fototalking | intervista a Guido Guidi

di - 30 Gennaio 2003

Come docente di fotografia hai una posizione privilegiata per vagliare la giovane fotografia italiana: dove puntano l’obiettivo i giovani fotografi o, se preferisci, come?
Come docente non ho una posizione privilegiata…, quello che posso dire è che sono molto interessati alla fotografia come diario, alle volte con modalità troppo naiv, ma il diario e il corpo sono al centro dei loro interessi.

Cosa pensi della fotografia attuale, quella di tendenza che troviamo nei musei e nelle riviste? (mi riferisco ai vari Gursky, Goldin, Wall, Ruff, Serrano, Lorca DiCorcia, Neshat, Beecroft, Botto & Bruno, Basilico, ecc.)
Come al solito nelle riviste, anche o forse soprattutto specializzate, la “buona” fotografia deve essere “impressionante”… e i nomi che mi fai sono troppi e diversi.

C’è qualche autore contemporaneo che ti piace particolarmente?
Mi piacciono molto W. Eggleston, S. Shore, Citristenberry, P. Graham, J. Gossage e Lee Friedlander.

Per quali motivi li apprezzi?
Per la veste molto semplice delle loro fotografie che però nasconde una straordinaria complessità. Le loro fotografie sembrano prive di stile, ma mentre ci parlano del mondo, ci parlano della fotografia stessa. Usano questo medium con una modalità che permette alle loro fotografie di essere presenti ma non opache; infine perchè questi autori concedono poco o nulla alla moda e alle modalità del mercato dell’arte.

Cosa pensi delle stampe di grandi dimensioni?
Sono impressionanti, ma nascondono e anche troppo bene, un grande desiderio di imporsi sulle altre e anche nel mondo del mercato.

E della fotografia digitale? (ad esempio Erwin Olaf o Jeff Wall)
Non ha ancora scoperto la propria specificità e possibilità; da un lato imita la fotografia che conosciamo già e dall’altro la pittura, nei modi di poter correggere e migliorare l’aspetto del mondo.

Per quanto ti riguarda, a quali lavori ti stai dedicando ultimamente?
Diversi, l’insegnamento ad esempio, devo concludere due progetti di libro che dovrebbero uscire nei prossimi mesi, e poi ho due o tre progetti di cui ancora preferisco non parlare.

concludo tutte le interviste con la stessa domanda: quale futuro per la fotografia?
Non sono un indovino… non lo so!

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roberto maggiori


Guido Guidi (Cesena 1941) ha esposto alla Biennale di Venezia, al Pompidou di Parigi, al Guggenheim di New York. Dal 1998 insegna all’Accademia di Belle Arti di Ravenna e dal 2001 è docente del Laboratorio di Fotografia presso il corso di laurea specialistica in Arti Visive allo IUAV di Venezia.

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