Personale che riunisce la produzione più recente di Paolo Consorti (San Benedetto del Tronto, 1964), On the stage propone una serie di tele figurative, accomunate dalla presenza di un unico filo conduttore: la rivisitazione di composizioni pittoriche dallo stile barocco, vissute e presentate in chiave contemporanea.
Gli stilemi e i motivi di origine barocca appaiono chiaramente nella scelta dei soggetti trattati (Martire, Estasi, Eremita, Ascesi) e nella postura delle figure, ieratiche o colte in atteggiamenti significativi. Tuttavia, le forme classiche seicentesche non offrono che un semplice spunto all’artista che le altera profondamente, modificandole e rendendole sostanzialmente dissimili dall’originale. La stessa scelta del mezzo fotografico contribuisce a conferire alle composizioni modernità, estraniandole dalla semplice
L’immagine fotografica, rielaborata al computer e trasposta sulla tela, viene inoltre manipolata per renderla cromaticamente falsa, lontana dal reale e dal tradizionale, fino a suggerire la presenza di una dimensione altra, alternativa e priva di qualsiasi significato referenziale. Animali visibilmente finti su uno sfondo irreale e costruito artificialmente, circondano figure di santi ricoperte da tute bianche aderenti. Forma di spersonalizzazione dell’individuo, la tuta contribuisce a rendere la composizione inverosimile, conferendo alle figure l’aspetto di manichini asessuati, immobili in pose esageratamente drammatiche.
Emblematica, a questo proposito, la rappresentazione di San Rocco (Passaggio) in atto di attraversare un fiume di petrolio, quasi minaccioso nell’impeto della corrente. L’immagine sembra voler ricordare la volontà dell’artista di fondere in un tutto armonico la modernità della società contemporanea con la convenzionalità dell’iconografia religiosa: il santo, ricoperto da una tuta munita di mascherina, affronta l’impeto del petrolio, simbolo quanto mai efficace dei meccanismi economici che
Dalla tradizione alla modernità, l’arte di Paolo Consorti si vuole anche una forma di confronto inconscio con i propri fantasmi, con il desiderio personale di coniugare il bene con il male, uniti armonicamente sulle tele sotto forma di simboli tratti dalla tradizione religiosa occidentale. Il profano si fonde con il sacro, per suggerire la presenza di una dimensione parallela, di un mondo alternativo in cui i santi incontrano e accettano le forze oscure del male quasi a ricordare, con la loro fisicità inespressiva, gli aspetti contraddittori della personalità umana.
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