La prima cosa che bisogna dire su questa mostra è che non si tratta di immagini sul Tibet. La precisazione è d’obbligo in quanto il titolo farebbe immaginare diversamente, ma lo scopo di questa mostra è (o meglio era, nel 1990) quello di creare un movimento d’interesse su questa nazione.
Nata, appunto, nel ’90 sotto la spinta dell’attore Richard Gere, inserita in un contesto d’iniziative di vario tipo, è una collezione di opere donate dai rispettivi autori a scopo umanitario.
Sono immagini di grande forza, incentrate soprattutto sull’uomo, realizzate da fotografi di fama mondiale come: Berenice Abbott, Mario Giacomelli, Horst P. Horst, Annie Leibovitz, Matt Mahurin, Mary Ellen Mark, Kurt Markus, Sheila Metzner, Sebastião Salgado, Jerry Uelsmann, Bruce Weber, Joel-Peter Witkin, Eve Arnold, David Bailey, Ruth Bernhard, William Claxton, William Clift, Ralph Gibson, Allen Ginsberg, Helmut Newton, Steve Meisel, Duane Michals, Herb Ritts, George Rodger.
Le foto sono tutte stampe al platino 30×40. La stampa al platino è una tecnica “antica” e molto costosa che dona alle immagini una stabilità nel tempo senza eguali ed una scala dei grigi molto estesa. Per realizzare una stampa di questo tipo non esistono in commercio carte già pronte (a meno di rari casi) e, i pochi laboratori che le lavorano, le preparano da soli con processi artigianali.
Maurizio Chelucci
mostra vista il 19 dicembre 2001
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I materiali sono parte del mio pensiero.
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