All’alba del terzo millennio la metropoli è diventata lo specchio della realtà contemporanea. In questa mostra Sabina Cuneo propone una lettura del tutto personale del volto di una metropoli sui generis come Roma.
Si tratta di 50 fotografie a colori scattate nel corso di due anni (1998-1999) in cui la città è stata scossa dal suo sonno secolare e trasformata in un gigantesco cantiere di lavori caotici e infiniti in vista dell’avvento del Giubileo.
Segno inconfondibile dei lavori è il rosso squillante delle recinzioni: in questo colore Sabina Cuneo ha trovato il filo conduttore per cogliere tale mutazione. Le immagini si propongono di raccontare, giocando con tali inconsuete quinte ed incorniciature un ritratto inedito di Roma, quasi di una città a cui venga rigenerato il sangue.
La mostra si articola in quattro sequenze. La prima si apre con un invito al viaggio, con il varcare la soglia, esemplificando dall’immagine di una ciclista solitaria colta nell’attraversare una piazza.
L’ombra domina nella terza parte dialogando con i simulacri di pietra come pure con le figure umane che non lasciano scorgere il volto. Il percorso attraverso il labirinto di ostacoli, barriere e cesure si chiude con l’immagine-simbolo dell’uscita dal tunnel.
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