Tre fotografi, tre diversi modi di reagire di fronte alla scena della vita intesa come spazio in cui sia possibile riconoscere l’uomo. Paesaggi dunque ma resi simboli di un costante avvicendarsi di un continuo passaggio segnato con costanza dalla presenza umana, presenza tangibile e sempre attuale, il più possibile astratta da contesti e situazioni, che in definitiva umanizzano in senso archetipo ed universale.
Sulla presenza invece, si focalizza il lavoro di Franco Bussolino. Sul tentativo di far convivere la presenza reale e tangibile della vita, fatta dei suoi personaggi e dei suoi attori, con quello che invece può essere evocato, che esiste e del quale tutti siamo consci ma che a volte non si può vedere se non tramite operazioni di sovrapposizione di luogi e attori diversi che vanno a riunirsi in un perfetto e calibrato incastro fatto di previsioni e successivi inserimenti fino a genereare immagini del tutto spiazzanti ricche di una fortissima componente adimensionale che trova finalmente il giusto spazio nei confini di queste immagini così come noi le possiamo ammirare.
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