Presentate il 16 ottobre nello spazio Project della galleria il ponte alcune immagini di “Celeste” dell’artista Maree Azzopardi. La mostra proviene da Malta, ultima “piazza” espositiva ma anche di grande valore affettivo, paese natale del padre poi emigrato il Australia dopo la guerra.
8 immagini in bianco e nero e una di grandi dimensioni a colori, non molte per capire a fondo il lavoro di un’artista ma sufficienti per entrare un po’ nel suo mondo. Sono immagini d’ambientazione classica, che ricordano situazioni d’altri tempi, forse un velato richiamo alle ambientazioni greche che ritroviamo in fotografi classici come Von Gloeden, una sorta di riappropriazione di un passato con radici mediteranee. Caratteristica comune a tutte le foto in mostra è la presenza del corpo femminile, praticamente svestito, e senza volto. C’è una ricerca di forte spiritualità dominata dal cattolicismo, sottolineata anche dalla presenza dell’immagine di un angelo che sovrasta la mostra, tanto in alto da sfuggire all’occhio distratto di chi si sofferma a guardare l’esposizione senza alzare gli occhi “al cielo”.
Le foto narrano, o fanno immaginare, un pasto vissuto in maniera onirica e mai palesata, percepibile dai frutti che con riservatezza entrano a far parte delle inquadrature, e riempiono piccoli e significativi spazi.
L’unica immagine a colori è il trade d’union con i precedenti lavori di Azzopardi, come Opera works e Fish works, dove manipolazioni successive forzano ed invecchiano precocemente la foto, stampata su tela, creando crepe ed alterazioni.
Maurizio Chelucci
mostra vista il 16.10.01
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