Americana, classe ’53, famosa, le sue immagini hanno quotazioni elevate (quelle in mostra fra i 10 e i 70 milioni), è tra i maggiori fotografi contemporanei e la sua fotografia è il diario della sua vita.
La mostra, inaugurata a Roma quasi in contemporanea con quella di Milano, rappresenta una piccola retrospettiva di un lavoro che dura da più di vent’anni, anni in cui ha fotografato la vita che la circonda, i sui affetti, i suoi amici, l’amore ed il dolore, una vita non certo banale fatta anche di droga e d’impegno sociale.
Nan usa da sempre la macchina fotografica come estensione di se stessa, inizia da piccola, prosegue studiando arte, diventa fotografa di scena e inizia a far conoscere i suoi lavori negli anni ’80 con gli “slides show” a cui aggiunge colonne sonore che danno il ritmo della proiezione; lo slide show piu’ famoso è “The Ballad of Sexual Dependency” (La Ballata della dipendenza sessuale) che verrà successivamente pubblicato da Aperture nel 1986.
Le sue foto piacciono perchè sono immediate, spontanee, non hanno bisogno di traduzioni, sono un quotidiano spesso distante dalla nostra “normalità ”, ma non fa fatica a coinvolgere nonostante i suoi eccessi e probabilmente appaga chi guarda perchè coinvolto, reso partecipe e trascinato (spesso a forza) nel mondo dell’artista.
Lo spazio romano che ospita la mostra è caratteristico, ampio, accogliente, ed è un peccato che si occupi molto raramente di fotografia, a Roma c’è ne bisogno e, chi lo fa, nel tempo raccoglierà i frutti del suo impegno.
Per saperne di piu’:
“The ballad of sexual dependency”. pp. 148 pagine, 130 fotografie a colori, New York, 1986;
“New American Feminist Photographies”. Philadelphia, 1995;
“I’ll be your mirror”. M.E. Del Monico. Berlino, 1996;
“Ten years after” Napoli (1986-1996), Scalo Verlag, (edizione italiana Logos 1998)
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Maurizio Chelucci
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E' proporio forte, peccato per le foto piccoline !
Bravissima Nan!