Categorie: friuli v. g.

fino al 22.X.2006 | I Turchi in Europa | Palmanova (ud), Caserma Montesanto

di - 7 Settembre 2006

Un tempo i turchi erano temutissimi, le città erigevano mura e contrafforti per tenerli a bada e il terrore degli Ottomani dilagava un po’ ovunque. Non a torto, considerando che nel 1453 Maometto II aveva conquistato l’antica Costantinopoli –il gioiello dell’impero romano d’Oriente– e si preparava a minacciare l’Europa con i suoi eserciti capaci di assoggettare vasti territori.
Un passato conflittuale in cui l’incontro tra le due civiltà (quella cristiana occidentale e quella orientale musulmana) era tutt’altro che pacifico e le uniche forme di scambio e di confronto erano perlopiù sotto il segno della sottomissione e dell’omaggio verso il nemico vincitore. L’allestimento della Caserma Montesanto nella celebre cittadina a stella lo sottolinea, esaltando la natura anche contraddittoria dello scontro –oggi attuale come mezzo millennio fa- di queste due culture.
La prima parte della mostra è dedicata alle trasformazioni subite da Costantinopoli immediatamente dopo la sua conquista. Trasformazioni che miravano –lo si immagina– a cancellare le vestigia del mondo romano cattolico per dare alla città un volto decisamente orientaleggiante ed islamico. Maometto II fa erigere il suo primo palazzo, l’Eski Saray mentre nel 1463 viene cominciata la costruzione del famosissimo Topkapi Saray, oggi prestigiosa sede museale. Di questo fermento architettonico ci sono rimaste le carte geografiche in cui si cercava più o meno palesemente le vestigia del passato. E fu così che l’editore veneziano Giovan Andrea Valvassori diede alle stampe una pianta prospettica in cui segnalava i vecchi siti romani e le nuove realizzazioni con una vena forse polemica mentre il viaggiatore topografo Pierre Gilles (1489-1555) si era recato a Istanbul per cercare le testimonianze di quella civiltà che i turchi stavano distruggendo.

La seconda sezione ricorda la grande vittoria veneziana di Lepanto del 1573, seguita dagli accordi di pace con Selim II. L’avvenimento venne immortalato con il ritratto del diplomatico autore dei negoziati Marcantonio Barbaro mentre regge con aria trionfante il foglio della capitolazione ottomana. Ma i veneziani non si limitarono agli scontri bellici e da bravi commercianti intrattenevano anche innumerevoli rapporti d’affari con l’impero ottomano dove fiorivano le arti più diverse: l’oreficeria, la calligrafia, l’illustrazione libraria, la ceramica e la fattura di tappeti. La quinta e la sesta sezione analizzano appunto l’organizzazione dei traffici commerciali nonché la magnificenza delle merci provenienti dall’Oriente e le opere proprio a queste ispirate e in modo particolare la preziosa oreficeria di cui i contemporanei avevano giustamente da meravigliarsi.
Eppure non era tutto oro quello che luccicava: accanto agli scambi ed alle opere d’arte andavano infatti proliferando le fortificazioni delle città cristiane. Palmanova e Corfù costituivano all’epoca i capisaldi dei confini Occidentali. Corfù in particolare dovette subire diversi attacchi ottomani e venne ripetutamente potenziata nel corso del tempo. Palma rimase invece inviolata e a dispetto della sua funzione originaria non venne mai usata come bastione di difesa contro i Turchi. Anzi, si apre oggi a loro con sincera amicizia.

marta di benedetto
mostra visitata il 29 giugno 2006


Venezia, Istanbul. Incontri, confronti e scambi – a cura di Ennio Concina
Catalogo disponibile. Palmanova (Ud), Caserma Montesanto, via Marcello
tutti i giorni 10-20, i venerdì fino al 15 settembre 10-23
ingresso € 9, ridotto € 6 (il biglietto comprende anche la visita della mostra “Sinan. Architetto imperiale” allestita presso la Polveriera Napoleonica) – prenotazioni e visite guidate tel.800 961993
visite didattiche e laboratori per le scuole tel. 349 4107020 oppure aregdarte@tiscali.it
per informazioni tel.0432 920856 – info@iturchiineuropa.itwww.iturchiineuropa.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Arte antica

Ambrosius: i tesori nascosti della Basilica di Sant’Ambrogio tornano visibili

Ambrosius: un itinerario riporta alla luce i tesori nascosti della Basilica di Sant’Ambrogio, arricchendo la visita con luoghi solitamente non…

13 Aprile 2026 15:50
  • Libri ed editoria

The Boxer di Gabriele Tinti, il bronzo ellenistico e la fragilità dell’umanità

Un libro che riattiva l’antico, tra poesia, mito e vulnerabilità: Gabriele Tinti dà voce al Pugile in riposo, la statua…

13 Aprile 2026 12:44
  • Mostre

Marco Bernardi, macchine inutili contro la tirannia dell’algoritmo

Negli spazi di Ex Elettrofonica, a Roma, Marco Bernardi mette in scena un mondo di oggetti che sfidano la logica…

13 Aprile 2026 11:36
  • Arte contemporanea

Milano Art Week 2026, si parte: le mostre e gli appuntamenti di oggi

Al via la decima edizione della Milano Art Week: in attesa dell'apertura di miart, in città già fervono le aperture.…

13 Aprile 2026 10:32
  • Progetti e iniziative

Futuri Emergenti Italiani: il catalogo che mappa gli artisti under 35

Futuri Emergenti Italiani è il catalogo che documenta la ricerca di 101 artisti under 35, selezionati per una mostra diffusa…

13 Aprile 2026 9:46
  • Mostre

Zhang Chaoyin, l’Himalaya non è mai stato tanto vicino

Fino al 15 maggio l'Edificio B12 della Manifattura Tabacchi ospita la mostra del fotografo Zhang Chaoyin, con sessanta opere sull’Himalaya,…

13 Aprile 2026 0:02