A Firenze, presso la libreria Assolibri, è possibile vedere 20 immagini di Frank Horvat realizzate fra il 1950 ed il 1960, quando si affermò come fotografo di moda in Europa e negli Stati Uniti.
Fra queste c’è anche la famosissima immagine della campagna Givenchy, pubblicata così tante volte da essere diventata per molti l’esemplificazione dell’intera opera di questo grande fotografo che in realtà ha spaziato fra molti generi, sempre in modo originale e personale.
Ciò nonostante, e forse anche come introduzione alla sua produzione più recente, è un’occasione piacevole e irrinunciabile vedere da vicino le stampe originali (ma contemporanee) di queste celebri immagini: eleganti e intriganti, perché stimolano la fantasia dell’osservatore a costruire la storia di cui sono improbabili frammenti.
Frank Horvat è nato in Italia ad Abbazia (oggi Croazia) nel 1928 ed iniziò la carriera di fotografo dopo aver frequentato i corsi di disegno dell’ Accademia Brera.
Il suo primo servizio fu pubblicato da Epoca nel 1951 e in pochi anni diventò famoso per lo stile con cui realizzava le foto di moda. Horvat fu tra i primi ad utilizzare le fotocamere 24×36 e la tecnica del fotoreportage, creando uno stile nuovo, più realista, che esercitò un’ enorme influenza in Europa ed in America; le immagini delle modelle fotografate per strada, con un misto di artificio e di realismo, riscossero un successo immediato.
Dal 1956 vive a Parigi; ha fatto parte dell’agenzia Magnum come fotografo associato; le sue immagini sono comparse su tutte le maggiori riviste di moda, da Life a Elle, Vogue, Harper’s Bazaar e a tutte le altre; le sue opere figurano in molti grandi musei fra cui il Victoria and Albert Museum di Londra, il Ludwig Museum a Colonia, il MOMA di New York ed il George Eastman Hause a Rochester.
Fra i suoi libri è necessario ricordare la ricerca sugli alberi The Tree (1979), la raccolta dei ritratti di animali colti allo zoo e ricollocati digitalmente in un contesto naturale Bestiaire d’ Horvat (1994, ed. italiana Bestiario Virtuale – Mazzotta), Cinquantuno fotografie in bianco & nero (1998, ed. italiana Peliti Associati) che è anche il catalogo della mostra, i ritratti femminili ispirati a dipinti celebri Very Similar (1999, ed. italiana Vere Sembianze, Peliti Associati) e la sua ultima opera, che sta giungendo in Italia in questi giorni, che è un diario fotografico composto da una foto per ogni giorno del 1999.
Ivan Margheri
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Com'è possibile scrivere che un fotografo nato nel 26 è stato uno dei primi ad usare il formato 24x36? Mai sentito parlare di Rodcenko (per citarne uno fra i tanti)?