Qual è il legame tra arte e pubblicità? Dai primi manifesti del Plakatstil, che nei primi del Novecento hanno dato origine alla pubblicità moderna, fino alla Pop Ar, che dalle icone pubblicitarie ha preso ispirazioni e citazioni a piene mani. Per la nuova puntata di Art Night, in onda venerdì 10 dicembre 2021 su Rai 5, a partire dalle 21.15, si parla di poster.
In prima visione “Plakat”, un documentario di Adolfo Conti, con la fotografia e montaggio di Eugenio Persico, prodotto da Doc Art in coproduzione con Leonardo Film, NDR, Avrotros, in collaborazione con Arte e Rai Cinema, in associazione con DR, ERT, RSI, con il sostegno di Creative Europe Media e Nordmedia.
Girato tra New York, Vienna, Berlino, Amburgo, Monaco, Essen, “Plakat” cerca di riempire una lacuna di memoria visiva e culturale sulla nascita della pubblicità moderna. Personaggi giovani e belli. Il prodotto e il suo marchio al centro della composizione. Una presentazione accattivante e divertente. Questi tre capisaldi della pubblicità sono ogni giorno sotto i nostri occhi. Non sono un’invenzione recente e neppure il frutto di ricerche teoriche o sperimentazioni delle Avanguardie artistiche. Nacquero più di un secolo fa, grazie a Lucian Bernhard (1883 – 1972), Ludwig Hohlwein (1874-1949), Julius Klinger (1876-1942). Nel 1904 Bernhard realizza la prima versione del manifesto dei Fiammiferi Priester. È il primo esempio di pubblicità moderna: lettere cubitali, colori piatti, forme semplificate e la composizione incentrata sul prodotto. Bernhard, Hohlwein e Klinger rivoluzionarono l’approccio alla pubblicità e ci hanno lasciato un patrimonio di idee tuttora valido. Ognuno di loro ha creato un proprio stile, pensando soluzioni originali e compiendo scelte diverse nella propria vita.
Dopo l’irripetibile età dell’oro degli anni dal 1895 al 1914, tutti e tre hanno attraversato, in modi diversi, la Prima guerra mondiale e la confusione del dopoguerra. Andarono negli Stati Uniti, per restarci per sempre o per tornare delusi in Europa. Hanno affrontato il Nazismo. Hohlwein gli diede il suo appoggio, Klinger fu ucciso in un campo di sterminio. Dopo la guerra vennero epurati, condannati o ignorati e dimenticati. Solo pochi anni fa si è scoperto che Julius Klinger non era morto nel 1950 a Vienna, come si era sempre creduto, ma nel 1942 nel campo di concentramento di Minsk. Attraverso le loro opere e i loro destini, il documentario racconta la storia della nascita della pubblicità.
A seguire per la puntata di Art Night del 10 dicembre, il rapporto tra il gallerista Leo Castelli e la Pop Art: un binomio inscindibile. Grazie a lui, l’arte americana sbarca in Europa negli anni ‘60. In quel periodo, mentre New York diventava capitale indiscussa dell’arte, Castelli con fiuto e coraggio iniziò a sostenere artisti innovativi, come Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Jasper Jones e molti altri. Soprattutto promosse Andy Warhol, che aveva cominciato lavorando come grafico pubblicitario e che portava nei musei gli stessi prodotti che si possono vedere nei negozi. In questo documento originale delle Teche Rai, è Castelli stesso a raccontare l’esplosione del fenomeno pop e i suoi artisti.
Art Night, un programma di Silvia De Felice e di Emanuela Avallone, Massimo Favia, Alessandro Rossi, con la regia di Andrea Montemaggiori.
Alla Cittadellarte Fondazione Pistoletto di Biella l'arte non è un oggetto da contemplare, ma un processo da abitare. E da…
Visibile fino al 2 agosto, il progetto di SUPERFLEX, There Are Other Fish In The Sea, è promosso e organizzato…
Una mostra-processo curata da Giorgio Verzotti, tra cime navali recuperate e pratiche condivise con la comunità. Intervista ad artista e…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…
Sguardo in anteprima ai top lot della maison tedesca, alla vigilia delle aste di Colonia. Con un focus speciale sulla…
Studio Orma a Roma ospita fino al 12 giugno la mostra di Irene Mathilda Alaimo, che indaga il rapporto tra…