato, ha anche vissuto nella città francese.

«Marsiglia e la sua regione possono diventare fonte di ispirazione per un modello rinnovato di vivere insieme, in una città influenzata da diverse generazioni di migrazioni?», è la domanda che apre Manifesta 13. Riconnettere gli individui, i gruppi sociali e di interesse, con il territorio e con gli oggetti di varia forma e sostanza che lo abitano, «rivelando ciò che è già attivo in città e mettendo in gioco nuove relazioni», è il concept di Traits d’union.s. Un obiettivo perseguibile stabilendo nuove modalità di collaborazione tra diverse istituzioni, associazioni e professionisti di vari ambiti, una pluralità di conoscenze messa in evidenza da quella “s”, che fa capolino alla fine dal titolo. Vedremo, quindi, nono solo molte installazioni e “opere” ma anche momenti, esperienze, percezioni, per una città brulicante e vivissima.

Epicentro della manifestazione, sarà l’Espace Manifesta 13, inaugurato il 3 ottobre al 42 di la Canebière, a Noailles, quartiere del primo arrondissement, conosciuto anche come il “ventre” di Marsiglia, un quartiere popolare nel quale vivono diverse comunità, soprattutto di origine africana, in particolare maghrebina e comoriana. Qui sarà possibile ricevere informazioni sulle varie attività in calendario e assistere a molti dei talk, oltre che consultare la nutrita bibliografia che, come anche nelle altre edizioni, costituisce il background concettuale di tutto il progetto, «È uno spazio di scambio aperto sul suo quartiere e sui suoi abitanti. Ospiterà numerosi eventi della biennale e cambierà nel tempo», ha spiegato Fijen. Ma non dovremo aspettare il 2020, perché Manifesta 13 si aprirà a Marsiglia già da queste settimane, con una serie di appuntamenti e anticipazioni, per andare incontro – e prepararsi – al territorio.

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Tag: Alya Sebti arte contemporanea Hedwig Fijen Katerina Chuchalina manifesta manifesta 13 Marina Otero marsiglia Stefan Kalmár

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