Categorie: friuli v. g.

fino al 27.VII.2008 | Le meraviglie di Venezia | Gorizia, Fondazione Carigo

di - 11 Luglio 2008
Nello spazio centrale della mostra sono posti, uno di fronte all’altro, due dipinti che sintetizzano le trasformazioni del gusto avvenute nel corso del Settecento a Venezia: da un lato, la maestosa tela di Marco Ricci raffigurante il Grande paesaggio con fiume, lago e figure varie; dall’altro, Il molo dal bacino di San Marco del Canaletto. Nel primo l’uomo trova riposo e pace in una natura dominante e florida, in un gioco di luci e tonalità di colore; nel secondo l’operosità dei gondolieri, collocati in primo piano, ha come sfondo la facciata di Palazzo Ducale, la cui bellezza è accentuata dalla luce che si riflette nelle acque della laguna. Questi due modi di concepire uomo e natura, ma anche di attribuire senso alla pratica della pittura, sintetizzano la chiave di lettura proposta dai curatori per le oltre centoventi opere esposte (provenienti tutte da collezioni private), che tracciano uno spaccato di una società opulenta e cosmopolita.
L’iniziatore del vedutismo veneziano settecentesco è Luca Carlevarijs, che si distingue per aver interpretato in maniera assolutamente nuova i capricci -come in Porto di mare con monumento equestre e arco romano-, conscio del fatto che il vedutista “non imita quanto cade sotto i suoi occhi ma elabora delle equivalenze mirando a un effetto di realtà che nulla ha a che fare con l’esattezza fotografica”. Ancor più evidente appare la personalizzazione del paesaggio in Francesco Guardi che, attraverso pennellate di luce madreperlacea, allarga la prospettiva panoramica e gioca con le tonalità calde fino a immergere la veduta in un’atmosfera stregata, come in Il Palazzo Ducale dal bacino di San Marco.

Singolare è il percorso che documenta l’evolversi della raffigurazione umana, dai racconti mitici e storici o dalla narrazione biblica, in cui i personaggi si fanno interpreti di un immaginario collettivo condiviso, alle scene d’interni, di paesaggi con presenza umana fino ai ritratti. Così in Rebecca al pozzo di Giovanni Antonio Pellegrino, nel Trionfo di Bacco e Arianna di Sebastiano Ricci o nell’Incoronazione di spine di Tiepolo, è privilegiata la costruzione scenica degli episodi e il virtuosismo cromatico, mentre è Pietro Longhi a spostare l’attenzione alla vita privata dell’aristocrazia, raffigurata nell’intimità della casa, benché i personaggi mantengano la rigidità del loro ruolo sociale.
Ma sono i ritratti di Rosalba Carriera a colpire e per la raffinata tecnica del pastello su carta e, soprattutto, per la capacità di cogliere la personalità della persona effigiata e di trasformare i difetti in espressione di bellezza e fascino (ad esempio nel Ritratto di giovane cantante).

Infine, la mostra riserva una sorpresa: una serie di sette vedute di Venezia realizzate da Giuseppe Bernardino Bison. L’artista, prendendo a modello le acqueforti di Antonio Vicentini (che, a sua volta, prende a modello il Canaletto), interviene con il colore e riesce a conferire alla mappa della città, al flusso del Canal Grande, la suggestione di un sogno.

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loredana marano
mostra visitata il 28 maggio 2008


dal 14 marzo 2008 al 27 luglio 2008
Le meraviglie di Venezia. Dipinti del ‘700 in collezioni private
a cura di Annalia Delneri e Dario Succi
Palazzo della Torre – Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia
Via Carducci, 2 – 34170 Gorizia
Orario: da martedì a domenica ore 9-19
Ingresso: intero € 6; ridotto € 4
Catalogo Marsilio
Info: tel. +39 0481548164; info@fondazionecarigo.it; www.villamanincontemporanea.it

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