La gran parte delle fotografie esposte in questa mostra ha il carattere dell’istantanea , ovvero di quel tipo di ripresa realizzata senza aver avuto il tempo di valutare gli aspetti compositivi o addirittura la messa a fuoco. Le immagini di Luigi Crocenzi (Montegranaro, 1923 – Fermo, 1984), osservate da vicino, spesso mancano di nitidezza. Anche le piccole stampe in esposizione, da lui stesso eseguite, confermano un certo disinteresse per il purismo tecnico e per l’oggetto
Tuttavia questa scelta, nell’intera produzione, e ancora più evidentemente nei fotoracconti qui esposti, si traduce in un’opera narrativa articolata e asciutta, disincantata e coerente con un certo spirito antiborghese che, a dispetto delle imprecisioni tecniche, appare nitido.
La raccolta esposta è patrimonio del CRAF (Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia) e fa parte di un fondo più cospicuo che riunisce l’opera di Crocenzi. Il fotografo fu una poliedrica figura che per una quindicina d’anni, a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, soprattutto collaborando con Elio Vittorini, ha saputo rappresentare la provincia italiana senza false retoriche, cogliendo quello stesso spirito che attraversò tutta l’Italia postbellica e al quale si sarebbe ispirato anche il neorealismo.
Completano la raccolta, esposti in due teche, i documenti e le pubblicazioni d’epoca dove si possono leggere, montati nel loro senso originale, i fotoracconti di questo personaggio complesso, moderno e disilluso fotografo della provincia italiana del dopo guerra.
giulio aricò
mostra vista il 6 settembre 2003
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