Fino al 2.XII.2001 | Mario Cravo Neto. 60 fotografie bianco e nero | Milano, Galleria Carla Sozzani

di - 16 Novembre 2001

Gli scatti di M. C. N. ricercano contenuti che evochino terre, culture, espressioni dei mondi del sud; sono viaggi tra le comunità portoghesi ed africane di Bahia. Cariche di luce mistica, di poesia climatica, calde, le immagini emanano climi di semplicità e purezza. Questi aspetti vanno letti nel contesto di quanto scrive il fotografo a proposito degli elementi con i quali lavora: “possono sembrare ritualizzazioni religiose della cultura portoghese e afro-brasiliana, però in sostanza si tratta di una poetica mistica intrinsecamente relazionata con il dislocamento dell’oggetto, nel caso dell’uomo, attraverso il contesto della metempsicosi“. Questo spostamento, attraverso linguaggi di ombre quasi impercettibili, cerca di elevare gli spazi oscuri, “i fantasmi che abitano in ognuno di noi” a luoghi sacri. La gente è raffigurata insieme ad oggetti antichi di uso quotidiano, oppure in compagnia di uccelli, pesci, ossa. Si sottolineano gli attimi in cui le luci sfiorando persone e cose, ne accentuano cariche mistiche e pose carnali.Gradualmente un’osservazione lenta porta a svelare le immagini; a poco a poco emergono le dimensioni erotico-spirituali di queste foto, come respiri di seduzione. Attraverso grandi primi piani si esalta l’abbandono, il tiepido abbandonarsi di volti e corpi, l’estasi, la meditazione profonda. Progressivamente immersi si sentono gli echi di nobili usanze e magici rituali. Gli sfondi, le cornici, il complesso dei contenuti degli scatti sembrano suggerire riscrizioni di suggestioni, esperienze, sentimenti e vissuti personali. Si pensi a certe circostanze della vita dell’artista quando, dopo l’incidente del 1975, è immobilizzato a letto; è da allora che comincia ad appuntare l’attenzione sulla fotografia come messa in scena. Ma anche alle influenze esercitate dalla letteratura e dai lavori con il cinema e il video, dal gusto per la plasticità della scultura. Un possibile confluire di generi che si esprime con un sapiente gioco di luci e colori e che suggerisce di gustare imparando a vedere. Il segreto sta tutto nel saper cogliere quello che le immagini sono: è l’eleganza di un uomo, la sua lama sottile sugli occhi, è la piccola testa di Akira, il suo dolce riposo, è la pancia, i seni sensuali, delicati e inquietanti di una donna, è qualcosa di armonioso e fluttuante che vibra le pieghe dei bianchi, i neri profondi, dei grigi, è un uovo che lambisce le labbra di una giovane, è una ciotola che, appoggiata, sorvola un capo.

Biografia
Mario Cravo Neto nasce a Salvador, Bahia, nel 1947. Cresciuto in una famiglia di artisti, il padre Mario Cravo Junior è considerato il più importante scultore brasiliano e uno dei preminenti artisti dell’America Latina; il giovane Cravo Neto ha iniziato a interessarsi di scultura e fotografia all’età di diciassette anni. Adolescente, viaggia con la famiglia in Europa dove scopre musei e luoghi storici e incontra numerosi artisti: in particolare Emilio Vedova e Max Jakob dischiudono nuovi orizzonti creativi al giovane Mario Cravo Neto. Rientrato in Brasile nel 1965 termina gli studi e nel 1968 si iscrive al Art Student League di New York, diretta da Jack Krueger, uno dei precursori del movimento concettuale. Due anni di studio che sono stati fondamentali per la sua formazione di uomo e di artista. A New York produce la serie di fotografie a colori On the Subway e fotografie b/n sugli aspetti dell’abbandono e desolazione dell’essere umano in una grande metropoli. Nel suo studio di Soho sviluppa anche una ricerca tridimensionale sul terrarium: la cultura delle piante in uno spazio chiuso. Rientra in Brasile nel 1970 sull’orlo di una crisi nervosa da stress. Espone per la prima volta alla XII Biennale di San Paolo. L’opera è una grande installazione delle sculture viventi create a New York. A questa prima esperienza seguiranno numerose mostre personali e collettive in Brasile e all’estero. Nel 1975 è vittima di uno spaventoso incidente automobilistico che lo costringe a letto immobilizzato per quasi un anno. In quel periodo di inattività, appunta l’attenzione sulla fotografia messa in scena, avvalendosi della collaborazione degli amici che lo vanno a trovare (i soggetti delle sue immagini) e di oggetti di uso comune. Dall’esperienza di allora Mario Cravo Neto si dedica alla fotografia, sviluppando il suo stile inconfondibile che ha raffinato negli anni successivi, fino ai recentissimi lavori. Mario Cravo Neto si dedica anche alla produzione di film a corto metraggio e video. Vive e lavora a Salvador de Bahia.

Cinematografia
IYÁ-MI-AGBÁ, The Sacred Space, Directed by Juana Elbain, Documentary, 1979
NÓS, Directed by Walter Lima, 16 mm, Fiction, 1978
SMETAK, Directed by Walter Lima, 16 mm, Documentary, 1978
UBIRAJARA, Directed by AndrĂŠ Luis Oliveira, 35 mm, Feature, 1975

Video
EXÚ DOS VENTOS, 15 minutes, 1992
NASH, U 19, AMAZONIA, 20 minutes, 1991
GW-43, GULF WAR, 30 minutes, 1990

Libri
MARIO CRAVO NETO – Carla Sozzani Editore, Milano, 2001
LARÓYÈ – Àries Editora, Salvador, Bahia, 2000
SALVADOR – Àries Editora, Salvador, Bahia 1999
ESPAÇO CRAVO – Áries Editora, Salvador, Bahia 1998
MARIO CRAVO NETO -Áries Editora, Salvador, Bahia 1995
MARIO CRAVO NETO – Edition Stemmle, Zürich 1994
ANGOLA – Fundacão Emílio Odebrecht, Salvador, Bahia 1991
MARIO CRAVO NETO – Idea book Edicione, Milano 1987
EXVOTO – Áries Editora, Salvador, Bahia 1986
OS ESTRANHOS FILHOS DA CASA – Áries Editora, Salvador, Bahia 1985
A CIDADE DA BAHIA – Áries Editora, Salvador, Bahia 1984
CRAVO, Áries Editora, Salvador, Bahia 198
BAHIA – Rhodia/Raizes, São Paulo 1980

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Informazioni
Galleria Carla Sozzani: Mario Cravo Neto 60 fotografie bianco e nero
Corso Como 10 – Milano
Tel. 02.653531 – fax. 02.6592015
e-mail: info@galleriacarlasozzani.com
Mostra a cura di Giuliana ScimĂŠ
Cataloghi in vendita in galleria:
Cravo LarÓyé – Mario Cravo Neto e Aries Editora 2000, printed in Brazil, £ 300.000 – Euro 153
Mario Cravo Neto, 7 novembre – 2 dicembre 2001, Carla Sozzani Editore, 2001, £ 50.000 – Euro 25
Orari
martedì, venerdì, sabato, domenica, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
lunedì, ore 15.30 – 19.30
Fino al 2.XII.2001


[exibart]

Visualizza commenti

  • Le fotografie in bianco e nero hanno un fascino particolare,se opera di un fotografo di valore come Mario Cravo Neto.
    Meglio rendono il mistero della sofferenza o della gioia, del pianto, del dolore.
    Nel rappresentare la vita, possiamo leggere nei volti delle persone sofferenza,gioia ,dolore, malinconia, pensieri belli o tristi,voglia di piangere.
    Io penso che la fotografia in bianco e nero sia amata dalle persone che amano la meditazione profonda.

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