La realtà fotografica in Italia | Primo appuntamento | Padova, ex Fornace Carotta

di - 13 Febbraio 2001

Il panorama artistico europeo in questi ultimi anni sta volgendo l’area di interesse verso la fotografia. Il dato è assodato. Se pur in netto ritardo rispetto agli amici d’oltre oceano (da sempre incuriositi e appassionati alle fotografie) bisogna riconoscere che il fermento creatosi attorno a questo mezzo-espressione ha raggiunto notevoli spicchi di diffusione e apprezzamento. Allora è giusto che se ne parli, che ci si confronti per comprendere la propensione di una arte che non è seconda a nessuna, e che deve assolutamente salire nel gradino più alto assieme alle concorrenti. Il primo appuntamento che il Centro Nazionale di Fotografia di Padova ha dedicato alla discussione attorno al mondo dei nuovi Niepce ha visto il contributo di una prestigiosa galleria (Photology) di Milano, che nelle vesti del preparato Davide Faccioli ha efficacemente delineato il percorso del collezionismo in Italia. Partendo dagli anni venti, specialmente in America, passando per le problematiche di “quantificare” il valore di una stampa datata, per poi giungere al “nuovo” mecenatismo europeo, e quindi nostro. Vi sono moltissimi modus operandi per decidersi all’acquisto di opere fotografiche, Faccioli ne ha illustrato uno che rispecchial la storia fotografica: dalle prime stampe (anche anonime) effettuate con il dagherrotipo, alle prime foto di genere (antagoniste della pittura); dalla fotografia del reportage a quella sociale, dalla foto di ricerca alla più recente foto di moda o pubblicitaria. Lo stesso Faccioli, con il contributo di Enrico Gusella (direttore del CNF nonché organizzatore della serie di incontri) ha subito sottolineato che questo tipo di avvicinamento alla fotografia è solo quello più schematico e semplice da seguire…non ha minore importanza e non è certamente inferiore a qualsiasi altro metodo impostato sulla piacevolezza estetica, sulla rarità del pezzo…sulla ricerca di un determinato periodo storico e così via. La serata non si è limitata a questo minimo rudimento al collezionismo fotografico ma ha sviluppato una interessante tesi circa l’evolvere dell’espressione fotografica e delle implicazioni semiotiche che racchiude tale mutazione. “Si arriverà ad avere una tipologia di fotografia che esiteremo a definire tale, perché espressa in forma così leggera e poco referenziale da non delineare in modo netto il confine con altre arti”: queste, in sintesi, le parole di Faccioli circa un uso nuovo del clik, rivolto quindi alla contaminazione con altri generi artistici. Con l’ausilio di documenti audiovisivi si è poi assistito ad una intervista a Mario Giacomelli (compianto fotografo dall’animo decisamente poetico) e a un intervento del critico contemporaneo FAM (Francesca Alfano Maglietti caporedattore del periodico “Virus Mutations”) che hanno dato prova di due differenti modi di interpretare la fotografia, dimostrando come possano coesistere “sensibilità” opposte sotto la medesima bandiera. Se le parole di Giacomelli sono state in un certo senso nostalgiche (accennava al rapimento dell’individuo dinnanzi al soggetto da fotografare, parlava della propria ignoranza in materia fotografica, della definizione sfuggevole che ha una opera fotografica…ecc), quelle di FAM si sono proiettate nel futuro (descriveva la fotografia come forma di documento delle performances, come strumento utile alla testimonianza di un dato evento irripetibile, accennava alla necessità di una integrazione più consolidata tra essa e le altre arti..ecc), in sostanza entrambe valide e condivisibili se non altro per la radice “passionale” che le ingloba e accomuna.

Il primo degli incontri in programma è stato piuttosto azzeccato, e il successo lo si è visto anche dalle numerose domande rivolte dal pubblico presente, curioso, interessato e felicemente coinvolto: non è nato un vero e proprio dibattito, ma la risposta è stata ugualmente positiva .Padova si sta dimostrando un importante centro per la diffusione del pensare fotografico, non solo per gli incontri in programma in questi mesi, ma anche per la nascita del Centro Nazionale di Fotografia, per le manifestazioni espositive a corredo di un fermento che in Italia si sta considerando solo da pochi anni; vale la pena perciò riflettere a fondo sull’importanza della fotografia (di qualsiasi tipo, non solo d’arte) perché sarà uno degli elementi che negli anni a venire risulterà determinante sia in campo sociale, che artistico.



Articoli Correlati:
Programma degli incontri a Padova
Mario Giacomelli a Roma


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“La realtà fotografica in Italia. Istituzioni, fondazioni e gallerie a confronto” .
a cura di Enrico Gusella, Padova, ex Fornace Carotta (Via Siracusa – Piazza Napoli, capolinea bus n.18). 7 febbraio-30 marzo 2001 ore 21,00. Centro Nazionale di Fotografia dell’Assessorato alla Cultura: Segreteria organizzativa, Giorgia Battistella, Silvia Dall’Acqua, Corinna Hadding, Simone Paiaro. tel. 049 8204543 – 4542, fax 049 8204545 tel. e fax 049 680622.
Foto in primo piano: Daguerre, “Notre Dame e il centro storico di Parigi”, (1838/39) dagherrotipo




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