In questa prima grossa retrospettiva italiana troviamo tante delle immagini che hanno contribuito a fare dell’autore una celebrità, ogni ritratto è carico, forte, espressivo, e, nonostante ammetta di non essere particolarmente attento agli aspetti tecnici, realizzato con maestria.
Ritts è un personaggio che può suscitare impressioni contrastanti. Da una parte abbiamo un fotografo di moda, ma principalmente un ritrattista, che è riuscito a diventare uno dei professionisti più richiesti dai personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura americana, dall’altra un artista che persegue una sua ricerca sul bello e sulle forme, attratto dal corpo, rigorosamente asciutto e perfetto.
E se, da una parte è facile, quanto scontato, porsi il dubbio di quanto incidano i soggetti, e la loro carica (il gotha dello spettacolo e della cultura) nel far circolare le sue foto, dall’altra non si può negare (sopra tutto tenendo presenti le sue immagini di modelli “non noti”) che ci sia una forte propensione a raffigurare il bello e, cosa più importante, a farlo per bene.
Perché piace? Perché riesce ad essere semplice ed immediato, non ci sono doppi sensi, ricerche introspettive, messaggi nascosti, le sue sono immagini solari, limpide, nate dall’amore del bello, un bello “universale”, dal piacere del corpo (un soggetto che potremmo definire un “evergreen”, che non smette, e forse non spetterà mai di piacere) e da sfondi caldi e e spesso immensi, il tutto “condito” da gusto e capacità tecniche. Ora non ci resta che mettere da parte inutili rancori e sane invidie, e guardarle, lasciando ad altri il compito di catalogare e giudicare.
Alcune delle immagini presentate, facenti parti di una sua personale, sono visibili in rete nel sito : Museum of Fine Arts, Boston.
Maurizio Chelucci
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