Fino al 31.V.2001 | WEEGEE | Action-Photography Vintage Prints 1939 – 1950 | Milano, Pholology

di - 10 Maggio 2001

Secondo le parole di S. Sontag le foto di W. formano un’utile mappa della realtà; mappare le realtà delle notti metropolitane cogliendo immagini brutali delle vittime di delitti e di incidenti era l’ingrediente base dei tabloid degli anni quaranta. W. si aggirava affamato di immagini violente e tragiche, riprendeva immagini di sofferenze e durezze straordinarie. Le sue migliori fotografie offrono visioni-visuali uniche e sfaccettate della vita, dura, di NY: ubriachi che ridono sguaitamente, il pubblico dei night club e dei teatri, bambini della strada, miserie. Con una vecchia Speed Graphic equipaggiata di un flash ad ampolle adottava una tecnica unica e immutata nei suoi lavori; si trovava sui luoghi di un crimine contemporaneamente all’arrivo dei poliziotti e talvolta quasi prima, magari anche durante l’esecuzione di un the murder. Teneva il suo equipaggiamento nel bagagliaio di una Chevrolet, monitorando le chiamate con una radio-trasmittente concessagli in uso dalla polizia stessa; aveva poi un piccolo ufficio nel quartiere generale del dipartimento in Spring Street dove sviluppava e inviava alle principali testate americane. Quando Weegee si racconta diventa testimone diretto ed efficace di questa sua indole disinteressata della dimensione artistica della fotografia; non gli importava infatti celebrare le persone quanto piuttosto guadagnarsi da vivere con la fotografia. Non a caso in mostra, accanto alle sue opere, si trovano alcune fotografie dei più celebri paparazzi italiani: Tazio Secchiamoli, Pierluigi Praturlon, Lino Nanni, Franco Pinna. La genialità di W. sta tuttavia altrove; forse nei suoi occhi educati e capaci di ri-produrre le realtà in modo da attrarre, con successo, interessi e sguardi generalisti, quelli della gente comune; era capace di fermare l’attimo artistico di attività ordinarie e di riportare all’attenzione delle cronache giornalistiche le banalità dei mali quotidiani.
E’ lo stesso W. che parlando di sé e delle sue foto testimonia, con lucidità disarmante, di questa sua indole fotografica: il crimine, diceva, era la mia miniera d’oro (…) talvolta, usavo persino la luce radente, come Rembrant, per non fare vedere troppo sangue. E riuscivo così a rendere lo sguardo rigido di un cadavere più confortevole, come se il poverino stesse facendo un riposino. Icona di questo suo pensiero è la famosa foto The Critic scattata a una prima al Metropolitan Opera Theater nel 1943; W. detestava gli ambienti ricchi e mondani, che considerava ridicoli, e quindi ritrae due vecchie impellicciate ricoperte d’oro e di diamanti e una donna magra, malvestita, mentre le osserva con una smorfia di disgusto sul volto.

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Tullio Pacifici



Weegee – Action-Photography
Galleria Photology, via della Moscova 25.
Tel. 02.659.5285/fax 654.284
mail: photology@photology.com
Orario 10 – 13 e 15 – 19, lun. e fest. Chiuso
Per arrivare alla galleria Photology: MM2 stop Moscova



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