Fino al 6.I.2002 | Modena per la Fotografia | Modena, Palazzo S. Margherita e Palazzina dei Giardini

di - 12 Novembre 2001

Anche l’edizione 2001 della rassegna Modena per la fotografia non delude le aspettative del visitatore, assolutamente legittime visto l’alto livello raggiunto in questi anni dalla manifestazione emiliana. Il titolo è A proposito degli anni Settanta, e se la scelta di un tema espositivo è già di per sé rischiosa – per le critiche che ci si possono attrarre – quella di riproporre gli anni Settanta attraverso una selezione di sguardi lo è a maggior ragione: da una parte c’era il rischio di calcare su certi stereotipi già consolidati, dall’altra quello di disperdersi proponendo immagini legate da nient’altro che un rapporto di contemporaneità. L’accurata scelta dei fotografi è stata a tal fine decisiva, perché si tratta di autori che, ognuno a suo modo, hanno cercato di capire le realtà fotografate dedicandovi non solo gli occhi, ma la testa, il cuore e soprattutto il tempo della propria vita, condividendone empaticamente i sentimenti, come nota Smargiassi in un bellissimo saggio in catalogo. Le fotografie dell’olandese Van der Elsken mostrano come alla tecnica e alla ricerca formale egli abbia sempre anteposto l’emozione e la spontaneità attraverso la componente autobiografica, come da lui ha imparato Nan Goldin: i personaggi di cui ha voluto cogliere la psicologia sono quelli che popolano la sua vita, con cui si trova a condividere qualcosa in senso esistenziale. In Van der Elsken importante è anche il senso del viaggiare, così come per Bernard Plossu, di cui sono esposte le fotografie che ha scattate in Messico all’età di vent’anni. Il significato dell’esistenza on the road è qui espresso con grande efficacia, perché Plossu riesce a stabilire un’equivalenza tra il proprio stato d’animo, il clima meteorologico e i luoghi che attraversa, e a renderla immagine. Di William Gedney vediamo gli intensi ritratti, memori senza dubbio di Dorothea Lange, dei membri di una famiglia del Kentucky, presi durante gli undici giorni di ospitalità da essi offerta a Gedney nel ’64, e altri del ’72. Alla vita rurale semplice e dura colta nei volti e negli atteggiamenti della famiglia Cornett, si contrappone quella di chi negli stessi anni andò a cercare la felicità dell’american way of life a Sunsetown, California, comprandovi una delle piccole villette tutte uguali: questi sono i protagonisti delle foto di Bill Owens, cui raccontano se stessi mentre posano assieme a ciò che hanno. Come nota ancora Smargiassi, noi europei pensiamo che dietro a queste immagini ci sia un impietoso sarcasmo verso la vita standardizzata di queste persone, mentre Owens era invece uno di loro, che con la fotografia prima si pagava l’assicurazione dell’auto, poi è riuscito ad aprire una birreria artigianale, e questa è la chiave di lettura delle sue fotografie. Infine c’è Mimmo Jodice e la Napoli degli anni Settanta, che lui stesso ha faticato a penetrare con risultati tuttavia davvero eccezionali. La convivenza quotidiana con la miseria e la paura di gente disperata emerge con violenza ad ogni singolo sguardo e dagli ambienti degradati dalla povertà e dalla speculazione. Gli anni Settanta sono anche questi, ed è difficile l’interrogarsi sui contatti (im)possibili tra questi mondi, nel vedere che in tutti essi qualcosa ci riporta pur sempre allo stesso decennio. Questi Settanta sono così riconoscibili e al tempo stesso sfuggono a facili etichette.
Da segnalare, nell’ambito della rassegna, anche i fotomontaggi di autori spagnoli, tra cui Renau, Rueda e Fontcuberta, provenienti dalla collezione dell’IVAM di Valencia, e la sezione dedicata alla giovane fotografia italiana in cui espongono 15 autori selezionati tramite concorso.

Daniele De Luigi
vista il 2-11-2001



Modena, Palazzo S.Margherita e Palazzina dei Giardini,
Orari: 10-13 / 15-18. Chiuso il lunedì, escluso i festivi.
dal 7 ottobre al 6 gennaio 2002.
Nonantola, Palazzo Comunale, Sala delle Colonne,
Orari: sabato 15.30-18.30, domenica e festivi 9,30-12.30 / 15.30-18.30.
Per visite fuori orario telefonare allo 059.896651
dal 7 ottobre al 9 dicembre 2001.
Carpi, Sala ex Poste, Palazzo dei Pio,
Orari: giovedì, sabato e festivi 10-12,30 / 15.30-19 Chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio.
Per visite fuori orario telefonare allo 059.649298
dal 6 ottobre al 6 gennaio 2002.


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