Paolo Sbalzer The Others 2025 foto panoramica
Con il titolo dichiarativo The future is here, right now!, la XIV edizione di The Others Art Fair si presenta come un laboratorio dedicato allâimmaginazione del presente e delle sue possibili trasformazioni. Allestita negli spazi del Padiglione Americas 2 dellâITCILO di Torino, la fiera ha lâintenzione di configurarsi come un ecosistema relazionale in cui gallerie emergenti, artist run space e realtĂ indipendenti dialogano in un contesto condiviso. PiĂš che una tradizionale piattaforma commerciale, The Others ambisce a costruire un terreno di confronto tra linguaggi, generazioni e geografie diverse, dove il futuro dellâarte viene interrogato attraverso pratiche collettive e processi di rigenerazione.
Le 57 mostre curate dagli espositori delineano un percorso che attraversa temi centrali dellâattualitĂ (dal corpo alla sostenibilitĂ , dallâintelligenza artificiale alla memoria) in linea con la volontĂ dellâorganizzazione di promuovere una riflessione ampia sul ruolo dellâarte come dispositivo di connessione e immaginazione sociale.
Tra gli stand in mostra si distingue una forte presenza pittorica, un trend che continua a imporsi anche in altri contesti fieristici e commerciali, affiancata da un ritorno consistente della fotografia come linguaggio di indagine sul reale. Non mancano tuttavia progetti che scelgono di giocare con lo spazio, costruendo ambienti site-specific o sperimentando ibridazioni tra media e linguaggi che sconfinano oltre la tradizionale dimensione dellâopera.
Di seguito, una selezione degli stand da non perdere fino a domenica e dei progetti piĂš interessanti per la loro coerenza curatoriale e la capacitĂ di aprire nuove direzioni di ricerca.
Fondata a Firenze da Niccolò Antonielli e Cosimo Bonciani, BUNKER nasce come studio di architettura e design, per poi evolversi in un luogo in cui arte, modernariato e progettazione si incontrano. La galleria si configura oggi come un laboratorio di contaminazioni visive e spaziali, dove opere dâarte e oggetti dâuso dialogano senza gerarchie di tempo o funzione. A The Others, Bunker porta questa stessa attitudine sperimentale con un progetto che intreccia pittura e design: lâartista Monograff, scenografo del Maggio Musicale Fiorentino, trasforma lo spazio con un intervento pittorico site-specific, in dialogo con le riflessioni materiche di Filippo Mannucci, Davide DâAlessandro e Jonathan Bocca. Piantane, librerie e un poggia-abito, concepiti con particolare attenzione alla scelta dei materialiâin alcuni casi di riusoâdiventano elementi scultorei sospesi tra funzione e astrazione. Le opere interagiscono con lâarchitettura dello spazio restituendo lâimmagine di una galleria che indaga gli sconfinamenti tra discipline e la dimensione organica e mutevole dellâoggetto artistico.
La storica Galleria Davide Di Maggio costruisce la propria presenza a The Others attorno a unâicona dellâarte Fluxus, V40 (Vostel 40 Jahrealt) di Wolf Vostell (1973â76), omaggio diretto alla BoĂŽte-en-valise di Duchamp. Lâopera, racchiusa in una valigia, diventa la chiave concettuale per leggere lâintera collettiva, una riflessione sulla mobilitĂ dei significati e sulla rigenerazione dello sguardo. Intorno a questo nucleo si sviluppa un dialogo tra generazioni: i giovani artisti provenienti dallâAccademia di Breraâtra cui Leonardo Fenu, Simone Brambilla e Claudio Gobbiâdialogano con la ricerca piĂš matura di Nerina Toci, costruendo un percorso che attraversa le zone di confine tra ready-made, fotografia e installazione. La valigia di Vostell, simbolo di unâarte nomade e aperta, diventa cosĂŹ un contenitore metaforico di nuove possibilitĂ interpretative.
Sorto in un ex garage a Modica e diretto da Margherita Ratti, Garage Fontanarappresenta una delle piĂš giovani e vivaci realtĂ del panorama siciliano. Nato nel 2024 e sostenuto dallâassociazione In Contemporanea, lo spazio si dedica alla promozione di artisti emergenti, alternando mostre collettive e personali con un taglio curatoriale attento alla dimensione processuale. A The Others, Ratti mette in dialogo le opere pittoriche di Michelangelo Menu con quelle del duo franco-austriaco CĂŠlia Picard e Hannes Schreckensberger (vere protagoniste della proposta espositiva), che esplorano i rapporti tra corpo e spazio. I loro oggetti sportivi âlow-techâ e le coperte-arazzo della serie Recovery Blanket si confrontano con gli autoritratti di Menu, costruendo un percorso sullâidentitĂ e la ritualitĂ del gesto. Lâallestimento si distingue per la sua capacitĂ di creare un ambiente coerente, in cui il corpo si fa strumento di conoscenza e misura del mondo.
Nato da unâidea di Guido Tognola e Franco Marinotti, Gaze-Off è un progetto transnazionale che riflette sui rapporti tra memoria individuale e collettiva. Presentato per la prima volta nel 2022 a Wopart (Lugano), approda ora a The Others con una collettiva che mette in dialogo i fotografi Jean-Marie Reynier, Juande Jarillo, Gaia Renis e Prisca Groh con gli artisti Angelo Mosca e Flavio Favelli. Le opere si dispongono come frammenti di un archivio emotivo diffuso, in cui la stratificazione delle immagini costruisce un racconto sul modo in cui ricordiamoâe riscriviamoânoi stessi. Tra fotografia e installazione, il progetto indaga la memoria come spazio di mediazione culturale, restituendo un paesaggio sensibile fatto di differenze e intersezioni, dove ogni immagine diventa un atto di ricomposizione identitaria.
Fondato a Roma da Gabriele Stabile e Pax Paloscia, Raw Messina nasce come progetto che oltrepassa la nozione tradizionale di galleria per configurarsi come una piattaforma fluida dedicata alla fotografia e alle arti visive. In dialogo con la tematica generale della fiera, lo stand esplora il rapporto con il digitaleâtra sensibilitĂ umana e intelligenza artificialeâattraverso una proposta ÂŤradicalmente analogicaÂť, che rivendica il ritorno allâemozione autentica come forma di resistenza al flusso di immagini e veritĂ instabili. In mostra, le fotografie manipolate di Pax Paloscia si confrontano con i dipinti di Eleonora Rossi, la ricerca materica di Erendira Reyes e una selezione di polaroid intime di Kristina Babusci, esposte come un gesto silenzioso e privato. Il risultato è un racconto corale in cui lâimmagine diventa strumento di empatia e cucitura tra la dimensione fisica e quella virtuale, riaffermando la forza dellâesperienza sensibile nellâera dellâartificio tecnologico.
In unâex tintoria industriale di Torino, Spazio Pirotecnico unisce architettura, arti visive, design e ricerca sociale, configurandosi come un organismo in continua trasformazione. Non una galleria, nĂŠ un collettivo in senso stretto, ma un luogo di incontro dove la sperimentazione è pratica quotidiana. Il progetto presentato a The Others riflette proprio questa natura ibrida: le opere di Piero Brarda, Ditjan Muça (in coppia con Brarda nel duo Bodho), Francesca Lopetuso e Paula Daher costruiscono un dialogo di ascolto e contaminazione tra materiali, suoni e memorie. Lâallestimento si espande nello spazio come un organismo vivo, dove il gesto creativo diventa forma di relazione. Con la sua energia fluida e inclusiva, Spazio Pirotecnico incarna pienamente lo spirito di The Others: la ricerca come esperienza condivisa.
Tra utopia e distopia, fino al 29 marzo, Spazio Berlendis presenta la prima edizione del Premio Berlendis, con una collettiva…
Dal soft power al soft laundering: un'analisi di come la cultura è diventata uno strumento di potere, tra diplomazia, reputazione…
Come nasce un mosaico pop? Nellâintervista, il duo registico Bendo ci racconta il progetto sviluppato con Fulminacci per lâidentitĂ visiva…
Al Teatro Sociale di Novi di Modena va in scena Hamlet Suite, la mostra che penetra le profonditĂ dei personaggi…
Storie di cinque tesori rarissimi in vendita da Gonnelli, dalla âVentisettanaâ di Boccaccio alla cosmologia scientifica di Platone. Ve le…
Cafè Twin di Roma si apre all'arte contemporanea, con progetto articolato in quattro interventi che ridefiniscono identitĂ e funzione dellâofficina:…